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mercoledì 3 novembre 2021

Recensione: "Il grido della rosa" di Alice Basso (Anita #2)

Cari visitatori della Tana,
eccomi tornata con una nuova recensione che, ovviamente, non poteva che riguardare Il grido della rosa di Alice Basso, una delle mie ultime letture e soprattutto una di quelle che ho affrontato con più entusiasmo.


Il grido della rosa
di Alice Basso
Anita #2
Garzanti
30 pagine
€ 16,90 cartaceo | € 9,99 ebook

mercoledì 8 settembre 2021

Recensione: "Il morso della vipera" di Alice Basso (Anita #1)

Cari visitatori della Tana,
quale modo migliore di riprenere l'attività del blog dopo l'estate se non con una recensione?
Oggi vi parlo nuovamente di Alice Basso, ma questa volta per la seconda serie di romanzi che ha scritto, quella che ha come protagonista la dattilografa Anita Bo. 



 Il morso della vipera
di Alice Basso
Anita #1
Garzanti Editore
302 pagine
€ 16,90 - Rilegato | € 12 - Brossura | € 9,90 - eBook

sabato 27 luglio 2019

Recensione: "Un caso speciale per la ghostwriter" (Vani #5) di Alice Basso

Cari visitatori della Tana, 
eccomi tornata finalmente qui sul blog, stavolta con una nuova recensione.
Oggi vi parlo di Un caso speciale per la ghostwriter, quinto e apparentemente ultimo volume della serie di Alice Basso con protagonista la ghostwriter Vani Sarca. 

Un caso speciale per la ghostwriter
Vani #5
di Alice Basso
Garzanti
378 pagine
€ 9,99 (ebook) € 17,90 (cartaceo)
Link Acquisto Amazon

TRAMA
Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell'editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell'uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l'aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all'uomo che l'ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, le vite di tutte le persone cui ha imparato a volere bene.



LA MIA OPINIONE

Questa è la recensione di un finale annunciato. 
Un caso speciale per la ghostwriter, infatti, chiude il ciclo delle avventure di Vani Sarca, così come l'autrice aveva annunciato già da qualche tempo. 
Lo scorso anno, proprio in occasione dell'annuncio della conclusione della serie, avevo scritto un articolo su serie, serialità nei generi e soprattutto quando è il caso di chiudere una serie. 

Ma torniamo al romanzo, che si riapre esattamente dove si era concluso il quarto volume: Enrico Fuschi, il capo di Vani, esce di casa senza cellulare né documenti e sparisce nel nulla. Il loro rapporto non è mai stato amichevole, ma Enrico si è lasciato scappare un affare enorme per non tradire la sua ghostwriter e anche se non vuole ammetterlo, Vani gliene è grata. E adesso è preoccupata per lui.
Mentre alle Edizioni L'Erica ne viene annunciato il licenziamento, Vani raccoglie i fedelissimi del suo ormai ex capo e comincia un'indagine che la porterà a scoprire un lato completamente nascosto e inedito di Enrico. 
Affiancata dal suo commissario Berganza, Vani segue indizi e piste che la porteranno fino a Londra e ritorno pur di ritrovare sano e salvo quella spina nel fianco che è stata per lei Enrico.

Sapere di dover salutare dei personaggi a cui si è affezionati è complicato. Le aspettative erano altissime, perché ovviamente mi aspettavo un finale con il botto e invece Alice Basso con questo romanzo ci ha regalato il finale perfetto.
Con questa avventura, infatti, l'autrice ha preso tutti i motivi per cui i suoi lettori si sono innamorati di Vani e li ha rimessi insieme, facendoci capire che, proprio come la giovane Morgana, anche noi ci siamo un po' vanisarchizzati leggendo di lei.
Ma Alice Basso ci fa anche un altro regalo, con questo finale: ha dato a Vani spessore e tridimensionalità come personaggio, facendo scoprire a lei per prima come e quanto sia cambiata la sua vita e quanto i suoi spigoli si siano smussati, soprattutto da quando ha il commissario Berganza al suo fianco come partner in crime. 
Ma in questo romanzo ad affiancare Vani in realtà ci sono tutti i personaggi che abbiamo incontrato strada facendo in questa serie: sua sorella Lara, quella faccia da schiaffi di Riccardo Randi, la cuoca Irma, la mini-Vani Morgana e la sua amica Laura a cui si aggiungono la fedele segretaria di Enrico, Antonia, e la stagista Olga. Un mix impensabile per Vani fino a qualche tempo prima, ma che si triva a lavorare sotto le sue direttive pur di risolvere il giallo della scomparsa di Fuschi.

