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mercoledì 14 dicembre 2016

Recensione di "Il Maestro delle Ombre" (Marcus e Sandra #3) - Donato Carrisi

Cari visitatori della Tana,
eccomi qui, oggi, a parlarvi della mia ultimissima lettura, che non poteva che essere Il Maestro delle Ombre di Donato Carrisi, ultima opera di questo autore che come sapete, amo moltissimo.

Il Maestro delle Ombre  è uscito per Longanesi lo scorso 1° dicembre e conta 400 pagine. Il prezzo è di € 1,99 per l'ebook, mentre il cartaceo costa € 18,60.

TRAMA
Una tempesta senza precedenti si abbatte sulla capitale con ferocia inaudita. Quando un fulmine colpisce una delle centrali elettriche, alle autorità non resta che imporre un blackout totale di ventiquattro ore, per riparare l’avaria.
Le ombre tornano a invadere Roma. Sono passati cinque secoli dalla misteriosa bolla di papa Leone X secondo cui la città non avrebbe «mai mai mai» dovuto rimanere al buio.
Nel caos e nel panico che segue, un’ombra più scura di ogni altra si muove silenziosa per la città lasciando una scia di morti… e di indizi.
Tracce che soltanto Marcus, cacciatore del buio addestrato a riconoscere le anomalie sulle scene del crimine, può interpretare. Perché Marcus è sì un prete, ma appartiene a uno degli ordini più antichi e segreti della Chiesa: la Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta anche come il tribunale delle anime. Ma il penitenziere ha perso la sua arma più preziosa: la memoria. Non ricorda nulla dei suoi ultimi giorni, e questo dà un enorme vantaggio all’assassino.
Soltanto Sandra Vega, ex fotorilevatrice della Scientifica, può aiutarlo nella sua caccia. Sandra è l’unica a conoscere il segreto di Marcus, ma ha sofferto troppe perdite nella sua vita per riuscire ad affrontare nuovamente il male. Eppure, qualcosa la costringe a essere coinvolta suo malgrado in questa indagine... 
Ma il tramonto è sempre più vicino, e il buio è un confine oltre il quale resta soltanto l’abisso.


LA MIA OPINIONE
Come mi succede ogni volta, quando esce un nuovo romanzo di Donato Carrisi, metto da parte tutte le letture in corso, non importa quali siano. Per di più questa volta ho deciso di leggere Il Maestro delle Ombre praticamente a scatola chiusa: ho volutamente ignorato la trama ogni volta che mi è capitato di incrociarla in giro per i siti web e mi sono concessa di sbirciare soltanto a quale serie appartenesse.

Terza avventura del penitenziere Marcus e dell'agente Sandra Vega, Il Maestro delle Ombre è una storia che nasce su uno sfondo apocalittico: Roma sta per essere spenta, letteralmente. Un blackout di ventiquattr'ore è imposto per riparare una centrale elettrica che ha subito un grave guasto in seguito ad una tempesta che si è abbattuta in maniera terribile sulla città eterna.
È a poche ore dal blackout che Marcus si risveglia in una prigione sotterranea. Ricorda chi è, ma non gli ultimi giorni della sua vita. Non ha idea di chi lo abbia imprigionato, ma poco gli basta per
liberarsi e mettere insieme i primi pezzi, per scoprire che nelle ventiquattr'ore di buio che inghiottiranno Roma le ombre emergeranno per spargere sangue.
In questa indagine soltanto Sandra Vega può aiutarlo: lo sa Marcus e lo sa anche lei, che nell'ultimo periodo si è trincerata dentro l'ufficio passaporti piuttosto che affrontare di nuovo il male come soltanto lei può averlo conosciuto. Quando però viene coinvolta dai suoi superiori in un'indagine parallela a quella di Marcus, non può più tirarsi indietro. Ai due non rimane che affrontare nuovamente le ombre insieme.

Chi tra voi lettori mi segue da qualche tempo saprà dell'amore che nutro per i romanzi di Donato Carrisi in generale, ma più in particolare per la serie di Marcus e Sandra e com'è accaduto per i due romanzi precedenti, ho letto Il Maestro delle Ombre in pochissimo tempo.
Se c'è una cosa che Donato Carrisi sa fare benissimo è tenere i lettori attaccati alle pagine, creare un ritmo narrativo dove indagine, personaggi e colpi di scena sono intrecciati nel modo giusto, minuzioso e paziente e soprattutto trascinante. 
È lo stile scorrevole e coinvolgente che questa volta salva l'autore, che secondo me ha inserito troppi elementi per un romanzo, che nonostante le quasi 400 pagine, alla fine si è dimostrato troppo ristretto, secondo me,
Non fraintendetemi: la storia funziona fino all'ultima riga ed ogni tassello va perfettamente al suo posto alla fine, ma in questo romanzo ci sono tre elementi portanti molto ingombranti che secondo me avrebbero necessitato di più spazio: da un lato il blackout di Roma e lo scenario apocalittico che ne segue; dall'altro l'indagine sugli omicidi misteriosi che si susseguono nelle ventiquattr'ore del blackout, che finisce per avere un risvolto esoterico ed infine Marcus e Sandra ed il rapporto che li lega.
Tutti gli elementi funzionano benissimo se presi singolarmente, ma legati insieme in uno spazio un po' ristretto è come se si appesantissero. Un po' come un dolce che non lievita del tutto, per intenderci.

Nel complesso Il Maestro delle Ombre è stata una buona lettura, molto coinvolgente, sicuramente affascinante come i suoi precedenti, ma nel quale gli elementi portanti avrebbero meritato un po' più di spazio.


Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti. 

mercoledì 7 dicembre 2016

Recensione di "Il labirinto degli spiriti" (Il Cimitero dei Libri Dimenticati #4) - Carlos Ruiz Zafón

Cari visitatori della Tana,
benvenuti al post dedicato alla recensione della settimana. Oggi vi parlo della mia ultimissima e bellissima lettura, Il labirinto degli spiriti di Carlos Ruiz Zafón.
Attendevo l'uscita di questo romanzo con molta trepidazione da moltissimo tempo e non appena ne ho avuto la possibilità, ho deciso di leggerlo.

Il labirinto degli spiriti è uscito il 22 Novembre scorso per Mondadori e conta 819 pagine. Il prezzo è di € 23 per il cartaceo, mentre l'ebook costa € 10,99.

TRAMA
Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo.
Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime.
È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.


LA MIA OPINIONE
N.B. sono presenti spoiler sui romanzi precedenti della serie 

Sarò tremendamente parziale in questa recensione, e vi avviso prima. Zafón è uno dei miei autori preferiti di sempre e suppongo che ormai lo abbiate capito e sono sicura che il mio amore per questo autore mi condizionerà nel raccontarvi cosa penso di questo romanzo.

