mercoledì 14 maggio 2014

Recensione di "Insurgent" - Veronica Roth

Cari visitatori della Tana,
è proprio quando arrivano questi momenti che mi sento una lettrice migliore.
Questa infatti è una delle rare volte in cui recensisco il secondo volume di una serie!
Sapete che ho la tendenza ad iniziare sempre trilogie o saghe nuove, invece stavolta sono stata brava, ho resistito a Silver (che resta comunque ai primi posti nella mia TBR) e oggi scrivo questo post per recensire Insurgent, secondo volume della trilogia Divergent di Veronica Roth.


Uscito in Italia a Maggio 2013  ed edito da DeAgostini , il volume conta 510 pagine. Il prezzo è di € 14,90 per la versione rilegata con sovracopertina.

TRAMA
Una scelta può cambiare il destino di una persona... o distruggerlo. Ma qualsiasi sia la scelta, le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare le persone che ama e se stessa. La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il suo ingresso nella azione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei... Ora che la guerra tra le fazioni incombe, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, che si fa ogni giorno sempre più potente.



LA MIA OPINIONE


Quando questo romanzo è uscito, ho pensato che non avrei resistito molto senza leggerlo. In realtà lo avevo cominciato proprio subito dopo l'uscita, per lasciarlo dopo qualche capitolo. Evidentemente non era il suo momento.

Soltanto dopo aver visto il film tratto da Divergent mi è venuta la voglia di tuffarmi di nuovo tra le pagine di questa serie, così ho colto l'occasione e ho letto questo romanzo.

La storia, in questo secondo volume, ricomincia esattamente da dove l'avevamo lasciata.
A Chicago è scoppiata una vera e propria guerra civile: gli Eruditi hanno attaccato, con il supporto degli Intrepidi, la fazione degli Abneganti, uccidendo moltissime persone.
Gli Intrepidi inoltre si sono spaccati: per metà hanno seguito gli Eruditi, mentre l'altra metà ha chiesto asilo alle fazioni rimaste fuori dal conflitto, i Candidi e i Pacifici.
Il mondo intorno a Tris sta crollando, ma certo lei non può fermarsi a guardare: i suoi genitori sono appena stati uccisi durante l'attacco, e lei è stata costretta ad uccidere Will, il ragazzo della sua migliore amica Christina.
L'unica cosa che vuole è la vendetta: vuole lottare per gli ideali in cui credevano i suoi genitori, vuole ripristinare la pace ed è disposta a mettere in pericolo la sua stessa vita pur di salvare quella delle persone che le sono care.
Al suo fianco c'è Quattro, il ragazzo di cui Tris si è innamorata e che ha scoperto essere un divergente esattamente come lei.

Ho letto Insurgent in pochissimo tempo, davvero. Le mie aspettative erano molto alte, perché Divergent mi era piaciuto veramente molto e mi aspettavo una grande evoluzione degli eventi in questo secondo romanzo.
Gli eventi raccontati nel romanzo sono moltissimi, ma allo stesso tempo, io ho avuto l'impressione che non succedesse nulla. E nonostante ci sia molta azione, con tanto di fughe e irruzioni mirabolanti, io ho avuto l'impressione che questo romanzo sia in realtà molto statico.
Beh, più che un'impressione è una certezza: nella prima parte di Insurgent succede ben poco e gli eventi sembrano sconnessi tra di loro. E' come se nella confusione generale provocata dall'attacco si fosse persa anche un po' l'autrice.
C'è un piccolo recupero nella seconda parte del romanzo e poi sul finale, ma leggere 300 pagine in cui non succede praticamente nulla di sensato è stata sicuramente una delusione.



Sul fronte dei personaggi, certo non posso lamentarmi di Tris, che è una protagonista in tutto e per tutto. Complice la narrazione in prima persona, Tris è l'unico personaggio con cui il lettore riesce a creare una sorta di empatia, anche se molte delle azioni che compie certe volte rasentano la follia.
La Tris che ritroviamo in questo romanzo è molto diversa da quella che abbiamo visto nel primo romanzo della trilogia: è profondamente segnata dalla morte dei genitori e il senso di colpa che prova per l'aver dovuto uccidere Will è grandissimo.
Tutto questo però la porta ad azioni sconsiderate. Mentre in Divergent trasparivano il coraggio e una certa spericolatezza in tutto ciò che faceva, adesso le azioni di Tris rasentano la follia, tanto che quando non è in pericolo di vita per cause esterne, si inventa delle missioni suicide. E' sempre lì a fronteggiare la morte, ma sono stati pochi i momenti in cui veramente mi sono immedesimata in lei e abbia percepito la sua paura.

Per quanto riguarda i personaggi secondari, certo non mancano, anzi ce ne sono davvero tanti.

