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giovedì 11 giugno 2020

Recensione: "Storia della bambina perduta" (L'amica geniale #4) di Elena Ferrante

Cari visitatori della Tana,
oggi torno a recensire un'altra serie alla quale sono molto legata, quella de L'amica geniale di Elena Ferrante. Oggi vi parlo del quarto ed ultimo volume della serie Storia della bambina perduta.

Storia della bambina perduta 
L'amica geniale #4
di Elena Ferrante
Edizioni E/O
451 pagine
€ 19,50

TRAMA
Storia della bambina perduta" è il quarto e ultimo volume dell'"Amica geniale". Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e "rinascite". Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l'altro allo scontro con i potenti fratelli Solara). Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s'incontrano, s'influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell'altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del loro legame d'amicizia. Intanto la storia d'Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare...

LA MIA OPINIONE
(Contiene spoiler sui volumi precedenti della serie)

Ormai mi conosco: quando mi avvicino all'ultimo volume di una serie, lo faccio sempre con prudenza e soprattutto molto, molto lentamente. Ecco perchè ho lasciato passare quasi un anno dalla lettura del terzo volume della serie, Storia di chi fugge e di chi resta, prima di avvicinarmi al libro finale di questa tetralogia.
Spinta anche dal bellissimo adattamento di Storia del nuovo cognome, andato in onda a Febbraio su Rai 1, quindi, ho deciso di terminare questa serie, consapevole che il distacco sarebbe stato difficile.

In questo quarto volume della serie l'aurice ci racconta la vita adulta di Elena e Lila.
La prima, ormai raggiunto il successo come scrittrice, decide di lasciare il marito per tornare a Napoli insieme a Nino Sarratore, l'amore della sua adolescenza con cui sente di avere davver una possibilità. Lila invece, dopo un periodo più che difficile, ha aperto la sua azienda insieme ad Enzo, il suo compagno, causando nel rione un piccolo terremoto e mettendosi in aperta contrapposizione con i fratelli Solara.
Quando Elena torna al rione insieme alle figlie per abitare nella stessa palazzina di Lila, le loro vite si intrecciano di nuovo, inevitabilmente, tornando ad incontrarsi e scontrarsi come quando erano ragazze, ma con i problemi e le responsabilità di due donne adulte.

Questo volume conclusivo della serie, Elena Ferrante ha deciso di scavare davvero fino alle radici dell'amicizia di Lila e Lenù, fino al più profondo del loro cuore. 
Le due amiche hanno anime simili ma allo sesso tempo contrapposte e continuano ad essere, anche da adulte, i due volti della stessa medaglia.
Quello che risula ancora più evidente, in questo romanzo, è il modo a volte silenzioso e a volte rude, aggressivo, in cui Lila influenza Elena, sotto ogni profilo. Alla fine, mentre Lila, nonostante i segni della vita che ha vissuto riesce con caparbietà e a volte forse anche con cattiveria a rialzarsi, Elena sembra solo una spettatrice della sua vita e sono molto spesso gli altri a prendere delle decisioni per lei.
E alla fine, nonostante i cambiamenti, le strade diverse e le distanze, questo legame d'amicizia resta indissolubile, un pensiero costante per Elena, di cui seguiamo il punto di vista.

Sullo sfondo di una Napoli bellissima ma allo stesso tempo ferita e di un'Italia che vive un momento storico più che complicato, leggiamo l'epilogo di questa storia, di questa amicizia lunga cinquant'anni e che è stata piena di segreti ma allo stesso tempo molto vera.
La capacità introspettiva della Ferrante è incredibile: i suoi personaggi sono imperfetti, hanno molte ombre, ma non per questo le loro vicende sono meno interessanti, anzi: non si pu fare a meno di  voler scoprire tutte le sfaccettature dei personaggi che popolano questa storia, anche le più negative.

Nel complesso la lettura di questa saga è stata piena di alti e bassi, un po' come l'amicizia di Lila ed Elena. Allo stesso modo però è una di quelle serie alle quali non si può evitare di rimanere in qualche modo legati, che poi è quello che accade solo per i libri veramente belli.


Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti!


martedì 3 settembre 2019

Recensione: "Fidanzati dell'inverno" (L'attraversaspecchi #1) di Christelle Dabos

Cari visitatori della Tana,
oggi finalmente torno a recensire e lo faccio con un romanzo del quale mi sono perdutamente innamorata: Fidanzati dell'inverno di Christelle Dabos, primo volume della chiacchieratissima serie L'attraversaspecchi.