Ne Il prigioniero del cielo molti dei capi della storia erano stati raccolti, quello che era accaduto ne Il gioco dell'angelo e L'ombra del vento connesso in una storia che però aveva lasciato molti interrogativi.
Con Il labirinto degli spiriti il puzzle della serie del Cimitero dei Libri Dimenticati è finalmente completo, le storie dei diversi personaggi che abbiamo incrociato nel corso dei quattro romanzi portate a termine e finalmente le risposte alle domande fondamentali che nascono nel corso della storia - o almeno molte di esse - sono rivelate. 

Daniel Sempere, protagonista non assoluto di questo quarto romanzo della serie, ha scoperto ne Il prigioniero del cielo parte della verità sulla morte della madre Isabella, scoperta che lo ha lasciato profondamente amareggiato e che lo sta spingendo alla ricerca di una vendetta che vuole ottenere a tutti i costi.
Ma quello che Daniel non immagina è che dietro la morte di sua madre c'è uno schema molto più ampio, una rete di intrighi, segreti, corruzione, nella quale Isabella è caduta soltanto per amore.
Su questo intreccio che affonda le sue radici nella corruzione del Regime è chiamata ad indagare Alicia Gris, una donna profondamente segnata dall'esperienza della guerra e della solitudine, ma determinata ad andare oltre le apparenze e le costruzioni, oltre gli inganni.
L'indagine di Alicia si intreccia con quella di Daniel in modo diretto ed indiretto, fino ad arrivare a scoprire finalmente come e da chi sono stati mossi i fili che hanno portato alla morte di Isabella.

Dovendo descrivere Il labirinto degli spiriti con un aggettivo, direi che è un romanzo inaspettato.
Come credo molti dei lettori, mi aspettavo di veder tornare Daniel come protagonista assoluto del romanzo, alla ricerca della verità sulla morte di Isabella. Per questo è stato sorprendente vedere una larghissima parte del romanzo dedicato ad un nuovo personaggio, Alicia Gris.
Se questa cosa dapprima mi ha sorpresa, ed in parte spiazzata, pagina dopo pagina ho apprezzato sempre di più questo personaggio, che scompare bambina in una Barcellona devastata dalla guerra e riemerge poi, donna, a Madrid, dove vive per lavoro.
Ma Barcellona presto la richiama a sé per indagare su un mistero che ha radici molto più profonde di quelle che si possono intuire ad un primo sguardo. 
E se inizialmente Alicia sembra molto lontana dalla storia di Daniel, scopriamo poco alla volta che il passato li lega attraverso Fermìn.

Dei romanzi, delle storie che crea Zafón, ammiro praticamente tutto, ma in particolar modo il fatto di riuscire a creare personaggi complessi, sfaccettati, la cui personalità ha mille sfumature. Pagina dopo pagina l'autore scava fino in fondo all'anima dei suoi personaggi per farceli conoscere, per far emergere anche i loro lati più oscuri, il contrasto tra l'apparenza e i segreti che custodiscono.
Sullo sfondo, una Barcellona che sembra partecipe della storia, oscura, gotica più che mai nei momenti più rilevanti della storia, come se lo spirito stesso della città incombesse sui protagonisti della vicenda.

Per niente spaventata dalla mole di pagine di questo romanzo (cosa che, devo confessare, non succedeva da un po'), ho affrontato Il labirinto degli spiriti pronta a leggere finalmente il finale di una serie che ho amato con ogni molecola del mio essere lettrice.
È un'avventura inebriante, coinvolgente, in cui Zafón si è divertito a giocare sui contrasti. La verità sulla morte di Isabella è nascosta dentro ad un intrigo che sembra una matrioska, che era stata aperta alla fine de Il prigioniero del cielo e di cui in questo romanzo scopriamo l'ultima parte. Una verità che è dolorosa da affrontare, un desiderio di vendetta, da parte di Daniel, che sembra logorarlo sin nel profondo della sua anima.
Ma questo è anche il romanzo in cui tutto trova pace ed ogni pezzo del puzzle trova il suo posto. Un degno finale per questa serie che è magico, affascinante e ombroso. 
Tra le righe (o forse sarebbe meglio dire, tra le strade) de Il labirinto degli spiriti sono disseminate molte piccole verità, spesso affidate al fido Fermìn, che come sempre non manca di deliziarci con le sue perle di saggezza, ed i vari fili della storia sono intrecciati con sapienza e nello stile di Zafòn, che è scorrevole, fluido e sembra sprizzare brillantezza ed oscurità insieme.

Quella del Cimitero dei Libri Dimenticati è una serie che dovrebbe passare nella vita di ogni lettore, perché è prima di tutto una serie che parla dell'amore per i libri e per la letteratura. È una serie disseminata di avventure e di misteri che non possono che intrigare un lettore. Sono storie emozionanti, che in qualche modo mi porterò sempre dentro perché me ne sono innamorata e ne sono stata logorata, un po' come i personaggi che le vivono all'interno dei romanzi.


Il mio voto per questo romanzo è cinque riccetti!
Nella speranza di esservi riuscita a trasmettere anche solo parte della bellezza che ho incontrato in questo romanzo ed in questa serie in generale, e di avervi spinto magari anche solo un po' ad addentrarvi nel Cimitero dei Libri Dimenticati, vi saluto e vi aspetto alla prossima. 

mercoledì 19 ottobre 2016

Recensione di "Flawed: Gli imperfetti" (Flawed #1) - Cecelia Ahern

Cari visitatori della Tana,
benvenuti nell'angolo recensione di questa settimana. Oggi vi parlo di Flawed: Gli imperfetti, il nuovo romanzo distopico di Cecelia Ahern uscito il mese scorso e che  grazie all'editore ho avuto la possibilità di leggere.

Il romanzo è uscito lo scorso 13 Settembre per DeAgostini nella collana Young Adult e conta 377 pagine. Il prezzo è di € 6,99 per l'ebook mentre il cartaceo costa € 14,90.

TRAMA
In un futuro non molto lontano, il giudice Crevan è a capo della Gilda, uno speciale tribunale con il compito di condurre una spietata crociata contro l'immortalità. È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello e chi invece è un "imperfetto", un essere Fallato da marchiare a fuoco con una F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D'un tratto, ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più, perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di soccorrere il pover'uomo e quel gesto si ripercuote su di lei con conseguenze drammatiche. Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene trascinata in tribunale davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un ragazzo misterioso e affascinante: l'unico amico su cui d'ora in poi Celestine potrà contare.

LA MIA OPINIONE
Quando ho saputo che Flawed sarebbe stato pubblicato in Italia, mi sono subito incuriosita. Conoscevo Cecelia Ahern come autrice di narrativa romantica e avevo già letto qualcuno dei suoi romanzi (qui la mia recensione di Scrivimi ancora), ma ero molto interessata a vedere come se la cavasse nel mondo dei romanzi distopici per ragazzi.