Il problema è che questi personaggi secondari passano senza lasciare il segno, primo tra tutti Quattro, che mi aspettavo avesse un ruolo di un certo rilievo in questo
romanzo, mentre in realtà sparisce per circa metà della narrazione, e quando c'è, il rapporto tra lui e Tris vive più bassi che alti.
Dato il suo background familiare e dato il ritorno del padre, Marcus, mi aspettavo di vederlo molto presente, mentre non è stato minimamente approfondito, così come avviene per gli altri personaggi secondari.

Ma la mancanza più grande che ho sentito è stata quella delle emozioni: ci sono tantissime scene in cui succede davvero di tutto, molta azione e tanta adrenalina, ma io sono stata lì a leggerle come se ciò che la Roth descriveva fosse la cosa più normale del mondo.
Ci sono moltissimi morti in questo romanzo, in alcune pagine ci sono delle vere e proprie carneficine, ma non ho sentito nulla, leggendo queste scene.
Leggendo, in Divergent, della morte dei genitori di Tris ho anche versato qualche lacrima, mentre leggendo questo secondo volume della trilogia mi sono appena dispiaciuta.


Insomma, Insurgent non mi ha per niente soddisfatta.

Se da un lato c'è un romanzo scritto bene e con un intreccio godibile, dove le scene d'azione non mancano e la situazione delle fazioni diventa sempre più complessa, dall'altra parte ho vissuto una lettura in cui ho provato davvero poche emozioni e in cui non c'è nessun approfondimento sui personaggi, se non sulla protagonista.



Il mio voto per questo romanzo è due riccetti e mezzo!

lunedì 12 maggio 2014

Dal libro al film #8: "Vampire Academy", tratto da "L'accademia dei vampiri" di Richelle Mead


Cari visitatori della Tana,
torna oggi la rubrica dedicata agli adattamenti cinematografici.
Oggi voglio parlarvi di Vampire Academy, film tratto dall'omonimo romanzo di Richelle Mead (tradotto con il titolo L'accademia dei vampiri), uscito lo scorso Primo Maggio in Italia.
Come sempre, cominciamo dal romanzo.


Il libro

TRAMA
Fuggire dall’Accademia dei Vampiri per rifugiarsi fra gli umani sembrava l’unica strada per una vita “normale”. Ma a due anni dalla fuga, Lissa, principessa erede di una delle più nobili casate di vampiri Moroi, e Rose, sua migliore amica e guardiana, vengono ritrovate e riportate fra le mura del college.
Dietro l’apparente ritorno alla normalità si nasconde una lotta senza regole né morale per il controllo di un potere di cui Lissa è l’ignara custode. I pettegolezzi, gli sguardi curiosi, le malignità mascherate da amicizia sono i nemici più facili da sconfiggere. Il pericolo reale si mostra solo quando decide di colpire.
Lissa pagherà con la vita, se Rose non sarà capace di proteggerla.







Il film

Nel 2010, a distanza di tre anni dall'uscita del primo romanzo negli USA, la Preger Entertainment ha acquistato i diritti dell'intera serie per produrre i film basati su di essa.  
La regia è stata affidata a Mark Waters, regista noto per aver lavorato a Quel pazzo venerdì e Mean Girls, film molto popolari in tutto il mondo, mentre la sceneggiatura è stata affidata al fratello del regista, David Waters.
La produzione del film è iniziata ufficialmente nel 2013. Le riprese si sono svolte durante la scorsa estate a Londra. Nei panni di Rose Hataway troviamo Zoey Dutch, mentre la sua co-protagonista Lissa è interpretata da Lucy Fry. A completare il cast principale ci sono Danila Kozlovsky nei panni del bellissimo Dimitri Belikov e Dominic Sherwood in quelli di Christian Ozera. Tra gli altri attori che troviamo nel cast ci sono Sarah Hyland che interpreta Natalie, Claire Foy nei panni della signora Karp, Cameron Monaghan in quelli di Mason e infine Gabriel Byrne in quelli di Viktor Dashkov. 
Ad Agosto 2013 è uscito il primo teaser trailer. Nelle sale americane il film è arrivato già lo scorso Febbraio, mentre qui da noi abbiamo dovuto aspettare un po' di più.

Come molti di voi sapranno, ho letto il libro da cui il film è stato tratto soltanto di recente, quindi non posso dire di aver atteso a lungo questo film o di essere stata in ansia.
Prima di leggere il libro ho soltanto sbirciato qualche foto dei protagonisti qui e là, ma senza troppo interesse.
Il film l'ho visto immediatamente dopo aver terminato il libro però, quindi le mie aspettative erano alle stelle, anche se già avevo letto qualche commento negativo. 

Un punto sicuramente da cui partire è il fatto che il film è fedele alla storia. Davvero, sono state riprese moltissime scene dal libro e se dovessi guardare soltanto a questo aspetto del film potrei anche dire di essere rimasta soddisfatta, ma ci sono moltissime cose che non vanno in questo adattamento.

