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mercoledì 29 novembre 2017

Book Blog & Vlog Tour: "Berlino 2.0" di Mathilde Ramadier e Alberto Madrigal - Tappa #4

Cari visitatori della Tana, 
oggi ho il piacere di ospitare una delle tappe del blogtour dedicata ad una delle ultime uscite Bao Publishing. Si tratta di Berlino 2.0 di Alberto Madrigal e Mathilde Ramadier, terzo ed ultimo volume della serie dedicata alla vita nella capitale tedesca, iniziata con Un lavoro vero e proseguita con Va tutto bene, di cui Alberto è l'unico autore. 
Questa tappa conterrà la mia recensione del volume.

Berlino 2.0
di Mathilde Ramadier e Alberto Madrigal
Bao Publishing
91 pagine
€ 15

TRAMA
Margot ha ventitré anni e si è spostata da poco a Berlino. In una città in cui tutto sembra permesso, scoprirà presto luci e ombre di una società e di una generazione che ha dovuto fare i conti con il disincanto. Questi due autori, così diversi, ma anche così vicini, ci raccontano una delle città più fervide d'Europa con lo sguardo innamorato ma mai ingenuo di chi è innamorato di una metropoli e le vuole troppo bene per non accettarne i difetti.




LA MIA OPINIONE

Berlino è povera, ma sexy.

Margot, giovanissima dottoranda in filosofia di origini francesi, decide di trasferirsi a Berlino, una città che ritiene nuova e stimolante, per tovare un lavoro in attesa di terminare la sua tesi.
Le aspettative di Margot sulla città tedesca sono altissime, ma presto si scontra con la realtà della crisi economica, che sembra aver investito anche la vita berlinese, tanto da renderla più opaca.
Ma nonostante i lavori precari e sottopagati che le propongono, Margot non riesca a non voler bene a Berlino, tanto da non coniderare nemmeno l'idea di tornare in Francia.

La storia raccontata da Mathilde Ramadier e illustrata da Alberto Madrigal in questa graphic novel è tremendamente realistica e attuale.
Margot, che sceglie di spostarsi in una città che ama sperando di migliorare la sua vita rappresenta a pieno la condizione di molti giovani e giovanissimi che si spostano in Europa con molta facilità, ma che quando arrivano nelle città che sognano si scontrano con una realtà più complessa di quella che avevano immaginato.
Berlino è piena, colorata, disinibita, effervescente e stimolante, ma allo stesso tempo tutte le promesse, tutte le aspettative che questa città offre a chi la osseva da fuori e che per tanto tempo ha desiderato viverci sembrano infrangersi in fretta.Margot potrebbe rifare i bagagli, prendere la sua palla da discoteca e tornarsene a Parigi quando capisce che la prospettiva è quella di avere dei lavori precari e per giunta sottopagati, senza alcuna assistenza sanitaria.
La verità però è che Margot è profondamente innamorata di Berlino, e si sa, quando si è innamorati si passa anche sopra ai difetti.
In questa graphic novel i disegni di Alberto Madrigal incorniciano con tratti semplici e quasi minimali i colori a tratti vividi e a tratti più tenui e opachi di questa città e di questa storia, che lascia un sentore dolceamaro a fine lettura, tipica di tutti i racconti pieni di verità.

Il mio voto è di quattro riccetti!


IL GIVEAWAY
Per poter vincere una copia di questa graphic novel e un disegno di Alberto Madrigal, partecipate al giveaway seguendo queste semplici regole:

- Mettere mi piace alla pagina Facebook BAO Publishing;
- Diventare lettori fissi/seguire i blog/vlog partecipanti;
- Commentare tutte le tappe del blog tour;
- Compilare il form con i dati;
- Condividere il blogtour sui social;

Per partecipare avete tempo fino al 4 Dicembre.



IL CALENDARIO

22 novembre
Fangirl in love with books
Videorecensione e annuncio giveaway

24 novembre
I bookanieri
Recensione

27 novembre 
Oh ma che ansia
Videorecensione

29 novembre
La tana di una booklover
Recensione

1 dicembre
A Clacca piace leggere
Intervista agli autori


E per oggi è tutto, lettori cari.
Se avete letto o siete interessati a questa graphic novel, questo BT è l'occasione giusta per parlarne insieme.
Alla prossima!


giovedì 15 giugno 2017

Recensione di "Storie di un'attesa" - Sergio Algozzino

Cari visitatori della Tana,
era ormai da un po' di tempo che non tornavo a parlarvi di graphic novel qui sul blog. Oggi invece vi voglio parlare di uno dei miei ultimi acquisti - l'unico, purtroppo, di Una Marina di Libri - ossia Storie di un'attesa di Sergio Algozzino.

Questa graphic nove è uscita per Tunué nel 2016 e conta 140 pagine. Il prezzo è di € 16,90. Potete acquistarla su Amazon a questo link.