Celestine è una diciassettenne che ha una vita perfetta: una famiglia perfetta, perfetti voti a scuola e un perfetto fidanzato. Perché la perfezione è possibile, nel mondo in cui vive.
In un futuro non troppo lontano, a mantenere la perfezione ci pensa la Gilda, guidata dal giudice Crevan, che applica alla lettera una legge terribile, con la quale distinguere i perfetti dai Fallati, persone imperfette che vengono marchiate e ghettizzate per quelle che sono considerate azioni normali in altri Paesi, ma che in quello di Celestine sono parificati a veri e propri crimini.
Ma Celestine non ha motivo di curarsi dei Fallati: nella sua vita c'è soltanto spazio per le soddisfazioni scolastiche e per Art, il suo fidanzato, figlio del giudice Crevan.
La sua vita scorre ordinariamente, finché una mattina, sull'autobus che la porta a scuola, un uomo, un Fallato molto anziano, si sente male. Celestine sa che non dovrebbe soccorrerlo, ma l'istinto la porta ad aiutarlo. 
È in quel momento che il suo destino si compie: arrestata, interrogata e focus dell'attenzione di tutti i media, Celestine finisce davanti alla Gilda per essere processata. Per lei però, né Crevan né gli altri giudici hanno pietà: Celestine viene marchiata a fuoco, ricevendo tutti e cinque i marchi previsti dalla legge, come mai nessuno prima di lei. La sua vita cambia radicalmente, ma dopo aver sofferto e aver vissuto sulla sua pelle il dolore e l'ingiustizia, non ha intenzione di arrendersi.

Non leggevo un romanzo distopico da qualche tempo e Flawed sembrava il libro perfetto per ritornare a questo genere che mi ha sempre appassionata.
Di questo romanzo ho apprezzato sicuramente il mondo che Cecelia Ahern ha costruito: in questo futuro che sembra lontano ma non troppo, nel mondo in cui vive Celestine, vigono regole rigidissime sulla moralità. Queste regole nascono diversi anni prima rispetto alla storia che ci viene raccontata, quando il popolo, stanco delle decisioni moralmente ed eticamente discutibili dei leader politici, ha deciso di sovvertire il sistema, creando la Gilda, un organo di controllo che prima aveva soltanto il compito di rimuovere i leader politici "fallati", ma le cui regole sono state successivamente estese a tutta la società. L'obiettivo della Gilda è quello di creare una società moralmente impeccabile, allontanando dalla stessa tutti i trasgressori delle regole etiche.
I Fallati sono tutti segnati da un marchio: una F dentro un cerchio, simbolo della perfezione, che viene imposto su una diversa parte del corpo a seconda del tipo di "deviazione" dalla morale perfetta.
Questo world building mi è piaciuto perché quello descritto dalla Ahern è un mondo lontano dal nostro ma che in qualche modo ritengo vicino, immaginabile.
Questa idea di partenza è molto forte, ha moltissimo potenziale, ma purtroppo mancano molte spiegazioni e diversi passaggi su come la società sia arrivata a quel punto, ma confido che tutto possa essere spiegato meglio nei prossimi romanzi della serie.

Quello che invece mi ha deluso di questo romanzo, è stata la protagonista. Celestine. 
Anche qui, secondo me, l'idea di partenza di questa protagonista è stata sfruttata male: la ragazza più che perfetta che diventa una fallata e comincia a cambiare punto di vista sulla realtà in cui vive poteva sicuramente avere dei risvolti migliori, mentre Celestine diventa una sorta di "perfetta eroina imperfetta" una sorta di Mary Sue fallata che non è riuscita a lasciare il segno.
Ho trovato troppo meccanico il suo cambiamento, che è troppo radicale e troppo immediato per essere credibile. Una protagonista a tratti davvero piatta e prevedibile, contornata da personaggi secondari che non sono sviluppati certo meglio, tranne quello del giudice Crevan.
Nonostante il suo ruolo di antagonista, Crevan è il personaggio che tra tutti ho trovato meglio sviluppato, tridimensionale, credibile. il giudice vuole qualcosa, la desidera con tutto sé stesso, ha un obiettivo e non guarda in faccia niente e nessuno pur di raggiungerlo.

La storia ha un buon ritmo narrativo e si fa leggere velocemente, ma non l'ho trovata esaltante e coinvolgente come mi aspettavo. 
Nel complesso, Flawed ha sicuramente delle buone premesse, ma l'autrice non è riuscita a sfruttarle al meglio e a creare un romanzo con una protagonista che lasciasse il segno.
Per dirla con le parole delle fascette pubblicitarie, è lontano dall'essere il nuovo Hunger Games e mi dispiace dirlo perché avevo delle grandi aspettative rispetto a questo romanzo.


Il mio voto per questo romanzo è di tre riccetti!

lunedì 3 ottobre 2016

Recensione di "The Invasion of the Tearling" (The Queen of the Tearling #2) - Erika Johansen

Cari visitatori della Tana,
quale modo migliore di iniziare la settimana se non con una recensione? 
Oggi vi parlo di una delle mie letture di fine estate, The Invasion of the Tearling  di Erika Johansen, secondo volume della serie The Queen of the Tearling. 

Il romanzo è uscito per Multiplayer Edizioni a Maggio 2016 e conta 455 pagine. Il prezzo è di € 19 per il cartaceo, mentre l'ebook costa € 7,99.

TRAMA
Kelsea Glynn è una regina giusta, che si è battuta con coraggio e ha dichiarato concluso l’obbligo del Tearling di pagare ogni mese con un tributo di schiavi la pace col vicino regno del Mortmesne. Così facendo ha sfidato la Regina Rossa, una donna spietata i cui poteri derivano da una magia oscura e terribile, che non ha tardato a inviare il proprio orrido esercito nelle terre di Kelsea col compito di seminare terrore.
Niente sembra riuscire a fermare l’avanzata delle formidabili truppe nemiche. Kelsea, tuttavia, riesce a stabilire una connessione con un passato lontano, e sembra trovare una possibile quanto pericolosa alleata: una ragazza di nome Lily, che combatte per la sua stessa vita in un mondo in cui essere donna pare un crimine. I destini del Tearling e di Kelsea sembrano inscindibilmente legati a quello di Lily, però il tempo sta per scadere e la giovane regina potrebbe morire prima di scoprire il perché... In questo fantastico secondo capitolo della sua trilogia, Erika Johansen ci fa incontare di nuovo i meravigliosi personaggi di The Queen of the Tearling – Kelsea, Mazza Chiodata, la Regina Rossa e Fetch – aggiungendo nuove e incredibili figure e consegnando ai lettori un sequel mozzafiato, intriso di magia, amore e mistero, che pioveranno come una tempesta di spade sulla sua indimenticabile eroina. Riuscirà Kelsea Glynn a salvare il suo regno, prima che sia troppo tardi?