Credo proprio che l'errore fondamentale che abbia fatto la produzione sia stato quello di affidare questo film a un regista e ad uno sceneggiatore specializzati in commedie e parodie. Vampire Academy non è un libro comico, né tanto meno una parodia sui film o i libri sui vampiri.
Il difetto più grande di questo film, infatti, è che tutta la storia viene proposta in una chiave sbagliata, che fa sembrare tutto molto forzato o esagerato.
I primi difetti li ho riscontrati già nelle protagoniste. La Rose dei romanzi è sicuramente ironica e sarcastica, e spesso usa questi mezzi per smorzare la tensione anche nei momenti difficili, ma nel film è troppo. Così come Lissa, che nei libri è una ragazza tranquilla e pacata, mentre nel film sembra soltanto una snob.
Sicuramente questo non è un demerito delle due attrici che interpretano Rose e Lissa, ma la sceneggiatura ha notevolmente esagerato alcuni aspetti della personalità di questi personaggi, facendole risultare poco credibili sullo schermo.
Allo stesso modo molto poco credibile risulta la preside Kirova, che nel film appare in versione top model e mangiatrice di uomini. 
Molto poco credibili risultano anche gli Strigoi, i vampiri cattivi di turno che hanno dei tratti così  da film anni '80 che risultano divertenti, altro che paurosi.
Una nota particolare la devo riservare poi al personaggio di Dimitri, che credo proprio sia stato trattato peggio di tutti: non solo l'hanno conciato male esteticamente parlando, ma l'hanno fatto praticamente sparire per metà del film! Okay, nemmeno nel libro era molto presente, ma farlo arrivare soltanto per due scene in cui deve flirtare con Rose mi sembra proprio poco rispettoso nei confronti del personaggio.
Certo però non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, e proprio per questo devo anche dire che ci sono dei personaggi che si salvano da questa mattanza, come sicuramente Christian, che risulta molto aderente al personaggio libresco, così come Mason, Natalie e Viktor.
Mia risultava già un po' patetica nel libro come "cattiva" della situazione, e questo suo essere un po' l'ochetta di turno è stato esagerato nel film, ma tutto sommato il suo personaggio non ne è uscito peggiorato.
A parte i personaggi, devo dire che non ho apprezzato in generale anche lo sfoggio di zanne che fanno i Moroi, che non c'è nel libro e certo non mi aspettavo di vedere nel film.

In conclusione posso dire che molto di Mean Girls è stato trasferito in questo film (basta guardare anche solo la locandina per rendersene conto), tanto che Lissa e Rose risultano un po' le Janis e Cady della situazione, mentre Mia è sicuramente Regina George. 
Il risultato è che questo film sicuramente non è ben riuscito. Mi aspettavo sicuramente molto di più, ma soprattutto avrei preferito che lo sceneggiatore e il regista si attenessero al mood del romanzo, giusto per non farne uscire una carnevalata, che invece si è decisamente vista in alcune scene.
Sono rimasta abbastanza delusa da questo adattamento. Le uniche scene che meritano veramente si trovano negli ultimi quindici o venti minuti di film, dove finalmente traspare un po' del romanzo.

E voi cosa ne pensate? Avete già visto questo film o avete intenzione di vederlo in futuro? 

domenica 11 maggio 2014

Clock Rewinders #47


Cari visitatori della Tana,
è già la seconda Domenica di Maggio, e anche oggi torna Clock Rewinders,  la rubrica settimanale ideata dai blog On a Book Bender e 25 Hour Books.
Troverete qui un riassunto della settimana, che riguarda questo blog, i blog che seguo, le mie letture e un po' di quello che mi passa per la testa sul momento.

{La settimana appena trascorsa nella Tana}
{La settimana appena trascorsa nella blogosfera}