E così in questa avventura finale Alice Basso ci regala una storia senza crimini di messo ma con un bel rompicapo, in cui non mancano i momenti seri ma nemmeno il sarcasmo e l'ironia di Vani, una protagonista che non si può fare a meno di amare.

Sperando che questo sia soltanto un arrivederci e non un addio, e che Vani torni sporadicamente protagonista di qualche storia, attendo già di conoscere il prossimo progetto di Alice Basso, che sono sicura ci saprà regalare altre delizie da leggere.




Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti!




lunedì 14 maggio 2018

Recensione di "La scrittrice del mistero" (Vani #4) - Alice Basso

Cari visitatori della Tana, 
oggi torno sul blog per recensirvi una delle uscite di quest'ultimo periodo che più attendevo: La scrittrice del mistero di Alice Basso, quarto volume della serie che vede come protagonista la ghostwriter Vani Sarca.

Il romanzo è uscito lo scorso 26 Aprile per Garzanti e conta 320 pagine. Il prezzo è di € 17,90 per il cartaceo, mentre l'ebook costa € 8,99. Potete acquistare il libro su Amazon cliccando su questo link

TRAMA
Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell'umanità per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata che il suo datore di lavoro sa come sfruttare al meglio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori viventi di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l'altro, tra un colpo di genio di Vani e l'altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l'amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l'happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.

LA MIA OPINIONE

Questa serie di romanzi è tra le mie preferite in assoluto, ormai lo sanno anche i muri. Alice Basso è riuscita a conquistarmi sin dai primi capitoli di L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome e da allora è stato amore costante.

Che Vani Sarca sia un'ottima ghostwriter ormai lo abbiamo capito bene, ed il suo capo, Enrico Fuschi, non solo lo sa, ma intende continuare a sfruttare l'innata capacità di Vani di calarsi perfettamente nei panni di chiunque per un nuovo progetto, che potrebbe salvare non solo il suo posto di lavoro ma anche la casa editrice dalle cattive acque in cui sta navigando. 
Questa volta Enrico chiede a Vani di scrivere un romanzo per Henry Dark, uno dei più famosi autori di thriller al mondo. Peccato che nonostante i grandi numeri, Dark sia uno di quegli autori che propone il tipo di storie con personaggi inverosimili e trame surreali che a Vani proprio non piacciono. Certo però è che nemmeno questo incarico è troppo difficile da gestire per lei, nonostante l'ego smisurato di Dark.
Altra questione di cui vani si trova ad occuparsi riguarda Riccardo Randi, il suo ex fidanzato che sembra restare attaccato alla sua vita con le unghie e con i denti. Lo scrittore è vittima di uno stalker che lo minaccia chiaramente di morte e aiutarlo, proprio adesso che aveva avuto il suo lieto fine con il commissario Berganza e aveva eclissato anche la rabbia che provava nei confronti di Riccardo non è per nulla semplice. 