LA MIA OPINIONE

Dopo aver rischiato la sua stessa vita per diventare regina, Kelsea Glynn è finalmente al posto che le spetta per diritto, sul trono del Tearling. Da subito Kelsea si rivela una regina giusta ed equilibrata, preoccupata per le sorti del suo popolo. Per questa ragione decide di cessare l'invio degli schiavi come tributo al Mortmesne, provocando così l'ira della Regina Rossa, che non tarda nell'inviare il suo esercito al confine per invadere e distruggere il Tearling.
Kelsea sa di aver fatto una mossa azzardata provocando la Regina Rossa e sa anche che il suo esercito non può competere con quello Mort, ma sa anche che il suo regno non può vivere per sempre nel terrore.
Presto Kelsea comincia ad avere delle visioni del passato, legate ad una donna di nome Lily, che ha vissuto prima del Passaggio, in un mondo completamente diverso da quello attuale. Le visioni si presentano a Kelsea sempre più spesso e sembrano racchiudere un segreto, il segreto che potrebbe salvare il suo regno oppure condannarlo. Basterebbe scoprire in tempo cosa è successo alla misteriosa Lily prima che l'esercito Mort arrivi alle porte di Nuova Londra, prima che la Fortezza cada in mano alla Regina Rossa...

In questo secondo e molto avvincente capitolo della trilogia, Erika Johansen riprende la storia da dove era stata lasciata alla fine del primo volume.
Qui ritroviamo una Kelsea diversa dal primo libro, immersa a pieno nel suo ruolo di regina, che si rivela più complicato del previsto da gestire. Negli insegnamenti di Carlin tutto sembrava più semplice, più lineare, mentre adesso Kelsea si trova spesso in dubbio sulla strada da percorrere, su quale sia la scelta migliore per salvaguardare il suo popolo. Divorata spesso dai dubbi e costretta a decisioni che mai si sarebbe immaginata di prendere, Kelsea deve diventare insieme una donna ed una regina. 
Il personaggio di Kelsea mi era già piaciuto molto nel primo volume, ma in questo mi ha definitivamente conquistata: non si tratta di simpatia, ma del fatto che sia un personaggio costruito in modo estremamente realistico: è una ragazza che non è mai soddisfatta di sé stessa, del proprio corpo e vorrebbe essere e vedersi diversa, vorrebbe essere già una donna ed essere sicura di sé. I dubbi, le difficoltà nelle scelte, sia personali che per il suo regno, non l'abbandonano mai, così come i desideri, che sembrano bruciarle l'anima quando non riesce a realizzarli.
In questo secondo volume conosciamo anche Lily e di conseguenza parte del mondo com'era prima del Passaggio: un mondo governato dalla tecnologia ed in cui essere una donna equivale a condurre un'esistenza al solo scopo di sposarsi ed avere dei figli. Le visioni che riguardano la vita di questa donna fanno scoprire a Kelsea non solo una fase della storia da quella che sta vivendo, ma le è d'ispirazione per la sua forza, la sua determinazione e la voglia di ribellarsi ad un sistema oppressivo come quello precedente al Passaggio.
Dall'altra parte c'è la Regina Rossa, che riusciamo a conoscere meglio: i suoi terribili poteri, la sua ossessione per l'immortalità, il mistero che avvolge il suo nome mai rivelato.

The Invasion of the Tearling, esattamente come il primo volume della trilogia, non è un libro che scorre veloce, ma rimane molto coinvolgente. Abbiamo diversi PoV, che vanno dai personaggi principali ai secondari e che ci offrono una descrizione sempre più ricca, non solo della storia attuale, ma anche di quella passata. Il world building si rivela attraverso le pagine ancor più affascinante, soprattutto per quello che riguarda il mondo prima del Passaggio. Capire quel mondo e sapere come si è giunti alla nascita del Tearling è essenziale anche per comprendere il filone principale della trama.
Un secondo volume che arricchisce la storia con nuovi elementi ma sviluppa anche i capisaldi già inseriti nel suo predecessore, in cui molte domande trovano risposte ma rimangono molti dubbi sulle sorti di Kelsea e del suo regno. 
Erika Johansen è riuscita a proseguire in maniera convincente una storia dall'intreccio molto complesso e che sa appassionare i suoi lettori fino all'ultima pagina. 
E adesso, non ci resta che aspettare l'uscita del prossimo volume, la cui pubblicazione italiana è già stata annunciata dall'editore.


Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti e mezzo!

lunedì 26 settembre 2016

Recensione in anteprima: "Un po' di follia in primavera" (Alice Allevi #5) di Alessia Gazzola

Cari visitatori della Tana,
oggi vi propongo in anteprima la recensione di Un po' di follia in primavera, nuovo romanzo della serie di Alice Allevi, nata dalla penna di Alessia Gazzola.

Il romanzo esce oggi, come sempre per Longanesi, e lo trovate in versione cartacea al prezzo di € 16,90, mentre in ebook a € 9,99. Le pagine sono 350.

TRAMA
Quella di Ruggero D'Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un'arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D'Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante... Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell'uomo all'apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole. L'indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta... Ma sarà quella giusta?

LA MIA OPINIONE
N.B. Sono presenti spoiler sui precedenti volumi della serie ed anche sul presente, anche se piccini.

Chi segue questo blog da un po', saprà ormai che per me, quando arriva un nuovo romanzo di Alessia Gazzola, non ci sono eventi che tengano. Metto in pausa tutte le letture in corso e mi chiudo in una sorta di bolla, isolata da tutto e tutti, finché non ho terminato di leggere l'ultimo arrivato. Non riesco a stare lontana dai romanzi di questa autrice, e ormai credo lo abbiate capito. 
Ed ecco perché, da Venerdì sera a ieri mattina, ho cercato di ritagliarmi ogni momento possibile per leggere Un po' di follia in primavera, di cui Longanesi mi ha gentilmente inviato una copia digitale in anteprima.

Alice Allevi sta per terminare la sua specializzazione in medicina legale. Incredibile ma vero, nonostante tutti i disastri combinati nel corso della sua carriera, sta per completare il percorso all'interno del terribile Istituto. E poi, sarà finalmente libera. Libera dalla Wally e dal suo cinismo, da CC e dal suo sguardo magnetico. Ma no, non sarà libera dal suo amore per la medicina legale, anche se non ha ancora proprio fatto l'abitudine alle cose terribili con le quali, a causa del suo mestiere, deve scontrarsi.
Il percorso che porta Alice verso l'agognata specializzazione con annessa tesi (sulla quale è perennemente in ritardo), non è però privo di ostacoli. Quando Ruggero D'Armento, luminare della psichiatria e stimato professionista, viene ritrovato assassinato nel suo studio, il fido Calligaris è chiamato ad indagare, e con lui, indissolubilmente, Alice.
La nostra specializzanda aveva conosciuto D'Armento nel corso della sua carriera universitaria e lo ha aveva rivisto qualche settimana prima dell'omicidio per una consulenza. L'indagine sulla sua morte si rivela piuttosto complessa, perché erano in molti ad avere un buon movente per uccidere lo psichiatra. Ma tra un'ostacolo e l'altro sul piano professionale, Alice almeno è tranquilla su quello sentimentale, dove sembra proprio essere arrivata la stabilità. Forse.