{Serie TV}

Ho tantissimi, ma proprio tantissimi episodi di cui parlarvi!
Ma prima di tutto credo sia opportuno cominciare dalle serie che ho recuperato: La quinta stagione di Castle la terza stagione di Scandal. Entrambi i season finale mi hanno lasciata sorpresa e ho già intenzione di cominciare al più presto la sesta stagione di Castle, mentre per Scandal dovrò aspettare Ottobre ç__ç
Ho amato dal profondo del mio cuore la 4x04  e la 4x05 di Game of Thrones. Certo, chi ha scritto le scene di Bran deve essersi fumato qualcosa, dato che nel libro non succede nulla di quello che abbiamo visto, ma dall'altra parte sono state bellissime le scene con Jaime e Brienne (i miei cuccioli!) e ovviamente quelle in cui compare Oberyn Martell, uno dei miei personaggi preferiti dell'intera serie libresca. 
E' ricominciato poi finalmente Orphan Black, del quale sono andati in onda i primi tre episodi della seconda stagione. Azione e adrenalina non mancano, credo proprio che non mi stancherei mai di seguire le avventure di Sarah, Allison e Cosima!
Per quanto riguarda Once upon a time, gli ultimi episodi sono stati un nì. Bellissime le scene Robin/Regina che aspettavo da un millennio, bellissima anche l'evoluzione della storyline di Regina e di Rumple, ma dall'altra parte ci sono sempre gli Charming che mi fanno un po' cadere le braccia, e Hook che poverello più sfigato di così proprio non potrebbe essere. 
Adesso non ci resta che aspettare gli ultimi due episodi di questa terza stagione che andranno in onda stasera!
Arrow direi che procede, sempre sulla stessa linea purtroppo. Ci sono state scene Olicity bellissime, ma immediatamente soffocate da scene in cui compare quel tacchino impettito di Laurel. Preferivo di gran lunga Sarah, che è una vera female hero, a lei che vuole salvare il mondo a tutti i costi. Anche per questa serie avremo il season finale questa settimana, quindi staremo a vedere!
Supernatural invece mi sta un po' scadendo. Ho saltato due degli ultimi tre episodi e sembra che tutto ormai sia un po' troppo forzato. Vedrò il season finale, ma se la prossima stagione continuerà su questa linea dubito seriamente che la vedrò!
Elementary invece va che è una meraviglia! Questa serie mi da un sacco di soddisfazioni, sia a livello dei casi di cui Joan e Sherlock si occupano che rispetto all'evoluzione delle loro storyline personali. Una serie bella, bella davvero, di cui questa settimana andrà in onda il season finale.
Altra serie che procede bene e che fortunatamente ha ancora un bel po' di episodi da proporci è The 100, serie per la quale sto vivendo lo strano fenomeno della moltiplicazione delle OTP. Shippo troppa gente con troppa gente e sono in grado di farmi cambiare idea nel giro di 10 minuti. Al momento la Bellarke (Bellamy/Clarke) vince su tutte, ma anche la Lincoln/Octavia mi ispira parecchio. Ma ci sono ancora sei episodi al season finale e io sono proprio curiosa di sapere cosa succederà!
Questa settimana passata sono andati poi in onda due season finale: quello di The Mindy Project, che ho adorato perché sì, era fluffosissimo e finalmente un'altra delle mie OTP ha
visto la luce e poi quello di The Tomorrow People. Ho apprezzato questo season finale soltanto per le scene Jostrid, perché mi aspettavo molto, molto di più. Doveva essere un season finale da giochi d'artificio, invece ci sono state davvero poche scene davvero degne di nota. In ogni caso lo show è stato cancellato, quindi non avremo una seconda stagione.
A proposito di cancellazioni, questa settimana molti dei canali americani hanno annunciato le cancellazioni delle serie che mandano in onda. Tra gli show che ho seguito quest'anno sono stati cancellati The Tomorrow People, che non mi mancherà tantissimo, se non per i miei Jostrid, e Dracula, che invece mi mancherà un sacco. Sono rimasta molto delusa sapendo che la NBC aveva deciso di cancellare lo show, perché aveva davvero un sacco di potenziale e meritava una seconda stagione.

{Crush of the week}


La mia crush della settimana, nonostante il film non mi sia piaciuto più di tanto (spero di parlarvene in settimana) è Christian Ozera, ovviamente dal film e dalla serie Vampire Academy.
Christian nel film è interpretato da Dominic Sherwood.


E anche per questa settimana è tutto, miei cari.
Buona Domenica! 

giovedì 8 maggio 2014

Recensione di "Pietra è il mio nome" - Lorenzo Beccati

Cari visitatori della Tana,
la Primavera sembra finalmente arrivata davvero, la giornata qui in Terra Sicula è splendida e avrei davvero voglia di uscire e andare al mare piuttosto che starmene a studiare.
Per distrarmi un po' oggi ho deciso di recensire un altro libro che ho letto durante la mia lunga settimana di assenza dal blog. Si tratta di Pietra è il mio nome di Lorenzo Beccati.
Quest'anno mi ero riproposta di leggere più libri di autori italiani, e leggendo la trama di questo mi sono incuriosita molto, così ho deciso di prenderlo.


Il romanzo è uscito per Nord lo scorso Gennaio e conta 320 pagine. Il prezzo è di € 14,90 per il cartaceo e di € 4,99 per l'ebook.


TRAMA
Genova, 1601. La chiamano la Tunisina. La disprezzano. La temono. Ma è a lei che i genovesi si rivolgono se hanno bisogno d’aiuto. Perché quella donna sfuggente è una rabdomante: sa ritrovare gioielli rubati, persone scomparse; riesce a smascherare ladri, truffatori e assassini. Tutti credono sia la custode di un potere arcano; in realtà, il potere di Pietra sta nella sua mente acuta e nella dolorosa consapevolezza che il mondo degli uomini non ammetterebbe mai di essere inferiore a una semplice donna.