Fidanzati dell'inverno
L'attraversaspecchi #1
di Christelle Dabos
Edizioni E/O
2018
504 pagine
€ 12,99 (ebook) € 16,00 (cartaceo)

TRAMA
In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra vive Ofelia. Originaria dell'arca "Anima", è una ragazza timida, goffa e un po' miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un'altra arca, "Polo", molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo.

LA MIA OPINIONE
Che io sia restia a leggere i romanzi molto chiacchierati alla vigilia dell'uscita ormai non è più un mistero. Di solito aspetto che il polverone si calmi per poi leggerli e così ho fatto anche con Fidanzati dell'inverno.

Christelle Dabos ci trasporta in un universo del futuro ma con elementi fantasy e steampunk: Ofelia, la protagonista del romanzo, che vive su Anima, è una ragazza piuttosto goffa ma con un talento incredibile per la lettura degli oggetti. Attraverso il tocco delle mani infatti riesce a leggere la storia di qualsiasi oggetto le venga presentato e proprio per questo lavora come curatrice in  un museo. La sua vita cambia radicalmente quando viene promessa sposa a Thorn, un nobile dell'arca Polo, sulla quale Ofelia si trasferisce in attesa del matrimonio insieme alla zia Roseline, la sua chaperon.
Il fidanzamento parte con il piede sbagliato perché Thorn non è affatto cordiale e per nulla simpatico e non esita a lasciare Ofelia a casa di sua zia Berenilde, dove presto Ofelia capirà che Thorn ha molti nemici a causa delle sue origini e che su Polo le cose funzionano in modo molto diverso che su Anima. Famiglie in lotta, congiure e omicidi sono all'ordine del giorno, e tutto gira intorno alla corte di Faruk, lo Spirito dell'Arca, che tutti provano ad ingraziarsi.
Quando Ofelia scopre di essere un tassello importante proprio per un piano che coinvolge Faruk, va su tutte le furie. Ma se adesso vuole sopravvivere su Polo, deve stare molto attenta...

Per leggere questo romanzo, ho deciso di prendermi tutto il tempo necessario. Non perché non fosse interessante o coinvolgente, ma perché volevo prendermi il tempo giusto per ri-approcciarmi al fantasy dopo un po' di tempo, dato che avevo messo un po' da parte questo genere nelle mie letture.
Devo dire che è stato il metodo migliore, perché sono riuscita a godermi a pieno la lettura di questo romanzo e me ne sono innamorata. 
L'ambientazione della storia è la prima cosa che colpisce: questo mondo che è un misto tra passato e futuro con elementi magici funziona veramente bene. Le descrizioni sono accurate e ci lasciano intendere quanta cura abbia messo l'autrice nel costruire lo scenario nel quale si muovono i suoi personaggi.
Ofelia è una protagonista che si scopre poco a poco, perché all'inizio sembra piuttosto debole rispetto al mondo che la circonda e alla storia che l'aspetta, ma capitolo dopo capitolo scopriamo una giovane caparbia, curiosa, fiera, che non si arrende di fronte alle difficoltà e che ha anche una buona capacità di improvvisazione.
I personaggi che si muovono intorno a lei sono piuttosto variegati: la sua famiglia pensa soltanto a farle fare un buon matrimonio e la spinge quasi letteralmente fuori da casa; Berenilde punta a sopravvivere su Polo ingraziandosi Faruk e non risparmiandosi in macchinazioni e complotti.
E poi c'è Thorn, il suo futuro sposo, il più enigmatico tra i personaggi che incontriamo. Freddo, di pochissime parole, per niente cordiale, Thorn è completamente dedito al lavoro di Intendente e non ci tiene affatto a dimostrare un qualche tipo di sentimento nei confronti di Ofelia. Ma i suoi piccoli gesti, le sue poche frasi, ci fanno capire che forse, sotto la sua armatura, c'è qualcosa di più che scopriremo nei prossimi volumi della serie.

Nel complesso ho trovato Fidanzati dell'inverno un'ottima lettura. Il ritmo narrativo non è altissimo, ma rimane un romanzo scorrevole e godibile, un fantasy molto originale in cui non mancano i colpi di scena.
Consigliatissimo!


Il mio voto per questo romanzo è di cinque riccetti!