Tornare a leggere le avventure di Alice è come ritrovare una vecchia amica. Lei, magari, se n'è stata in silenzio per un po', si è allontanata, ma alla fine è tornata a chiacchierare con me e ad aggiornarmi sulla sua vita. Una vita piuttosto complicata e sempre piena zeppa di novità, ma nella quale Alice si trascina dietro anche una bella matassa di sentimenti, che sbrogliare sta diventando sempre più difficile.
Mi sono sempre sentita vicina a questo personaggio, un po' perché mi rivedo in lei e nella sua attitiudine a combinare pasticci, un po' perché so che se fosse una persona reale, saremmo davvero state delle ottime amiche. 
Romanzo dopo romanzo, ho scoperto i molti aspetti della sua personalità e ho imparato a volerle bene. Perché, lo ripeterò sempre, è impossibile non affezionarsi a lei.

Un po' di follia in primavera credo proprio sia il romanzo della maturità di Alice. È il libro in cui trova risposte a molte domande, sia a quelle del cuore, sia a quelle che riguardano la sua professione. Anche se, come tutti noi, non sa cosa le riserva il destino, sembra proprio aver trovato una strada, un obiettivo da perseguire per essere felice.
In questo romanzo l'emozione predominante è senza dubbio la malinconia, che avvolge la protagonista ed il lettore nel corso di tutta la storia. Trovare pace e stabilità, per il cuore di Alice, sembra proprio difficile. 

Anche la lettura di questo libro è stata velocissima, a conferma che Alessia Gazzola è sempre capace di scrivere storie trascinanti, sia per quello che riguarda la vita privata di Alice che per ciò che riguarda il caso che stavolta deve affrontare. La sua collaborazione con Calligaris ancora una volta si rivela preziosa per scoprire colpevole e movente dell'omicidio di Ruggero D'Armento, per la cui soluzione devono muoversi tra relazioni, ricordi e rancori. Capace di una grande empatia e con il suo fiuto investigativo innato (o meglio, ereditato da nonna Amalia), la cara Allevi anche questa volta non delude e si conferma un'ottima detective.

Vicino all'acme della serie, che per me rimane Le ossa della principessa, Un po' di follia in primavera è sicuramente una buona lettura, che apre le porte ad una fase nuova della vita di Alice e, auspicabilmente, ad una fase ancora lunga e piena di successi di questa serie. 


Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti e mezzo!

Le recensioni dei romanzi precedenti della serie:

mercoledì 27 luglio 2016

Recensione di "La Ragazza di Mezzanotte" (The Girl at Midnight #1) - Melissa Grey

Cari visitatori della Tana,
eccoci arrivati al momento recensione di questa settimana, nonostante il caldo estivo stia prosciugando tutte le mie energie.
Oggi vi parlo della mia ultimissima lettura, La Ragazza di Mezzanotte di Melissa Grey, primo volume di una serie che si preannuncia parecchio interessante.

Uscito a Giugno per Mondadori, il romanzo conta 369 pagine. Il prezzo è di € 17 per il cartaceo.

TRAMA
Echo ha diciassette anni, è sveglia, indipendente e coraggiosa. Da quando, ancora bambina, è scappata di casa, vive di furti e abita nella biblioteca pubblica di New York. Qui ha conosciuto l'Ala, la veggente degli Avicen, una popolazione di uomini-uccello che vive segretamente nel sottosuolo di New York. Da quel momento la sua vita è cambiata: Echo adesso viaggia attraverso il mondo intermedio, è in grado di usare la magia ed è coinvolta nella sanguinosa guerra degli Avicen contro i Drakharin. E proprio a Echo viene affidato il compito di trovare l'uccello di fuoco, la creatura leggendaria che può mettere fine al secolare conflitto. Ma le cose non sempre vanno come ci si aspetta, ed Echo dovrà mettere in discussione tutte le sue certezze.

LA MIA OPINIONE
Mi era capitato, qualche tempo prima dell'uscita in Italia, di incrociare La Ragazza di Mezzanotte su Goodreads. La cover mi aveva incuriosita, ma ancor di più mi aveva incuriosita la trama. Il fatto che la protagonista vivesse nella Biblioteca di New York, poi, mi aveva messo ancora più curiosità. Ecco perché quando ho saputo che sarebbe uscito in Italia, ho deciso che non me lo sarei lasciata scappare. E devo ringraziare Mondadori per avermi fornito una copia del romanzo perché potessi curarne una recensione.

Echo è una diciassettenne umana che ormai da più di dieci anni vive insieme agli Avicen, una popolazione di uomini-uccello che abita nel sottosuolo di New York. Salvata quando aveva soltanto sette anni da L'Ala, l'unica veggente Avicen ancora in vita, da allora Echo ha lavorato per lei, imparando a viaggiare attraverso il mondo intermedio e recuperando oggetti che possano esserle utili. Ha stretto amicizia con Ivy, una guaritrice,  si è innamorata di Rowan, un Falco da Guerra molto bello ed inevitabilmente è stata coinvolta nella Guerra tra Avicen e Drakharin. 
Quando, all'interno di un carillon che ha rubato Echo, L'Ala trova un riferimento all'uccello di fuoco, la creatura leggendaria che potrebbe porre fine alla sanguinosa guerra che da decenni miete vittime su entrambi i fronti, la veggente affida alla ragazza il compito di mettersi sulle tracce della creatura. Ma, com'è prevedibile, trovarla non sarà semplice, soprattutto visto che anche Caius, Principe Dragone dei Drakharin, si è messo sulle tracce dell'uccello di fuoco, con tutta l'intenzione di sfruttare i suoi poteri. 

Da La Ragazza di Mezzanotte mi aspettavo un buon romanzo urban fantasy, ma ho trovato molto, molto di più. Melissa Grey non solo è riuscita a raggiungere le mie aspettative, ma le ha persino superate.
Dopo un inizio un po' lento, il romanzo ingrana molto bene. La storia che l'autrice ci racconta è molto interessante, piena di particolari, a partire dal world building, in cui si intrecciano elementi reali e fantastici. 
Le città che visita Echo nei suoi viaggi, come Londra, New York e Kyoto trovano spazio insieme a luoghi come Il Nido, residenza degli Avicen nel sottosuolo di New York costruita interamente in pietra, e La Fortezza, un castello sulle coste scozzesi che invece ospita i Drakharin. 
La trama è fortemente incentrata sulla guerra tra Avicen e Drakharin, che da secoli si fronteggiano in un conflitto senza soluzione. L'opposizione tra le due popolazioni viene rimarcata grazie al fatto che la vicenda viene seguita in terza persona, ma da diversi punti di vista, che coinvolgono Echo, ma anche l'amica Ivy, il principe Caius e la sua guardia Dorian.
Echo è una rotagonista che ho apprezzato sin da subito. E' intelligente, leale ed altruista, conosce il suo valore e ha fiducia nelle sue capacità. Dall'altra parte c'è Caius, il Principe Dragone dei Drakharin, che dietro ad una maschera di estrema durezza nasconde molte fragilità e dubbi.