Questa volta, però, l’incarico che attende Pietra è diverso da qualsiasi altro. Mentre Genova è in preda alla frenesia del carnevale, viene ritrovato il cadavere di una giovane, massacrata a morte e, lì accanto, c’è una bacchetta da rabdomante che sembra indicare Pietra come autrice del delitto. Per dimostrare la propria innocenza, Pietra inizia quindi a indagare e, ben presto, si rende conto che quell’omicidio sta riportando in superficie antichi e terribili rancori. Adesso per Pietra è giunto il tempo di affrontarli, di risalire alla sorgente nascosta del male. Prima che l’assassino torni a colpire. Prima che l’assassino torni per lei…



LA MIA OPINIONE

Su questo libro ho letto le critiche più diverse: c'è chi lo considera magnifico, c'è invece chi dice che sia addirittura scritto male.
In realtà, come sempre, io credo che la verità stia nel mezzo.
La storia che Beccati ci racconta è quella di Pietra, una donna che sembra forte e indistruttibile come il suo nome. La chiamano Tunisina perché da bambina ha vissuto in nord Africa con i suoi genitori adottivi, dopo aver trascorso un'infanzia non semplice in un orfanotrofio a Genova.
E stato proprio nell'orfanotrofio in cui era ospitata che Pietra ha finto per la prima volta di essere una rabdomante, trovando l'acqua in un periodo di estrema siccità. In realtà Pietra non ha alcuna affinità con la rabdomanzia, ma è solo una persona molto arguta, un'osservatrice eccezionale. Ma per una donna del suo tempo forse è meglio nascondere tale intelligenza e tali doti dietro ad una forcella.
E' così che Pietra si guadagna da vivere, ritrovando oggetti e persone, riuscendo ad indirizzare le autorità verso le persone giuste quando si tratta di catturare assassini o ladri.
Ma un giorno alla sua porta si presenta il Bargello, capo delle guardie a Genova, che la porta con sé per farle riconoscere un cadavere, il cadavere di una donna brutalmente uccisa addosso alla quale è stata ritrovata una forcella da rabdomante.
Una volta escluso che Pietra possa aver ucciso la donna, la protagonista del romanzo volente o nolente si ritrova comunque coinvolta nelle indagini, mentre altre due donne vengono uccise.
E' allora che Pietra capisce quale sia il legame tra le vittime, un filo sottile che unisce sei donne. E una di quelle donne è proprio lei.
Bisogna fermare un crudele assassino che si nasconde tra i vicoli di Genova, e questo compito può essere assolto solo da Pietra.

Secondo me questo romanzo ha sicuramente tre punti forti: la trama molto accattivante, la protagonista, che è molto ben caratterizzata e infine l'ambientazione, che è gestita molto bene.
Per quanto riguarda il primo punto, beh, sapete che non c'è mistero al quale io sappia resistere, quindi non appena ho letto la trama non ho potuto fare a meno di prendere questo libro, e leggendolo sono rimasta ancorata alle pagine, tanto da terminarlo in due giorni perché non vedevo l'ora di scoprire chi fosse il colpevole. 
Si intrecciano mistero e azione, mentre la trama si sviluppa su più piani, seguendo sia l'indagine di Petra che la storia della sua infanzia in alcuni flashback e infine quella, sempre nel presente, di Marcus, un misterioso personaggio che lavora su una nave diretta proprio a Genova.
Sul secondo punto, posso dire che Pietra è una protagonista ben caratterizzata, una donna molto attuale rispetto al periodo in cui vive: è forte, indipendente, testarda, ma è anche furba. Sa di sembrare piccola e ingenua agli occhi di chi la guarda e proprio per questo quando è necessario sfodera il suo sguardo smarrito per sembrare indifesa, un trucco semplice ma molto spesso efficace.
Inoltre Pietra è una donna che non si ferma davanti a nulla: sa che ha una missione da compiere ed è pronta a mettere in gioco la sua stessa vita pur di scoprire la verità sugli omicidi.
Infine c'è l'ambientazione. Genova è misteriosa e oscura, i suoi vicoli sembrano pericolosi. La città sembra muoversi intorno a questa storia.

E' innegabile però che questo romanzo abbia anche qualche punto debole.
Si legge sicuramente tutto d'un fiato, ma certe volte la lettura scorre anche fin troppo velocemente, tanto che sembra di leggere una sceneggiatura, date le frasi brevi, il che non sorprende di certo dato che l'autore del romanzo è anche un autore per la TV.
Inoltre ho trovato che ci siano molte domande che non hanno avuto risposta, ma anche 
alcuni spunti che potevano essere sviluppati meglio ma che invece non hanno trovato spazio.

Pietra è il mio nome è sicuramente un romanzo accattivante e piacevole da leggere, ma credo che gli manchi qualcosa, quel qualcosa che avrebbe potuto renderlo davvero un bellissimo romanzo.



Il mio voto per questo romanzo è tre riccetti e mezzo!