Se c'è una cosa che Alice Basso sa fare più che bene è coinvolgere i suoi lettori nelle storie che racconta sin da subito, intrecciando la trama poliziesca con quella che riguarda il lavoro e la vita personale di Vani in un modo tale che è davvero difficile mettere da parte i suoi libri prima di averli terminati.
Questa volta la trama del giallo, che riguarda Riccardo ed il suo stalker, non era del tutto imprevedibile ma sicuramente è ben architettata. Inoltre ci permette di scoprire anche un lato più vulnerabile di Riccardo, che smessi i pani dell'autore superfascinoso si rivela quasi umano.
Interessante è anche l'aspetto che riguarda la relazione tra Vani e il commissario Berganza, che sembrano proprio essersi trovati, come le due metà della mela. Certo, non mancano le complicazioni e i contrattempi, ma insieme questi due personaggi sono non solo un'ottima coppia investigativa, ma due veri partners in crime. È come se si conoscessero da sempre e hanno una dinamica che funziona talmente bene che davvero, non c'erano dubbi sul fatto che dovessero stare insieme.

Con questo romanzo Alice Basso continua su una scia di successi davvero meritati. La scrittrice del mistero ha un ottimo ritmo narrativo ed è coinvolgente dalla prima all'ultima pagina.
Vani come personaggio riesce a rendere unica ogni situazione con la sua ironia sfacciata, ma proprio grazie alle nuove situazioni in cui si trova ha scoperto nuovi aspetti del suo carattere, ha smussato alcuni angoli e così leggendo le storie di cui è protagonista è come fare un piccolo viaggio alla scoperta del personaggio...insieme al personaggio stesso.

Anche in questo caso non posso che consigliarvi la lettura di questo romanzo se siete già dei fan della serie e se ancora non conoscete Vani Sarca...cosa aspettate? Correte in libreria!


Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti!

martedì 30 maggio 2017

Recensione di "Non ditelo allo scrittore" (Vani #3) - Alice Basso

Cari visitatori della Tana, 
ebbene sì, oggi torno felicemente a recensire, e lo faccio per uno dei romanzi che attendevo di più in questa primavera; Non ditelo allo scrittore di Alice Basso, terzo volume della serie dedicata alla ghostwriter Vani Sarca.

Il romanzo è uscito il 18 Maggio per Garzanti e conta 316 pagine. Il prezzo è di € 9,99 per l'ebook, mentre il cartaceo costa € 16,90.

TRAMA
A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c'è nella testa delle persone. Una empatia innata che lei mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno, e che però è fondamentale nel suo mestiere. Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno. Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani può farlo uscire dall'ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare. Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l'unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun'altra donna riuscirà mai a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere come mai l'abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che rompa ogni schema della razionalità e della logica. Vani è ormai uno dei personaggi più amati dai lettori italiani.

LA MIA OPINIONE
Non è un mistero che io adori i romanzi di Alice Basso. Sin da quando ho letto L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, lo scorso anno (QUI la mia recensione), ho capito che questa serie mi avrebbe dato grandi soddisfazioni. Ecco perché non appena è uscito Non ditelo allo scrittore ho messo da parte tutte le altre letture e gli ho dato assoluta priorità.

Anche in questo nuovo romanzo siamo catapultati sin da subito nel pieno della sempre imprevedibile vita di Vani, che è alle prese con il suo lavoro come ghostwriter, sempre troppo sottopagato per i suoi sforzi e con il suo lavoro di collaboratrice della polizia.
Cioè, molto più alle prese con il suo primo lavoro che con il secondo, perché il commissario Berganza sembra volerla tenere a tutti i costi lontano dal caso di cui si sta occupando, un caso complesso e molto pericoloso che riguarda una rete di trafficanti di droga.
È così che Vani ha sicuramente più tempo da dedicare al caso che invece le sottopone Enrico, il suo boss. Alle porte del ventennale dell'uscita di Verrò a trovarvi sul lago di Ruggero Solimano, uno dei romanzi che ha segnato la storia della letteratura contemporanea, la casa editrice per cui lavora Vani vuole proporre una ristampa con dei contenuti speciali, come ad esempio le prime bozze del lavoro. Il problema è che questi contenuti non esistono: sembra proprio che a scrivere il romanzo, infatti, sia stato un ghostwriter, uno scrittore rimasto nell'ombra per molti anni anche dopo la scomparsa di Solimano: il compito di Vani è quello di trovare questo ghostwriter e convincerlo a venire allo scoperto, così che la casa editrice possa organizzare un nuovo lavoro di promozione per il libro.
Dall'altra parte, però, il commissario Berganza non può fare a lungo a meno dell'abilità di Vani nell'immedesimarsi nelle persone, e proprio per questo la ritroviamo ad occuparsi ben presto del caso che non sembra proprio di semplice soluzione. 
Tra Riccardo Randi che non smette di corteggiarla, due adolescenti che sembrano complottare contro di lei, un ghostwriter da far diventare un autore che piace al pubblico, un caso da risolvere e il commissario Berganza che continua a lasciare dei misteriosi discorsi a metà, Non ditelo allo scrittore segna una grande crescita di Vani, su tutti i fronti.