Il romanzo ha un ottimo ritmo narrativo: l'autrice è riuscita a soffermarsi per il giusto tempo sui giusti elementi, consentendo ai lettori di conoscere i personaggi, comprendere loro e la storia per poi passare alla parte finale del romanzo che è il centro dell'azione.
Lo stile della Grey è molto scorrevole e dopo i primi capitoli la storia risulta sempre più coinvolgente. 
Con questo romanzo Melissa Grey è riuscita nell'intento di creare un mondo che ho molto apprezzato, unico nel panorama dello young adult urban fantasy, genere al quale ha saputo dare una ventata d'aria nuova.
E visto che Mondadori ha già annunciato l'uscita del secondo volume della serie, non mi resta altro che aspettare, con molta curiosità, The Shadow Hour.


Il mio voto er questo romanzo è di quattro riccetti!

giovedì 30 giugno 2016

Recensione di "La città di sabbia" (Daughter of Smoke and Bone #2) - Laini Taylor

Cari visitatori della Tana,
eccoci arrivati al momento recensione di questa settimana.
Da qualche mese ormai (sì, avete capito bene, qualche mese) ho iniziato la lettura di La città di sabbia, secondo volume della serie La Chimera di Praga di Laini Taylor. Con questo romanzo ho fatto un po' di tira e molla con la lettura, perché ne ho letto metà praticamente in tempo record, mentre con l'altra metà ho fatto un po' fatica. Ecco perché ho terminato la lettura soltanto qualche giorno fa, ed oggi sono qui a parlarvene.

La città di sabbia era uscito originariamente nel 2013 per Fazi, che di recente ne ha curato una ristampa in una nuova veste grafica per la collana LainYA. Il prezzo è di € 14,90 per il cartaceo, mentre l'ebook costa € 6,99. Le pagine sono 462.

TRAMA
Dopo aver viaggiato nello straordinario mondo de La chimera di Praga e aver scoperto i segreti di Karou, allieva di uno stregone e talentuosa disegnatrice, chimera dai capelli blu che si innamora pericolosamente di Akiva, un serafino bellissimo, ecco il secondo tempo di questa grandiosa avventura, figlia della penna di una scrittrice già finalista al prestigioso National Book Award.
La studentessa d’arte Karou ha finalmente le risposte che ha sempre cercato. Sa chi è e cosa è. Ma, insieme a questa scoperta, un’altra verità affiora in superficie, una realtà che la ragazza farebbe di tutto pur di ignorare: ha amato un ragazzo che le è nemico, lui l’ha tradita e per questo il suo mondo è sconvolto. Ora, in una kasbah dimenticata nel deserto del Marocco, Karou e i suoi alleati si preparano a uno scontro definitivo contro l’armata dei serafini e sotto la luce delle stelle plasmano creature di potente forza distruttiva. Akiva, legato dall’appartenenza all’esercito degli angeli, ma gravato da un profondo conflitto interiore, inizia a progettare un altro tipo di battaglia: quella per il riscatto. Per la speranza. Costellato da scene drammatiche e scenografie impossibili, La città di sabbia porta i due protagonisti sui fronti opposti di una guerra antichissima che ha acquistato nuovo vigore. In una dimensione fantastica descritta nei minimi particolari, Laini Taylor dà vita a un mondo intero dove la combattuta storia d’amore tra Karou e Akiva diventa il simbolo della lotta per la pace universale.
Ma la speranza può rinascere dalle ceneri dei sogni infranti?

LA MIA OPINIONE
Perché io ci abbia messo così tanto a terminare questo romanzo resta un mistero, visto che a conti fatti l'ho preferito anche al primo. Ma credo proprio che questo romanzo, come molti altri, abbia bisogno del suo momento per essere letto.


Alla fine del volume precedente, Karou aveva scoperto, anzi, ri-scoperto la sua vera natura, quella di chimera.  Nella sua vita precedente era Madrigal , una bellissima creatura. Poiché era  innamorata dell'angelo Akiva, era stata uccisa dai suoi simili perché il loro era un amore proibito. Angeli e Chimere sono nemici da sempre e sono destinati a scontrarsi per l'eternità. 
L'anima di Madrigal era stata salvata da Sulphurus e riposta nel corpo di una ragazza, Karou appunto, che ha avuto bisogno di incontrare nuovamente Akiva per ricordare la sua vita passata e scoprire che proprio da lui è stata tradita.
Adesso, da Praga è volata in Marocco, dove in una kasbah in mezzo al deserto si è riunita alle chimere e si è assunta il compito più difficile: plasmare i suoi simili, dare loro un corpo nel quale riversare le anime che sono state salvate dallo scontro con gli Angeli.
Nel frattempo Akiva, riunito con i suoi fratelli Liraz e Hazael, non vuole assistere ad una guerra che costerà migliaia di vite ai due schieramenti. Convinto di poter cambiare le cose e soprattutto il futuro di Eretz, comincia a muoversi per riuscire nel suo intento...

Nel primo volume della serie avevo già apprezzato molto i personaggi: non solo  Karou, una protagonista che arriva dritta al cuore e la cui personalità ha mille sfaccettature, tanto che sembra emergere dalle pagine del romanzo e diventare reale, ma anche i personaggi secondari, che riescono a catturare l'attenzione del lettore sin da subito perché sono unici nel loro genere. 
Tutti i personaggi che attraversano il romanzo on sono mai piatti e l'autrice ci mostra i diversi aspetti della loro personalità, a prescindere dal fatto che si tratti di pregi o difetti.
In questo secondo volume meno spazio è dedicato ai personaggi già approfonditi nel primo volume, ma è dato spazio a nuovi personaggi secondari e soprattutto all'intreccio della storia e allo sviluppo narrativo. 
Sicuramente molto spazio è dato ad Akiva: comprendere questo personaggio e le motivazioni delle sue azioni è fondamentale per gli snodi e lo sviluppo della storia. Ad essi contribuiscono indubbiamente anche Hazael e Liraz, i suoi fratelli serafini, che si rivelano di ottimo supporto per Akiva, anche se non mancano i disaccordi tra di loro.
Dal lato delle chimere conosciamo invece Ziri, giovane, testardo e leale e Thiago,  il crudele e spietato capo delle chimere che non ha esitato ad uccidere Madrigal in passato.

L'ambientazione cambia radicalmente: dalle strade eleganti e gotiche di Praga ci spostiamo nel deserto marocchino, in una kasbah. Proprio qui Karou, nel tentativo di riparare al suo tradimento nei confronti delle chimere, si mette al servizio di Thiago, il loro capo, plasmando nuovi corpi per le chimere e riversando in essi le anime dei Ritornati.
Questo cambiamento del setting del romanzo è gestito magistralmente: Laini Taylor descrive le ambientazioni in modo che queste si compongano alla perfezione nella mente del lettore. Basta sfogliare i primi capitoli del romanzo per ritrovarsi nel caldissimo deserto del Marocco, in questa kasbah sperduta.