Colgo inoltre l'occasione per ringraziarvi, dato che il blog ha raggiunto i 350 followers!
Davvero, non so esprimere a parole la mia felicità.
Grazie, grazie dal profondo del mio cuoricino di blogger.
In fondo, senza di voi che mi seguite, questo blog non avrebbe senso!
Presto organizzerò qualcosina per festeggiare, quindi stay tuned!

martedì 6 maggio 2014

Top Ten Tuesday #26: Cover come opere d'arte

 Cari visitatori della Tana,
oggi, come ogni Martedì (o quasi) è tempo di una una nuova Top Ten! Il tema che propone oggi The Broke and the Bookish riguarda le cover, e precisamente le cover più belle, quelle che consideriamo delle opere d'arte.

Top Ten covers I'd frame as pieces of art


The Diviners - Libba Bray
Questa cover mi piace perché contiene sia elementi simbolici che New York sullo sfondo. E' un contrasto evidente, quello tra i simboli in primo piano e lo sfocato del background.
E' come un poster che appenderei volentieri in camera.


Across the Universe - Beth Revis
Nonostante io non abbia apprezzato più di tanto il libro, è innegabile che questa cover sia magnifica. Risplende di colori bellissimi e sicuramente salta all'occhio!


Il richiamo del cuculo - Robert Galbraith
Trovo che questa sia una cover molto evocativa, che rispecchia benissimo il romanzo e soprattutto il personaggio di Cormoran Strike.


Non lasciarmi - Kazuo Ishiguro
La ragazza nella foto non somiglia fisicamente alla protagonista del libro, ma amo il modo in cui il vento arrotonda e scolpisce le figure nell'immagine.

Eleanor & Park - Rainbow Rowell
Amo, amo, amo questa cover. Davvero, ancora non mi spiego perché l'abbiano cambiata nella versione italiana perché trovo che questa sia semplicemente bellissima. Rappresenta molto bene i due protagonisti della storia ed evoca una delle cose che li lega: l'amore per la musica.


Dash & Lily's book of dares - Rachel Cohn & David Levithan
Non è bellissima? Trovo che la foto sia molto bella, e gli elementi della cover sono stati inseriti con criterio, tanto da non stonare con lo sfondo. Semplice ma d'effetto.


La probabilità statistica dell'amore a prima vista - Jennifer E. Smith
Bella, colorata, e molto rappresentativa del romanzo. Mi ispira tantissimo e mi sa molto di cartolina.


Cress - Marissa Meyer
Che la co-protagonista di questo terzo volume delle Cronache Lunari sia Raperonzolo si capisce subito, eh? Mi piace moltissimo!


Afterparty - Ann Riedisch Stampler
Non ho ancora letto questo romanzo, ma trovo molto bella questa cover. Amo moltissimo questa foto, punto.


La cacciatrice di fate - Elizabeth May
Adoro l'atmosfera dark e le farfalle su questa cover. I colori scuri che contrastano nettamente con la pelle candida della modella rendono la cover magnetica, davvero.

Ed eccoci arrivati alla fine di questa top ten.
E adesso tocca a voi! Quali sono le cover che considerate delle vere opere d'arte? Sono curiosissima di scoprirlo.

lunedì 5 maggio 2014

Roba da lettori #1: Scambiare i libri


Cari visitatori della Tana,
oggi voglio inaugurare una nuova rubrica.
Come avrete notato ultimamente il blog, recensioni a parte, è stato un po' vuoto, più che altro perché nessuna delle mie rubriche mi ispirava particolarmente.
Oggi però mi sono svegliata con questa nuova idea, e credo proprio che questa idea possa essere carina per parlarvi un po' della vita da lettori.


Voglio dedicare questo primo post ad un'attività che trovo molto interessante e molto utile: scambiare i libri.
Quante volte anche a voi è capitato di comprare dei cartacei che avete letto e poi non vi sono piaciuti, o di ritrovarvi con dei doppioni in libreria?
Beh, a me è capitato spesso.
Condivido buona parte della mia libreria con i miei genitori, e ormai la nostra collezione ammonta a quasi duemila volumi che solo in parte sono raccolti in un database e che ovviamente non teniamo tutti in libreria, dato che casa nostra è piccina. A malincuore parte della nostra collezione è stata trasferita in soffitta, dove però non manchiamo mai di salire per rispolverare i vecchi amici.

Più di una volta però ci è capitato di comprare un libro per scoprire di possederlo già, soprattutto quando si tratta di classici o di noir e thriller, dato che siamo tre grandi appassionati di questi generi.
Allo stesso modo, soprattutto nell'ultimo anno, mi è capitato di scoprire nuovi libri (soprattutto new adult e young adult) che ho voluto acquistare e che poi non mi sono piaciuti.
Di solito mi affeziono a tutti i miei libri, ma dato il fatto che si tratta di volumi già in mio possesso o che non mi sono piaciuti, ho deciso di optare per la soluzione dello scambio libri.