Il sogno della mia vita è starmene nella mia tana a farmi gli affari miei senza rotture di coglioni di alcun genere.

Se c'è una cosa che mi piace dei romanzi di questa serie, è che poco alla volta scopriamo qualcosa di più sui personaggi, Vani prima di tutto.
Questa volta lo facciamo attraverso alcuni flashback che ci riportano al 1997/1998, anni in cui Vani frequenta ancora il liceo, nonché periodo in cui cominciamo a scorgere i tratti della persona che poi è diventata. Razionalità, logica, pochi legami e una battaglia continua contro il mondo a suon di ironia: ecco chi era e chi è Vani ancora adesso. Sembra proprio un soldato che ha passato così tanto tempo in trincea e che negli ultimi tempi è piena fino al collo della vita che ha fatto.
A farle sbattere la testa contro la realtà è l'incontro con il ghostwriter di Verrò a trovarvi sul lago, un uomo che ce l'ha con il mondo intero.
Proprio questa è la scintilla che porta Vani ad interrogarsi sui suoi pochi legami, soprattutto quello con Morgana, che a quindici anni si sta sempre più vanisarchizzando, quello con Riccardo, che non ha smesso per un attimo di corteggiarla, e quello con il commissario Berganza, che con il suo essere quasi come i poliziotti dei gialli che ama leggere, le lezioni di cucina e le sue piccole attenzioni sembra l'unico ad aver colto la sua vera essenza.

Forse inizio ad averne abbastanza di vivere in guerra.
Forse a me un po' di pace non farebbe più tanto schifo.

Tra questo piccolo, ma in fondo grande percorso di crescita e l'addestramento del ghostwriter, Vani trova anche il tempo per aiutare Berganza nella soluzione di questo caso molto pericoloso e che potrebbe comportare delle ritorsioni nei confronti di tutti gli inquirenti.
La trama del giallo è meno consistente rispetto ai due romanzi precedenti, ma certo sul finale crea la giusta tensione.
Allo stesso modo il ritmo della storia è meno serrato, ma va sicuramente d'accordo con il percorso della storia, che include anche elementi nuovi rispetto ai due precedenti.

Anche Non ditelo allo scrittore si legge molto velocemente, perchè è scorrevole come non mai e ci sono tutti gli elementi che nei primi due romanzi della serie mi hanno fatto amare Vani, dalla prima all'ultima pagina. Anzi, c'è anche di più.
Alice Basso con questo romanzo si conferma, oltre che una delle mie autrici italiane preferite, un'ottima penna. Sto già aspettando il prossimo!


Il mio voto per questo romanzo è cinque riccetti!

lunedì 18 luglio 2016

Recensione di "Scrivere è un mestiere pericoloso" (Vani #2) - Alice Basso

Cari visitatori della Tana,
il momento recensione della settimana è dedicato ad una mia lettura di qualche settimana fa, Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso, secondo volume della serie che vede come protagonista la ghostwriter Vani Sarca.

Il romanzo è uscito a Maggio di quest'anno per Garzanti e conta 341 pagine. Il prezzo è di € 9,99 per l'ebook, mentre il cartaceo costa € 16,40

TRAMA
Un gesto, una parola, un'espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con se stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa quasi impossibile, perché Vani non ha mai preso una padella in mano. C'è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vàzquez Montalban, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l'altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l'affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto.