Tre storie distanti nel tempo. Un principe palermitano decide nell'Ottocento di partire per la Terrasanta, ma è molto più importante la preparazione del viaggio stesso. Due persone si sfidano, all'inizio del secolo scorso, in una partita a scacchi per corrispondenza, ma nel tempo scoprono come l'esistenza abbia scavato un abisso fra di loro. Un ragazzo, negli anni Novanta, si ritrova ad aspettare la ragazza con cui si è dato appuntamento, solo con i suoi pensieri. A legare le vicende l'aspettare con pazienza il tempo che scorre e i cambiamenti che ne vengono, per riscoprire, in un'epoca di frenesia, il valore dell'attesa.








LA MIA OPINIONE

Quante possono essere le tonalità di un'attesa? È questa la domanda a cui prova a rispondere Sergio Algozzino in questa graphic novel, e lo fa intrecciando tre storie molto lontane nel tempo, ma che hanno alcuni aspetti in comune. 

Aspettare è una cosa che ci capita spesso di fare. I tempi di attesa variano, le emozioni sono più deboli o più forti in base a cosa stiamo aspettando. Ci sono attese speciali.
Sullo sfondo di una Palermo bellissima, che in alcune parti della storia ne diventa quasi una protagonista, conosciamo un conte che sul finire dell'Ottocento comincia a pianificare sin nei minimi particolari un viaggio in Terrasanta, per poi spostarci nei primi anni del Novecento, periodo in cui conosciamo un uomo da poco stabilitosi a Palermo, che inizia una partita a scacchi per corrispondenza e che attende pazientemente le mosse del suo avversario. Infine un quindicenne che nei primi anni Novanta, armato di walkman, comincia una lunghissima attesa sotto casa di una ragazza per il loro primo appuntamento.
Ad incasellare la storia, ci sono altri piccoli momenti di attesa, che ci raccontano la vita quotidiana di personaggi quasi capitati lì per caso, ma in cui è immediatamente facile rivedersi. 

Tre protagonisti, tre finalità diverse, tre storie, tutte legate però dalla stessa trepidazione nell'attesa.
È evidente che questi tre protagonisti, nonostante siano accomunati dalla medesima emozione, vivono l'attesa in modi radicalmente diversi. Sì, perché la loro trepidazione è percepibile, ma il loro modo di attendere, ciò che fanno mentre aspettano, è molto, molto diverso.
In tre epoche diverse Sergio Algozzino ci dimostra i modi diversi in cui si vive un'attesa e fa nascere spontanea una piccola auto-analsi di cosa facciamo noi adesso nei momenti vuoti in cui ci tocca aspettare qualcosa.
E se oggi, come me, la prima cosa che fate quando aspettate qualcuno o qualcosa è tirare fuori lo smartphone per controllare i social - un'abitudine terribile, ma tendo un po' a giustificarmi dicendomi che ormai lo facciamo tutti  - questa graphic novel vi farà anche riscoprire il valore di quei momenti che sembrano vuoti, di quel tempo che ci sembra di perdere mentre aspettiamo e che invece può avere un suo perché. Dobbiamo solo essere bravi a trovarlo.
Non solo parole, ma soprattutto tavole bellissime per questa graphic novel. Disegni leggeri ma che sanno catturare l'attenzione, anzi, sanno proprio ammaliare.

Storie di un'attesa è (quasi paradossalmente) una graphic novel da leggere d'un fiato. O almeno, per me è stato così, perché ad aspettare non sono proprio brava.
Convintissima di recuperare al più presto gli altri lavori di questo autore, vi consiglio di tutto cuore di leggere questo.


Il mio voto è di cinque riccetti!


sabato 7 novembre 2015

Recensione di "Blankets" - Craig Thompson

Cari visitatori della Tana,
finalmente è arrivato il fine settimana e finalmente arriva anche la mia prima recensione di una graphic novel. Prima di adesso avevo letto molti fumetti e diverse graphic novels, ma mai mi ero cimentata in una recensione. Da qualche parte si deve pur cominciare però, vero?
Oggi vi propongo la mia recensione di una graphic novel della quale ho sentito parlare tantissimo e molto bene in giro per il web, tanto che alla fine mi sono incuriosita e ho deciso di leggerla anch'io; sto parlando di Blankets di Craig Thompson.

Uscito negli USA nel 2003 e pubblicato in Italia nel 2010 da Rizzoli Lizard, Blankets conta 592 pagine. Il prezzo è di € 29,00.

TRAMA
Una storia d'amore come non si è mai vista prima. Una graphic novel autobiografica in cui Craig Thompson parte dalla sua infanzia nel Wisconsin per raccontarci la sua vita familiare e il suo rapporto con la religione, fino ad arrivare all'incontro con Raina: l'amore esplode allora con tutta la sua forza, sorprendendo il protagonista e coinvolgendo i lettori in un fiume di emozioni tanto appassionanti quanto letterariamente mature.