Ho cominciato a scambiare libri circa sei o sette mesi, e devo dire che fino ad ora per me è stata una soluzione migliore dei vari mercatini online e simili.
Vi spiego subito il perché.
Non sono granché abituata agli acquisti online se non sui siti ufficiali (tipo Amazon o i vari siti Feltrinelli o Mondadori, per farvi capire) e non sono granché esperta di pagamenti online, e questo è sicuramente il primo motivo.
Il secondo motivo sta nel fatto che è un sistema molto economico. L'unica spesa è quella del piego di libri, che costa soltanto € 1,28 per il pacchetto ordinario (che di solito ci mette al massimo 10 giorni per arrivare, e io non ho mai avuto problemi), mentre se inviato con raccomandata costa € 3,60 o poco più. Senza contare il fatto che può capitare di trovare una persona con cui scambiare libri che viva nella vostra stessa città, e a quel punto risparmiereste anche sulla spedizione.
Il terzo motivo per cui mi piace questo sistema è che è un sistema che aiuta a far girare i libri e la cultura senza spendere patrimoni. Le case editrici ormai sempre più spesso aumentano i prezzi delle loro pubblicazioni e dato che la situazione economica in generale non è rosea, soprattutto per chi come ve vive ancora a casa dei genitori e non ha i mezzi per mantenersi autonomamente, so bene che spendere 15 o 20 euro in un libro non è sempre possibile. In questo senso scambiare i libri è decisamente un'ottima soluzione!
Il quarto motivo sta nel fatto che adoro l'idea che al libro non sia dato un prezzo, e che l'unica moneta di scambio che valga sia un altro libro. Non so se mi sono spiegata bene, anzi, so di essere stata anche un po' troppo filosofeggiante per i miei standard, ma quest'idea mi ispira un sacco.

Infine, voglio lasciarvi alcuni link utili di siti o pagine FB attraverso i quali è possibile scambiare i vostri cartacei, che ovviamente ho già testato personalmente.
Il primo è Anobii, notissimo social libresco. Nelle vostre librerie trovate una sezione nella quale potete inserire anche i libri che vorreste scambiare, e una volta inseriti i libri nella vostra WL potete anche controllare che qualcuno sia disposto a scambiare qualcuno dei titoli che desiderate con qualcuno dei vostri scambiabili.
Altro sito che mi è stato molto utile è stato Soloscambio.it, sito dove potete registrarvi e costruire la vostra Lista Voglio e la vostra Lista Posseggo. Poi ad incrociare i libri che desiderate con gli scambiabili degli altri utenti ci pensa il sito!
Ultimo sistema al quale mi sono affidata per scambiare i miei cartacei è quello del Mercatino gestito tramite Blogger, Facebook e Goodeads da Denise e Leda, al quale partecipano attivamente moltissime delle blogger!

E voi cosa mi dite? Scambiate anche voi i libri?
Spero in ogni caso che questo post vi sia utile!

domenica 4 maggio 2014

Recensione di "L'accademia dei vampiri" - Richelle Mead

Cari visitatori della Tana,
dopo questa lunga settimana di vacanza, in cui mi sono dilettata a fare da babysitter ai miei cuginetti, sono finalmente tornata.
Senza indugi direi che è il momento giusto per una nuova recensione!
In questi giorni infatti i libri da leggere non mi sono mancati, e oggi vorrei cominciare dal primo che ho terminato, ossia L'accademia dei vampiri di Richelle Mead.


Il libro è stat pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2009, e conta 427 pagine. Il prezzo per l'edizione con copertina rigida è di € 14,90.


TRAMA
Fuggire dall’Accademia dei Vampiri per rifugiarsi fra gli umani sembrava l’unica strada per una vita “normale”. Ma a due anni dalla fuga, Lissa, principessa erede di una delle più nobili casate di vampiri Moroi, e Rose, sua migliore amica e guardiana, vengono ritrovate e riportate fra le mura del college.
Dietro l’apparente ritorno alla normalità si nasconde una lotta senza regole né morale per il controllo di un potere di cui Lissa è l’ignara custode. I pettegolezzi, gli sguardi curiosi, le malignità mascherate da amicizia sono i nemici più facili da sconfiggere. Il pericolo reale si mostra solo quando decide di colpire.
Lissa pagherà con la vita, se Rose non sarà capace di proteggerla.





LA MIA OPINIONE

Programmavo di leggere questo romanzo ormai da tempo, dato che avevo letto recensioni positive da parte di alcune blogger della cui opinione mi fido.
Il titolo non è che all'inizio mi ispirasse molta fiducia -sapete già della mia diffidenza nei confronti dei libri che hanno come protagonisti dei vampiri- ma trascinata dalle recensioni positive ho deciso di leggerlo comunque, e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa.