LA MIA OPINIONE
Il secondo capitolo di una serie, si sa, è quello che conferma se una serie di romanzi è buona o meno. Proprio per questo motivo volevo assolutamente sapere di cosa avrebbe trattato la nuova avventura di Vani ma allo stesso tempo ero un po' timorosa, perché non sapevo cosa aspettarmi.
Paure inutili, visto che, se è possibile, ho apprezzato il secondo volume di questa serie ancor più del primo.

Vani, superata la rottura con Riccardo con una memorabile vendetta, è tornata alla sua vita di sempre, ma con un piccolo piacere in più: il commissario Berganza l'ha assunta come consulente della polizia, così che possa usare il suo talento nel capire le persone per aiutarlo nella risoluzione dei casi più complessi.
Ma Vani, prima di tutto, si guadagna il pane facendo la ghostwriter ed il suo capo ha in serbo per lei un nuovo, complicatissimo compito: un libro di memorie e ricette di Irma, la cuoca della famiglia Giay Marin, una delle famiglie più in vista del mondo dell'alta moda. 
Redarre un libro del genere sembra già complesso di per sé, ma se ci aggiungiamo che Irma, ottant'anni suonati, non perde tempo a confessare a Vani un delitto già al loro primo incontro?
Un'indagine più complessa del previsto per Vani e il commissario Berganza, che li porterà a scoprire i segreti più nascosti della famiglia Giay Marin.

In questo secondo volume della serie, ho ritrovato con molto piacere Vani, che è più Vani che mai. Amo questo personaggio, il suo sarcasmo, il suo modo di fare. Sebbene nel primo libro della serie questo personaggio sia già molto approfondito, abbiamo qu ancora la possibilità di scoprire nuovi episodi del suo passato e nuove sfaccettature del suo carattere.
Un personaggio secondario che trova ampio spazio è sicuramente il commissario Berganza, che, come dice la stessa Vani, ha quel fascino dei poliziotti dei romanzi che lo rende parecchio interessante. Ho apprezzato la scelta dell'autrice di dedicare più spazio a lui, perché con Vani ha un'ottima chimica intellettuale, che emerge soprattutto nelle scene dedicate alle lezioni di cucina a casa del commissario.
Inoltre conosciamo Ivano, nipote del commissario, ed Irma, la cuoca di casa Giay Marin. Si tratta di due personaggi che in qualche modo bilaciano l'avventura di Vani: Ivano, un adolescente inquieto che grazie a Vani riesce a canalizzare le sue emozioni contrastanti ed Irma, che è un po' una Vani proiettata di cinquant'anni nel futuro con la sua lingua tagliente ed il suo sarcasmo.
Il caso che Vani ed il commissario Berganza devono risolvere non è particolarmente complesso, ma è comunque affascinante, perché ci porta a scoprire i segreti del passato vicino e lontano della famiglia Giay Marin, un puzzle che passo dopo passo si compone fino a divetare un quadro complesso.

I personaggi sono innegabilmente un punto forte di questo romanzo, perché sono tutti ben disegnati, così come i dialoghi, tra i quali ho trovato delle piccole perle. Ma non posso dimenticare di citare lo stile di Alice Basso, che è scorrevole e allegro, con punte di sarcasmo che lo rendono trascinante e ancor più brioso.

Anche Scrivere è un mestiere pericoloso è un romanzo da leggere d'un fiato, come il suo predecessore. Il grande problema, adesso, sarà aspettare il tero volume della serie! 



Il mio voto per questo romanzo è di cinque riccetti!


mercoledì 8 giugno 2016

Recensione di "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" - Alice Basso

Cari visitatori della Tana,
eccoci arrivati allo spazio recensioni di questa settimana. Oggi vi parlo di L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, una lettura che era lontanissima dalla mia TBR ma del quale nell'ultimo periodo ho sentito parlare molto, visto che è il primo volume di una serie del quale di recente è uscito il secondo. 