Anche questo secondo volume della serie si è rivelato una lettura intensa ed emozionante, con un buon ritmo narrativo. L'intreccio della vicenda è complesso e non mancano i colpi di scena, che l'autrice sa piazzare sapientemente. 
Mi è piaciuta l'evoluzione della storia e la direzione che sta prendendo, proprio per questo ho apprezzato La città di sabbia ancor più del primo volume della saga.
Il terzo volume si preannuncia una conclusione epica per questa trilogia, ed io non vedo l'ora di leggerlo.



Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti e mezzo!

giovedì 25 febbraio 2016

Recensione di "La moglie del Califfo" (The Wrath and the Dawn #1) - Renée Ahdieh

Cari visitatori della Tana,
oggi credo proprio sia il giorno ideale per una nuova recensione. In queste settimane mi trascino lentamente tra le mie letture causa esami universitari e sono riuscita ad accantonare ben poche pagine. 
La mia ultima lettura però è un romanzo che volevo leggere da tanto tempo. Sto parlando di La moglie del Califfo di Renée Ahdieh.

La versione italiana di The Wrath and the Dawn, primo volume di una serie, è uscito in Italia lo scorso 4 Febbraio per Newton Compton. Il romanzo conta 369 pagine ed il prezzo è di € 2,99 per l'ebook, mentre il cartaceo costa € 10.

TRAMA
Al calar del sole sul regno di Khalid, spietato califfo diciottenne del Khorasan, la morte fa visita a una famiglia della zona. Ogni notte, infatti, il giovane tiranno si unisce in matrimonio con una ragazza del luogo e poi la fa uccidere dopo aver consumato le nozze, prima che arrivi il nuovo giorno. Ecco perché tutti restano sorpresi quando la sedicenne Shahrzad si offre volontaria per andare in sposa a Khalid. In realtà, ha un astuto piano per spezzare quest'angosciosa catena di terrore, restando in vita e vendicando la morte della sua migliore amica e di tante altre fanciulle sacrificate ai capricci del califfo. La sua intelligenza e forza di volontà la porteranno a superare la notte, ma pian piano anche lei cadrà in trappola finirà per innamorarsi proprio di Khalid, che in realtà è molto diverso da come appare ai suoi sudditi. E Shahrzad scoprirà anche che la tragica sorte delle ragazze non è stata voluta dal principe. Per lei ora è fondamentale svelare la vera ragione del loro assurdo sacrificio per interrompere una volta per tutte questo ciclo che sembra inarrestabile.

LA MIA OPINIONE

Attendevo da un po' di tempo di leggere questo romanzo che sin da quando lo avevo adocchiato in lingua originale mi aveva incuriosita parecchio, soprattutto per via dell'ambientazione e ovviamente perché si tratta di un retelling de Le mille e una notte.

Shahrzad ha appena sedici anni e ha deciso di abbracciare un destino molto, molto più grande di lei.
Shiva, la sua migliore amica, come molte altre giovani prima di lei, ha sposato Khalid, il crudele Califfo del Khorasan che dopo averle sposate alla sera, le uccide all'alba. Shazi è profondamente determinata a vendicare l'amica e per questo si offre volontaria per il matrimonio con il Califfo, pronta a spezzare finalmente questa catena di omicidi.
Shahrzad, grazie alla sua intelligenza, riesce a sopravvivere alla prima notte di nozze, ed il suo piano per sopravvivere il più possibile dentro il palazzo reale e uccidere il Califfo è veramente ingegnoso. Almeno finché non scopre che Khalid non è affatto crudele come si aspettava e anzi, è una persona completamente diversa da quella che dipingono. E soprattutto, finché non si innamora di lui. 
Ma come amare l'uomo che ha ucciso così tante ragazze, compresa Shiva? Cosa si nasconde dietro tutti questi sacrifici?

Come avrete capito ormai, se mi seguite da qualche tempo, i retelling mi affascinano parecchio. La moglie del Califfo sin da subito ha attirato la mia attenzione, perché, anche se si tratta di un retelling, riguarda il mondo de Le mille e una notte. Ho letto soltanto alcune storie di questa raccolta e qualche anno fa, ma le atmosfere e le ambientazioni mi hanno sempre attirata.
L'autrice ha scelto di mantenere la struttura del racconto nel racconto, come accade nella raccolta originale. Per quanto riguarda la trama principale e le storie raccontate da Shahrzad queste si intrecciano in una composizione di elementi nuovi e già conosciuti, il tutto tessuto perfettamente in una storia che risulta unica nel suo genere.
L'autrice ha anche scelto di mantenere l'ambientazione mediorientale, che personalmente ho amato moltissimo. Le descrizioni sono molto minuziose ma mai pesanti. In ogni scena che viene descritta, sembra di ritrovarsi nel lussuoso palazzo del Califfo, tra stanze e corridoi riccamente decorati e tavolate imbandite con cibi deliziosi. 
I personaggi sono sicuramente ben studiati, anche per quanto riguarda quelli secondari, che presentano delle caratteristiche distintive molto ben marcate, il che li rende sicuramente apprezzabili.
Shahrzad è una protagonista che ho apprezzato molto, un'eroina che lascia sicuramente un ricordo molto intenso dopo la lettura. E' una ragazza molto giovane ma non le mancano intelligenza, furbizia, coraggio e decisione. 
Khalid, dall'altra parte, è un personaggio tutto da scoprire. Misterioso come pochi personaggi che ho incontrato fino ad ora, è sicuramente uno dei motori che muove il lettore ad andare avanti nella lettura per scoprire di più sia su di lui che suo motivo per cui ha ucciso tutte le ragazze che ha sposato prima di Shahrzad.
Tra i personaggi secondari sicuramente devo citare Despina, l'ancella di Shahrzad a cui certo non manca il sarcasmo e che non ha paura di dire ciò che pensa, e Jalal, il cugino di Khalid, che è quanto più vicino ad un confidente che il Califfo possa avere. 

La storia d'amore che nasce tra Shazi ed il Califfo è una storia che nasce dall'odio più profondo, che sicuramente è un sentimento forte quanto l'amore. Davanti a loro ci sono parecchi ostacoli da superare, sensi di colpa da addormentare ed errori da perdonare. Una storia intensa e sofferta. 
La moglie del Califfo è una storia intensa, coinvolgente ed ammaliante. Pagina dopo pagina la storia ed i racconti di Shahrzad si fanno più interessanti, anche i lettori, come Khalid, ne restano affascinati.
Una lettura molto interessante, che lascia con una grande curiosità per il prossimo volume!


Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti!

lunedì 25 gennaio 2016

Recensione di "Hyperversum: Il Falco e il Leone" (Hyperversum #2) - Cecilia Randall

Cari visitatori della Tana,
come avrete capito, in questa prima parte dell'anno ho deciso di fare una piccola maratona per la lettura della serie Hyperversum di Cecilia Randall.

Ho terminato di leggere il secondo volume all'inizio di quest'anno e ho appena terminato il terzo (due bei mattoncini, insomma). 


Oggi voglio parlarvi del secondo volume della serie, Hyperversum: Il Falco e il Leone. Uscito nel 2007 e pubblicato da Giunti, il libro conta 672 pagine. Il prezzo è di € 4,99 per l'ebook e di € 11,50 per l'edizione in copertina flessibile.

TRAMA
A due anni di distanza dal primo viaggio e dopo molti vani tentativi, Hyperversum trasporta nuovamente Ian e Daniel nel XIII secolo.  Impostando la data al 15 Agosto 1214 e collocando l'ambientazione al monastero di Saint Michel, Ian e Daniel danno inizio ad un'altra avventura. Per riabbracciare l'amata Isabeau e vedere la nascita del suo primogenito, Ian si trova coinvolto nella ribellione dei baroni inglesi contro Giovanni Senza Terra. Daniel cerca di tornare nel suo tempo, ma rimane imprigionato suo malgrado nel 1215, tra le grinfie del nemico giurato di Ian: Geoffrey Martewall, barone di Dunchester.



LA MIA OPINIONE
N.B. : Potrebbero essere presenti spoiler sul primo volume della serie.

L'avventura che Ian e Daniel hanno vissuto ha dell'incredibile. Attraversare il tempo e lo spazio per ritrovarsi in Francia in pieno Medioevo, attraverso un malfunzionamento di un videogioco, ha davvero dello straordinario. 
Nonostante Ian avesse deciso di restare nel Medioevo, al fianco della bellissima moglie Isabeau, però, è stato costretto a tornare nel XXI secolo per ricevere cure mediche, dopo essere stato ferito gravemente in un agguato nel monastero di Saint Michel.
In Hyperversum: Il Falco e il Leone riprendiamo l'avventura a più di due anni di distanza da dove si era concluso il primo volume. Ian e Daniel decidono di riprendere l'avventura medievale da dove l'avevano lasciata, ma non tutto va liscio. Dopo un primo tentativo, in cui durante la loro visita a Saint Michel incontrano Donna, l'amica che a sua volta è rimasta nel XIII secolo per amore, che fa capire loro che non possono ricomparire all'improvviso così diversi, perché i cambiamenti fisici sono più che evidenti.
Tornati indietro, Ian decide di mettere a punto una storia che possa giustificare la loro assenza per un periodo di sei mesi e così deciso, insieme a Daniel attraversa nuovamente il tempo e lo spazio e i due si ripresentano a Saint Michel, per intraprendere poi il cammino verso Chatel-Argent. 

Ma durante il loro viaggio verso casa di Ian, i due amici incontrano Geoffrey Martewall, un cavaliere inglese appena uscito dalle carceri francesi che si sta dirigendo verso casa. L'uomo ha motivo di rancore verso Ian perché era amico di Jerome Derangale e come lui sospetta che Ian abbia assunto l'identità di Jean de Ponthieu. Martewall insieme ai suoi compagni decide di rapire Ian e Daniel e di portarli con lui oltre la Manica.
Da questo momento per i due amici comincia una nuova, complicatissima avventura. I due si ritrovano in Inghilterra all'alba della rivolta dei baroni contro Giovanni Senza Terra e loro malgrado, vengono coinvolti in questa vicenda.
Uscirne vivi, ancora una volta, sarà più che difficile.

Avendo già terminato di leggere la trilogia (QUI la mia recensione di Hyperversum) e anche lo spin-off (QUI la mia recensione), posso affermare senza ombra di dubbio che questo è il mio volume preferito della saga.
Ian e Daniel rimangono i due perni della narrazione ed in questo romanzo sono accostati a loro molti personaggi nuovi o che nel primo romanzo avevamo conosciuto soltanto molto superficialmente, come appunto Geoffrey Martewall. Martewall era il compagno d'armi di Derangale, suo amico che in Hyperversum abbiamo conosciuto molto poco, ma in questo romanzo il personaggio viene ripreso e ha un ruolo centrale nell'intera vicenda. È dal suo incontro con Ian sulla strada per Chatel-Argent che ha inizio l'intera vicenda, che porterà Daniel e Ian oltremanica e farà vivere loro in prima persona l'inizio della rivolta dei baroni contro Giovanni Senza Terra, che condurrà alla firma della Magna Charta Libertatum.

Anche questa volta Ian e Daniel si muovono in un'avventura il cui sfondo è costituito da un evento storico molto importante e Cecilia Randall ancora una volta crea l'equilibrio perfetto tra storia e avventura, tra azione e introspezione.
L'ambientazione viene resa benissimo, diventa sempre più vivida pagina dopo pagina grazie alle descrizioni accurate, minuziose, ma mai pesanti. Sono i dettagli, sia storici che sociali, che arricchiscono questa storia, che sottolineano quanta ricerca e quanto lavoro ci siano dietro a questo romanzo.
Al contrario di quanto succedeva in Hyperversum poi, in questo romanzo Ian e Daniel restano separati per molto tempo, il che ci da il tempo di approfondire ancora di più la conoscenza di questi personaggi. Il fatto di essere separati li mette ancora di più alla prova, ancora di più davanti a delle scelte che mai, se fossero rimasti entrambi nel XXI secolo avrebbero dovuto prendere.
Per quanto riguarda Ian in particolare, lo vediamo più volte scontrarsi con Martewall e il rapporto tra i due costituisce sicuramente una parte fondamentale della storia. Il Falco del re ed il Leone d'Inghilterra sono costretti a compiere insieme ben due viaggi e mentre durante il primo sono decisamente nemici, durante il secondo si ritrovano ad essere loro malgrado alleati. Questo ci permettere di vedere i due volti di Martewall, che inizialmente sembra un cattivo molto simile a Derangale, ma a partire dal suo rientro a Dunchester, il suo feudo in Inghilterra, cominciamo a scoprirne un lato diverso, estremamente nobile. Anche Martewall infatti si dimostra un cavaliere con tutti i crismi, orgoglioso e corretto.
È soprattutto grazie ai dialoghi con Ian che scopriamo questo aspetto di Geoffrey, tra un battibecco e l'altro, che risultano molto divertenti da una parte, mentre dall'altra ci consentono proprio di conoscere meglio Martewall.

Avventuroso, entusiasmante, intricato, realistico, Hyperversum: Il Falco e il Leone si è dimostrato un romanzo all'altezza di tutte le aspettative che avevo per il seguito del primo volume, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.
Vi consiglio ancor di più la lettura di questa serie alla luce di questo secondo volume.


Il mio voto per questo romanzo è di cinque riccetti!