La storia che la Mead ci racconta vede come protagoniste Lissa Dragomir, una principessa Moroi, e Rose Hathaway, la damphir sua guardiana.  Le due, all'inizio del romanzo, vengono catturare e riportate alla St.Vladimir's Academy, da dove erano fuggite due anni prima.
A riportarle indietro è una squadra di Guardiani coordinata da Dimitri Belikov, un guardiano giovane ma già conosciutissimo per il suo grande talento nel combattimento.

Tornare alla vita dell'Accademia non è semplice né per Lissa, che si ritrova in mezzo a persone che pur essendo del suo stesso rango non le sono davvero amiche, né per Rose, che deve riprendere gli allenamenti per diventare guardiana supervisionata proprio da Dimitri.
Ma tra le mura dell'Accademia sta succedendo qualcosa che coinvolge direttamente Lissa e che mira a destabilizzarla. Lei, la principessa buona che ha una personalità molto fragile, viene presa di mira senza alcuna ragione apparente da qualcuno che si nasconde nell'ombra.
Salvare la principessa è un compito che spetta a Rose, che grazie ad un legame psichico che la lega all'amica, si ritroverà direttamente coinvolta nella situazione che, poco a poco, sembra che stia per inghiottire Lissa per farla crollare.


Credo che il primo punto forte di questo romanzo siano proprio le due protagoniste.
La storia ci viene raccontata dal PoV di Rose, ma grazie al legame psichico che unisce quest'ultima a Lissa, viviamo parte della storia anche dal suo punto di vista.
La principessa e la guardiana non potrebbero essere più diverse, ma allo stesso tempo sono complementari l'una all'altra.

Rose è testarda, impulsiva, forte e passionale, mentre Lissa è dolce, fragile, altruista gentile.
E' strano osservare due persone così diverse eppure così legate.
Altro punto forte del romanzo è sicuramente la società dei vampiri così per come la Mead ce la descrive.
Abbiamo innanzitutto i Moroi, vampiri "puri", che per sopravvivere hanno bisogno di sangue umano. Tuttavia non uccidono per ottenerlo, ma si affidano a degli umani detti

donatori, che sono dipendenti dagli effetti che il morso dei Moroi può dare.
Ma i Moroi non sono soltanto semplici vampiri: posseggono infatti anche dei poteri magici, e possono governare uno dei quattro elementi (aria, acqua, fuoco, terra) a seconda della propria inclinazione personale.
I Moroi convivono pacificamente con i Damphir, nati dall'unione tra i primi e gli umani, molto forti fisicamente ma senza alcun altro potere. Essi sono destinati a diventare guardiani dei Moroi e una volta assegnati ad uno di essi, sono pronti a morire per colui o colei che proteggono.
A queste due specie devono aggiungersi gli Strigoi, i cattivi della situazione. Questi possono nascere in due modi: per scelta o forzatamente. Un Moroi infatti può scegliere di diventare uno Strigoi uccidendo la persona da cui sta bevendo il sangue, oppure può diventarlo quando viene costretto a bere il sangue di uno Strigoi e a sua volta lascia che quest'ultimo beva il suo sangue.

Terzo punto forte del romanzo è il grande equilibrio che c'è tra azione ed elemento romance.
L'elemento romance infatti non può certo mancare, e sin da subito si delineano due coppie, quella formata da Lissa e Christian e quella di Rose e Dimitri.
Lissa e Christian sono una coppia davvero ben assortita, e nonostante le difficoltà iniziali e i pregiudizi sul ragazzo, che è figlio di due Moroi divenuti Strigoi, è chiaro si da subito che finiranno per stare insieme.
Dall'altra parte invece Rose e Dimitri hanno parecchi alti e bassi, e si muovono in una dinamica totalmente diversa. Certo, non mancano le scene romantiche, ma la loro storia si muove sul filo di un rasoio. Diciamo che me ne aspetto delle belle nei prossimi volumi della serie!

Nonostante la presenza dell'elemento romantico, la trama di base del romanzo non viene mai oscurata o posta in secondo piano. Questo è un errore in cui molti autori tendono a cadere, mentre la Mead invece ha saputo gestire il tutto con maestria ed equilibrio.
La storia poi è intrigante, e al mistero che riguarda Lissa, il suo potere e la persona misteriosa che l'ha pesa di mira si uniscono l'azione e il romanticismo e la lettura procede veloce e senza intoppi.
Nel complesso devo quindi dire che L'accademia dei vampiri è sicuramente un buon romanzo, e credo proprio che continuerò a leggere questa serie, anche se sono un po' spaventata dal numero dei libri che la compongono.
Spero che nei prossimi volumi la storia riesca a tenermi incollata alle pagine proprio come è successo con questo primo volume!



Il mio voto per questo romanzo è quattro riccetti!


Lo scorso Primo Maggio, inoltre è uscito finalmente anche in Italia l'adattamento cinematografico di Vampire Academy, che spero di vedere prestissimo e di commentare qui insieme a voi!