LA MIA OPINIONE
Rapportarsi con una graphic novel per me è diverso dal leggere un libro. Mentre nella lettura dei libri procedo spedita, nelle graphic novel ho bisogno di tempo per perdermi nei dettagli dei disegni e procedere più lentamente.

Leggere questa graphic novel è stato come immergersi completamente nella vita di Craig e rivivere la sua storia. Ogni emozione, ogni sensazione, passa come attraverso un canale diretto tra l'autore ed il lettore, come se nei disegni fosse racchiusa tutta l'essenza della sua vita.
Craig trascorre la sua infanzia in una piccola comunità agricola del Wisconsin, una realtà già oppressiva per un bambino. Se poi aggiungiamo a questo il fatto che i suoi genitori sono molto religiosi e che hanno impartito un'educazione molto rigida ai loro figli e i bulli, che lo prendono costantemente di mira a scuola, ci rendiamo facilmente conto del perché Craig, già fin dalla sua infanzia, cerchi un modo per evadere da quella realtà. Oltre a giocare con il fratello, avventurandosi nella campagna sterminata intorno alla sua casa di giorno e immaginando naufragi e imprese eroiche la sera quando sono costretti a dividere lo stesso letto, Craig ama sognare ad occhi aperti e soprattutto disegnare, il suo modo preferito per scappare da quella realtà che lo soffoca. 
La vita di Craig procede per lungo tempo in modo ordinario, nessuno sconvolgimento, almeno finché ad un campo per ragazzi della sua parrocchia non incontra Raina, una ragazza del Michigan della quale si innamora.
Nonostante la distanza, il legame tra Craig e Raina diventa sempre più forte pagina dopo pagina. Lo vediamo crescere passando attraverso i primi approcci molto timidi, con biglietti o piccoli regali, finché Craig non decide di andare a trovare Raina in Michigan per due settimane. Lì, nonostante la situazione familiare complicata che sta vivendo la ragazza a causa della separazione dei suoi genitori, nasce un sentimento dolce e fragile, come solo un primo amore può essere. 

I temi affrontati nella storia sono diversi, primo tra tutti quello del rapporto di Craig con la fede. Nella vita di Thompson la religione ha giocato un ruolo molto importante, a partire dall'educazione puramente religiosa che gli è stata impartita sin da bambino. Craig da piccolo ha un rapporto confuso con Dio, che oscilla dall'ammirazione al timore. Nonostante la forte fede che lo accompagna, Craig non smette mai di farsi domande sul ruolo della religione e di Dio nella sua vita. La fede rappresenta una costante e per lungo tempo una certezza nella vita del protagonista, ma nel momento in cui si affaccia all'età adulta comincia a dubitare di tutto.
Altro tema portante della storia è ovviamente l'amore per Raina. Lei è per Craig il primo amore e da quando fa la sua comparsa, la vita del ragazzo cambia radicalmente: ogni pensiero, ogni disegno, ogni gesto viene fatto per Raina, che diventa la sua musa. 
Ogni aspetto della vita di Craig viene esplorato in questo romanzo illustrato, che è un'opera molto complessa, nel quale possiamo trovare veramente molti temi oltre ai due che ho menzionato: il rapporto complicato di Craig con la sua famiglia, visto che i suoi genitori non sono molto aperti al dialogo, e quello altalenante con il fratello. 
Ma Blankets è soprattutto un romanzo di formazione in cui troviamo un ragazzo alla ricerca del suo posto nel mondo, con le paure, i dolori e le delusioni che crescendo è inevitabile affrontare. 
In questa graphic novel, Thompson racconta la sua storia descrivendo tra disegni e parole, letteralmente, la storia di una vita, le mille sfumature dell'animo umano, passando dai momenti più felici ai più dolorosi, dalla spensieratezza dei giochi infantili alle delusioni più profonde alla soglia dell'età adulta.


Se dovessi scegliere un aggettivo per descrivere quest'opera, direi che è intensa, un continuo fluire di immagini, parole ed emozioni insieme che fanno bene e male insieme a chi legge. 
Non posso dare un giudizio tecnico sui disegni, ma sicuramente mi sono piaciuti molto e si adattano bene alla storia, perché diventano più smussati ed avvolgenti nei momenti più intensi, ma ritornano spigolosi in quelli più dolorosi o spaventosi (soprattutto nella parte della storia dedicata all'infanzia di Craig). Inoltre nella storia ci sono spesso lunghi momenti di silenzio, perché la vita di Craig ne è stata piena, e proprio lì troviamo quelle che secondo me sono le tavole più belle, direttamente dall'immaginazione di Craig o reali, perché rappresentano alcune delle scene o dei paesaggi.
 Una graphic novel piena di poesia, che ho apprezzato moltissimo. E pensare che ho sempre detto che le autobiografie mi annoiano!


Il mio voto è di cinque riccetti!