Uscito lo scorso anno per Garzanti, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome conta 271 pagine. Il prezzo è di € 9,99 per l'ebook e di € 9,90 per il cartaceo in edizione economica.

TRAMA
Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili.

LA MIA OPINIONE
L'elemento che mi ha convinta a leggere questo romanzo, più di tutti gli altri che ho trovato nella trama, è stata la professione di Vani, la protagonista. Silvana Sarca, Vani per gli amici, è una ghostwriter per una casa editrice con una storia bicentenaria alle spalle.
Scrivere libri, discorsi, articoli per gli altri è per Vani la cosa più naturale del mondo: sa immedesimarsi nelle persone, entrare nella loro mente e capire i loro ragionamenti.
Empatica, intuitiva e dotata di un'intelligenza e di una furbizia sicuramente al di sopra della media, Vani ha scelto consapevolmente di scrivere per gli altri, anche se  ha uno stipendio niente affatto soddisfacente ed è costretta a rimanere nell'ombra. Anzi, Vani non incontra nemmeno gli autori per cui deve scrivere. Nel corso della sua carriera però ha incontrato un paio di eccezioni. La prima è Riccardo: quando si ritrova nel bel mezzo del blocco dello scrittore, Vani riesce a mettere su per lui la trama di un romanzo che scala le classifiche italiane e straniere, diventando un caso editoriale.
La seconda eccezione è Bianca, una donna che parla con gli angeli e che con i suoi libri fa lievitare il fatturato dell'editore per cui lavora Vani. Proprio lei deve scrivere un nuovo libro con esercizi spirituali e pieno di parole d'amore, visto che Bianca è troppo impegnata con il suo tour. 
Entrare nella mente di questi due autori non è poi così complesso per Vani, ma cosa succede se, mentre con Riccardo si crea una chimica inaspettata, Bianca viene rapita e Vani si ritrova coinvolta in un indagine?

Ho letto L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome in un paio di sere. È un romanzo davvero godibile, che si legge con molta facilità, complice la storia coinvolgente e  la protagonista davvero unica nel suo genere.
Oltre ad avere un lavoro singolare, Vani Sarca è un personaggio singolare: intelligente, furba, sarcastica, senza peli sulla lingua tanto da risultare tagliente, a trentaquattro anni ne dimostra dieci in meno e si nasconde dietro un ciuffo nero e dentro lunghi impermeabili altrettanto scuri. Alcuni direbbero che si veste come Lisbeth Salander, ma Vani ci tiene a sottolineare che quando lei ha iniziato a vestirsi così, Lisbeth Salander non esisteva nemmeno. 
Mi è piaciuto un sacco conoscere questo personaggio, la sua storia ed il suo modo fin troppo disincantato di guardare il mondo. Vani ha una personalità dalle mille sfaccettature ed in questo primo romanzo ne riusciamo ad osservare parecchie, soprattutto grazie al fatto che seguiamo la sua avventura in prima persona.
Il giallo del rapimento di Bianca si incastra nella storia e nella vita di Vani come il tassello di un puzzle. Il giallo, in questo romanzo, infatti, è ancora un elemento collaterale rispetto alla storia principale, che ci consente invece di conoscere Vani sul piano personale e professionale.

La trama è sicuramente ben congegnata ed il ritmo narrativo è coinvolgente. C'è un ottimo equilibro nello stile, che rende la storia scorrevole. 
Inoltre ho molto apprezzato tutti i riferimenti alla letteratura che l'autrice ha seminato nel corso del romanzo, sia come citazioni di titoli e personaggi di alcune opere sia come elementi ripresi ed inseriti nella storia.

Nel complesso, questo romanzo mi è piaciuto molto ed è una lettura che sicuramente vi consiglio. Io intanto mi sono già tuffata tra le pagine di Scrivere è un mestiere pericoloso, secondo capitolo della serie di Vani uscito il mese scorso.


Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti!