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lunedì 23 novembre 2015

Dal libro al film #14: "Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte II"


Cari visitatori della Tana,
dopo tempo immemore, ritorna finalmente la mia rubrica dedicata agli adattamenti cinematografici. 
Oggi vi parlo del film del momento, quello che tutti gli appassionati della serie libresca aspettavano ormai da un anno: Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte II. 
Aspettavo con trepidazione questo film, perché lo sapete, sono appassionatissima della trilogia libresca, ma lo aspettavo anche con un po' di angoscia, perché sapevo che con l'uscita di questo film si sarebbe chiusa un'altra epoca della mia vita, dopo quella di Harry Potter.
Ma bando ai sentimentalismi e parliamo del film. 
Per cominciare però, partiamo come sempre dal libro.

IL LIBRO

Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte.
La seconda volta, però, viene salvata da un gruppo di ribelli che hanno la loro base nel Distretto 13, quello che tutti credevano essere stato raso al suolo. Guidati dalla presidente Coin, i rivoltosi hanno intenzione di mettere fine alla potenza di Capitol City. Katniss avrà quindi il compito di diventare il Mockingjay, la ghiandaia imitatrice, della rivolta; dovrà esortare i ribelli, infondere sicurezza, fomentare alla ribellione, qualunque sia il costo personale. Ma le forze di Capitol hanno catturato Peeta, e allora tutto diventa più difficile. 
Katniss deve riuscire a guidare la ribellione, ma anche a salvare il ragazzo che per ben due volte è sceso con lei nell'Arena.


IL FILM
Prima di iniziare a parlare di questo film, vi lascio le mie recensioni ai film precedenti della serie: 1|2|3.

Iniziamo come sempre dai dati tecnici e di produzione: Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte II è stato prodotto, come i film precedenti, dalla Lionsgate.
A dirigere il film è stato ancora Francis Lawrence, già regista dei due adattamenti precedenti della serie, così come la sceneggiatura è di nuovo opera di Danny Strong e Peter Craig. 
Questo adattamento è stato girato back to back con il precedente, orientativamente tra Settembre 2013 e Giugno 2014 in tre diverse location: Parigi, Berlino e Atlanta.  
Oltre al cast che conosciamo già [Jennifer Lawrence (Katniss Everdeen), Liam Hemsworth (Gale Hawthorne), Josh Hutcherson (Peeta Mellark),  Sam Claflin (Finnick Odair), Willow Shields (Primrose Everdeen), Woody Harrelson (Haymitch Abernathy), Elizabeth Banks (Effie Trinket), Donald Sutherland (Presidente Snow), Philip Seymour Hoffman (Plutarch Heavensbee), Jeffrey Wright (Betee), Julianne Moore (Presidente Coin), Jena Malone (Johanna Mason),  Natalie Dormer (Cressida), Evan Ross (Messalla), Wes Chatam (Castor), Elden Henson (Pollux), Mahershala Ali (Boggs)], in questo ultimo episodio si sono aggiunti altri attori nel cast secondario: Gwendoline Christie (già nota per il ruolo di Brienne di Tarth nella serie Game of Thrones) interpreta la comandante Lyme, leader dei ribelli nel Distretto 2, mentre Michelle Forbes veste i panni del tenente Jackson, seconda in comando di Boggs nella squadra di Katniss. Eugenie Bondurant interpreta Tigris, la stilista con il viso ricoperto di tatuaggi che la fanno sembrare, appunto, una tigre e che aiuta Katniss e la sua squadra durante la loro missione.
I trailer del film sono stati rilasciati tra Giugno e Settembre di quest'anno ed il film è arrivato nelle nostre sale il 19 Novembre, con un giorno d'anticipo rispetto alle sale americane. 

Questa volta non ho saputo aspettare. In barba agli impegni vari mi sono fiondata in sala il primo giorno di programmazione al primo spettacolo nel mio cinema di fiducia, dove so che il film inizia nell'orario segnato per lo spettacolo e non mi mettono in ansia con i venti trailer che nelle grandi catene mandano prima dei film.
Per me con la prima parte dell'adattamento (secondo me la più difficile da gestire), il regista e gli sceneggiatori avevano fatto davvero un ottimo lavoro, considerando il modo in cui scorre lento il romanzo in quel frangente. Le mie aspettative per questa seconda parte dunque erano davvero alte. Nel complesso posso dire di non essere rimasta delusa, perché anche questa volta il lavoro fatto dal cast e dalla crew è stato davvero molto buono.


La rivolta ormai è nella sua fase centrale e curciale e Katniss ne è il simbolo. Il ruolo a cui la costringono la presidente Coin e Plutarch è un ruolo di pura immagine: deve limitarsi a convincere i Distretti a smettere di difendere Capitol e a rivolgere le armi contro Snow. Ma questo è un ruolo che le sta stretto. Ha visto toppe persone morire per mano di Snow e ne sta vedendo 
altrettante morire in nome della rivolta, mentre lei se ne sta con le mani in mano per poi comparire soltanto nei pass-pro, gli spot che la Coin ha commissionato per alimentare la rivolta. Dall'essere la marionetta di Snow negli Hunger Games è passata all'essere la marionetta della Coin per la rivolta.
Ma in questi anni abbiamo imparato a conoscere Katniss e sappiamo quanto sia testarda e perseverante. Ecco perché non lascia che la Coin la faccia rimanere nel Distretto 13 e in un modo o nell'altro riesce a raggiungere Capitol. Seppur nelle retrovie e con una crew pronta a riprenderla per girare i pass-pro che la segue, Katniss, insieme alla sua squadra che comprende anche Peeta e Gale, deve affrontare uno ad uno i baccelli, trappole messe a punto dagli strateghi per spettacolarizzare la morte dei ribelli per poi mandare le immagini in TV. Il percorso fino al palazzo del presidente è lungo, ma Katniss non ha intenzione di perdere di vista il suo unico obiettivo: uccidere Snow.
Ma cosa succede quando la linea che distingue il nemico dal capo della ribellione diventa sempre più sottile? Cosa fare quando chi dovrebbe portare nuove prospettive per chi ha combattuto per ribellarsi alla dittatura diventa a sua volta un despota?
Ecco, Katniss deve proprio imparare a muoversi su questa linea sottile per capire chi è il vero nemico e contro chi dovrà scagliare la freccia che cambierà la storia di Panem.

Esattamente come nel romanzo, anche nel film è palpabile la crescita di Katniss come personaggio: nonostante la Coin le offra la via più facile, quella di restare nel 13 e continuare a pubblicizzare la ribellione stando alle sue regole, la protagonista non si lascia convincere e non si lascia accecare nemmeno dall'odio che prova per Snow. È pronta a sacrificarsi per il bene di Panem, per regalare al suo popolo un futuro migliore.
Jennifer Lawrence ancora una volta ci regala una bellissima interpretazione. Ormai non riuscirei a vedere nessun'altra attrice nei panni di Katniss perché lei ha davvero saputo cogliere l'essenza di questo personaggio ed è riuscita a farlo suo.
Josh Hutcherson, dopo che il suo personaggio è stato assente per la gran parte dell'adattamento precedente, è tornato ad essere molto più presente in questo. Ottimo lavoro anche per lui, che ha dovuto vestire i panni di un Peeta prima devastato dal depistaggio e poi pronto a lottare anche contro sé stesso pur di guarire. Le sofferenze e le conseguenze delle torture che il suo personaggio ha subito a Capitol sono palpabili in ogni scena in cui è presente, traspaiono dai suoi occhi e ad ogni dialogo con Katniss è un nodo alla gola. 
Al contrario di quanto dice Gale, sia nel romanzo che nel film, credo fermamente che Katniss non abbia scelto Peeta perché è indispensabile alla sua sopravvivenza. Ha scelto Peeta perché portano entrambi le stese cicatrici, perché entrambi sanno cosa sono il dolore ed il sacrificio, perché hanno sofferto e si sono sacrificati l'uno per l'altra e credo che questo sia qualcosa di molto profondo ed intimo.
Liam Hemsworth direi che è nella media, le sue performance in questi adattamenti non mi hanno mai fatta impazzire e come sapete il personaggio di Gale mi è particolarmente indigesto. Proprio a proposito di questo personaggio devo dire però che il suo ruolo come autore del progetto della trappola di cui rimarrà vittima Prim viene sottolineata ancora meglio che nel romanzo.
Il grande interrogativo di questo adattamento riguardava l'assenza di Philip Seymour Hoffman, attore scomparso lo scorso anno e che aveva girato soltanto in parte le scene di questo adattamento. Il personaggio di Plutarch, infatti, ha un ruolo fondamentale nella parte finale del romanzo e devo ammetter che gli sceneggiatori sono riusciti a fare un lavoro molto buono in questo caso, affidando le parole dello stratega ad una lettera in cui sono tirati i fili dell'intera vicenda. Devo ammettere che anche in questo caso la parte giocata da Plutarch viene chiarita ancora meglio che nel libro.

Questo adattamento è sicuramente frutto di un lavoro svolto in maniera molto buona dal cast e dalla crew. Bellissimi la fotografia e gli effetti speciali e ancora una volta ottima la scelta delle musiche. In particolare ho trovato azzeccatissima la scelta di inserire Deep in the Meadow (la ninna nanna di Rue) nei titoli di coda, perché oltre a chiudere il cerchio che si era aperto con il primo adattamento, da canzone per una morte, diventa una canzone di vita, di speranza, dopo l'epilogo che tutti conosciamo. 
La parte finale non è esattamente uguale al romanzo, ma altrettanto emozionante. Katniss e Peeta devono fare i conti con il dolore e il vuoto che hanno lasciato tutte le vittime della ribellione, con gli incubi che non vogliono andare via e ricordano loro costantemente dei giochi e della guerra. Ma sono sopravvissuti e l'unica cosa che possono fare è andare avanti. 

Intenso, emozionante, adrenalinico. Questo adattamento chiude degnamente questa serie di film e rende giustizia al romanzo, che per la cronaca, quello che preferisco di meno nella trilogia. 
E adesso non mi rimane che crogiolarmi nel finale dolceamaro e piangere tutte le mie lacrime in un angolino.

Dirò loro che, nelle mattine brutte, mi sembra impossibile trarre piacere da qualcosa perché temo che possano portarmelo via. E che in quei momenti faccio mentalmente un elenco di ogni atto di bontà che ho visto fare. È come un gioco. Ripetitivo. Persino un po' noioso, dopo più di vent'anni. Ma esistono giochi molto peggiori a cui giocare. 

sabato 21 marzo 2015

Dal libro al film #13: "The DUFF", tratto dall'omonimo romanzo di Kody Keplinger



Cari visitatori della Tana,
benvenuti ad un altro appuntamento con Dal libro al film. Oggi sono pronta per parlarvi di The DUFF, il film tratto dal romanzo omonimo di Kody Keplinger.
Era un film che aspettavo e che volevo vedere, pur sapendo che rispetto al romanzo ci sarebbero stati molti cambiamenti.
Come sempre, però, cominciamo dal libro.

{Il libro}

Uscito per l'editore americano Poppy nel 2010, il romanzo conta 280 pagine. Nel formato ebook costa € 5,49.

La diciassettenne Bianca Piper è cinica e leale, e non pensa nemmeno lontanamente di essere la più bella delle sue amiche. È anche troppo intelligente per innamorarsi del fascino dello sciupa femmine e del viscido belloccio Wesley Rush. Infatti, Bianca lo odia. E quando lui le da il soprannome di “The Duff,” gli lancia la sua coca-cola in faccia.
Ma le cose non vanno bene a casa, e Bianca, cercando disperatamente una distrazione, finisce col baciare Wesley. E ciò che è peggio è che le è piaciuto. Determinata a scappare dai suoi problemi, Bianca inizia una relazione segreta con Wesley.
Fin quando non va tutto orribilmente storto. A quanto pare Wesley non è poi un cosi cattivo ascoltatore, e anche la sua vita è abbastanza incasinata. Improvvisamente Bianca realizza con orrore che si sta innamorando del ragazzo che pensava di odiare più di chiunque altro.





{Il film}

Come molti di voi sanno, questo film non è uscito in Italia e ancora la sua uscita non è prevista in calendario, mentre negli USA è uscito lo scorso 20 Febbraio.
La regia di questo adattamento è stata affidata ad Ari Sandel ed è il primo lungometraggio in carriera per lui. Tra i produttori figura anche McG invece già notissimo per aver lavorato alla serie Supernatural.
I diritti per la produzione di un film basato sul romanzo erano già stati acquisiti nel 2011, ma la lavorazione vera e propria è iniziata soltanto a metà dello scorso anno.
Nel cast troviamo molti attori giovani, alcuni già noti per aver recitato in numerosi film come Mae Withman, che interpreta Bianca, la protagonista, ed altri che invece hanno preso parte a serie TV di successo come Robbie Amell (The Tomorrow People e The Flash) ed interpreta Wesley. Nel cast troviamo anche Bella Thorne nel ruolo di Madison, la reginetta della scuola e Bianca Santos e Skylar Samuels nei ruoli di Casey e Jess, le migliori amiche di Bianca.

Come vi dicevo all'inizio del post, la trama del romanzo è stata parecchio cambiata, così come alcune caratteristiche dei personaggi.
Bianca come personaggio è stato essenzialmente mantenuto, ma ci sono alcuni lati del suo carattere che sono stati esagerati, così come è stato cambiato il rapporto che ha con Wes. Nel film infatti i due sono cresciuti insieme perché sono vicini di casa da sempre, poi le loro strade si sono divise, ma nonostante questo i due sono rimasti abbastanza in confidenza. Proprio questo ha "snaturato" il rapporto che nel romanzo c'è tra Bianca e Wes, perché nel libro i percepisce quanto i due, all'inizio, siano distanti. Ma il loro rapporto cambia nel film anche perché si sviluppa grazie ad un accordo che i due fanno: Wes aiuterà Bianca a smettere di essere una DUFF e diventare più femminile mentre lei lo aiuterà a migliorare i suoi voti in scienze. Ecco, questo accordo nel romanzo non esiste. Bianca e Wes nel romanzo cominciano una relazione esclusivamente fisica che poco alla volta li porta ad avvicinarsi, cosa di cui nel film non c'è traccia.
Dato poi che non ne abbiamo mai abbastanza delle copie di Mean Girls, anche questo adattamento ha subito l'influenza della solita commedia per adolescenti americana, con l'inserimento della blonde and bitch della situazione, in questo caso Madison, personaggio di cui non c'è traccia nel romanzo e con il quale invece Bianca deve avere a che fare nel corso di tutto il film, visto che si tratta della bellissima e popolarissima ex ragazza di Wes, che non rinuncerà facilmente a lui. Madison è la copia della copia della copia mal riuscita di Regina George. Quando lo capiranno secondo voi gli sceneggiatori e i produttori che ne abbiamo abbastanza di personaggi così, soprattutto in adattamenti cinematografici dove non c'entrano nulla?
In ogni caso Madison c'è ed è l'elemento più inappropriato ed inutile che poteva essere aggiunto in questo adattamento.
The DUFF è un romanzo che funziona e ha avuto molte recensioni positive, perché rovinarlo proponendo un adattamento del genere? 

Non mi dilungherò sul lavoro del cast perché con quello che avevano in mano come sceneggiatura tutto sommato hanno fatto u lavoro carino, ma è tutta la sceneggiatura proprio che non funziona.
E' un peccato vedere un adattamento che poteva funzionare rovinato così, trasformato nell'ennesima commedia spicciola in cui la ragazza considerata la sfigata tra gli sfigati riesce ad accaparrarsi il ragazzo più bello e popolare della scuola.

Se devo valutare questo film come adattamento...

Se invece devo limitarmi al film in sé...


Come sempre vi lascio al trailer del film, nel caso non lo aveste ancora visto o voleste comunque vederlo!



giovedì 12 febbraio 2015

Dal libro al film #12: "Scrivimi ancora", tratto dall'omonimo romanzo di Cecelia Ahern



Cari visitatori della Tana,

ecco tornata finalmente la rubrica Dal libro al film
Era un po' di tempo che non pubblicavo questa rubrica, dato che nell'ultimo periodo ho visto pochi film e ancora meno film tratti da libri che ho letto.
Questa mia recensione di Scrivimi ancora arriva a parecchio tempo di distanza dall'uscita del film, ma sono riuscita a vedere il film finalmente soltanto la scorsa Domenica.
Non vedevo l'ora di parlarvi di quasto film, ma come sempre, cominciamo dal libro!

{Il libro}



Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 2005, pubblicato da Sonzogno. Il prezzo è di € 9,90 per la versione in brossura e di € 6,99 per l'ebook. Il libro conta 429 pagine.



TRAMA
Rosie e Alex sono due compagni di banco legati fin da piccoli da una fortissima amicizia che presto rivela i connotati di un amore negato, nascosto, rimandato. Quando le circostanze della vita li dividono, una fitta corrispondenza continua a mantenerli uniti per quasi cinquant'anni, in una danza di riavvicinamenti e apparenti distacchi, in una graduale presa di coscienza dei rispettivi sentimenti, ma sempre in controtempo, in uno sfiorarsi dei destini che non trova mai la strada maestra. Straordinario collage di lettere, e-mail, bigliettini, sms e cartoline, Scrivimi ancora è un romanzo delicato e indimenticabile che a ogni pagina commuove e fa sorridere al tempo stesso. Una storia sugli scherzi del destino e sulla forza del vero amore.



{Il film}
Cominciamo a parlare del film partendo come sempre dai dati tecnici.
Prodotto da Canyon Creek Films Constantin Film e Octagon Films,  la regia di Scrivimi ancora è stata affidata a Christian Ditter, regista e sceneggiatore tedesco noto per aver diretto le riprese della serie Kebab For Breakfast (andata in onda anche in Italia su MTV a metà degli anni duemila). La sceneggiatura  sfortunatamente non è opera di Cecelia Ahern ma di Juliette Towhidi.
Le riprese del film sono cominciate nella primavera del 2013 a Toronto (Canada) per poi spostarsi a Dublino.
Presentato negli USA in anteprima al Philadelphia Film Festival a metà di Ottobre 2014, il film è stato distribuito in Europa a partire dal 22 Ottobre, per arrivare in Italia il 30.

Protagonisti, nei panni rispettivamente di Rosie e Alex, sono Lily Collins e Sam Claflin, già noti al grande pubblico per aver fatto parte dei casti di alcuni film popolari, Shadowhunters per la Collins, mentre Sam Claflin ha interpretato Finnick Odair nei film tratti dalla trilogia di Hunger Games.
Nel cast troviamo inoltre Christian Cooke nei panni di Greg e Jaime Winston in quelli di Ruby, mentre Tamsin Egerton interpreta Sally e Suki Waterhouse Bethany.

Aspettavo di vedere questo film con molta trepidazione. Il romanzo da cui è tratto mi era piaciuto e volevo vedere come il libro avrebbe reso nella trasposizione.
So che non è facile trasporre un romanzo epistolare però, e so anche che non è semplice trasporre un romanzo che racconta una storia che copre un periodo di tempo di quarant'anni o giù di lì, che comprende molti personaggi e molte vicende che riguardano le vite dei protagonisti. Lungi da me quindi pensare che ci sarebbe stata una trasposizione letterale del libro sul grande schermo.
Sapevo che i cambiamenti sarebbero stati molti ma certo non me ne aspettavo così tanti.

Partiamo dal periodo di tempo che il film copre nel complesso: appena dodici anni.
Non mi aspettavo certo che la storia cominciasse da quando Rosie e Alex hanno imparato a scrivere, ma certo non mi aspettavo una riduzione così drastica. 
Ad essere drastico inoltre è stato anche il taglio fatto ai personaggi e a molte delle vicende che riguardano le vite di Rosie e Alex, che vengono concentrate nel tempo di poco più di un'ora e quaranta.
E' vero che il romanzo ha ricevuto molte critiche per il fatto di essere eccessivamente lungo in alcuni tratti e la Ahern a volte ha esagerato con le disgrazie che capitano a Rosie, ma operando dei tagli in questo modo si è dato poco spazio a tutto (ad esempio, nel film non esiste Brian. Ad essere il padre di Katie é Greg, che poi sposa Rosie dopo aver lavorato per circa cinque anni a Ibiza. Alla stessa maniera, Alex non ha nessun figlio, né dal primo né dal secondo matrimonio. Sally, la prima moglie, era incinta, ma di un altro uomo).
Mi è dispiaciuto anche che non sia stata data alcuna rilevanza a quel momento di silenzio che Rosie e Alex vivono la prima volta che lei va a trovarlo a Boston e al quale entrambi ripensano per molto tempo. Questo elemento non viene ripreso nemmeno nella storyline di Katie e Toby, che quando il film si conclude hanno circa tredici anni.

Insomma, cosa resta del libro in questo film? Restano Rosie e Alex come personaggi e resta anche il loro rapporto. Un rapporto pieno di alti e bassi, complicato, ostacolato dal tempismo pessimo di entrambi e anche un po' dal destino. 
Non sarà un film da Oscar, ma personalmente ho trovato sia la Collins che Sam Claflin molto carini e sono riusciti comunque a trasmettermi qualcuna delle emozioni che avevo provato leggendo il romanzo.

Personalmente se lo doveste vedere e avete letto il romanzo, vi consiglio di prendere in considerazione il fatto che molte vicende nel romanzo non sono riportate nel film, quindi entrate nell'ottica che ci sono parecchi elementi diversi o assenti.
Se lo devo valutare come trasposizione cinematografica del romanzo, il mio voto è di due riccetti e mezzo, ma devo riconoscere che se non fosse stato un film tratto da un romanzo e mi fosse capitato di vederlo come film dramedy romantico, allora direi che il mio voto sarebbe di quattro riccetti.

Come sempre, vi lascio al trailer e aspetto vostri commenti su questo film!





lunedì 1 dicembre 2014

Dal libro al film #11: Hunger Games - Il Canto della Rivolta (Parte I)


Cari visitatori della Tana,
ebbene sì, ce l'ho fatta! Dopo ben nove giorni dall'uscita nelle sale italiane sono riuscita ad andare a vedere Hunger Games - Il Canto della Rivolta Parte 1. 
Tra il milione di impegni settimanali e lo studio intensivo di questo periodo che mi costringe a casa per la maggior parte del tempo, sono riuscita a ritagliarmi un paio d'ore per andare al cinema e oggi sono qui per raccontarvi cosa ne penso di questo adattamento.
Ma come sempre, cominciamo dal libro!

Il libro
Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte.
La seconda volta, però, viene salvata da un gruppo di ribelli che hanno la loro base nel Distretto 13, quello che tutti credevano essere stato raso al suolo. Guidati dalla presidente Coin, i rivoltosi hanno intenzione di mettere fine alla potenza di Capitol City. Katniss avrà quindi il compito di diventare il Mockingjay, la ghiandaia imitatrice, della rivolta; dovrà esortare i ribelli, infondere sicurezza, fomentare alla ribellione, qualunque sia il costo personale. Ma le forze di Capitol hanno catturato Peeta, e allora tutto diventa più difficile. 
Katniss deve riuscire a guidare la ribellione, ma anche a salvare il ragazzo che per ben due volte è sceso con lei nell'Arena.




La mia opinione
Non ho mai recensito qui sul blog l'ultimo volume di questa trilogia, e pensavo di farlo proprio quest'anno in occasione dell'uscita del film, ma non ho avuto il tempo di fare una rilettura approfondita, quindi ho pensato di darvi la mia opinione qui, ma senza dilungarmi troppo.
Il canto della rivolta nella trilogia è stato il libro che mi è piaciuto di meno per come la storia si è evoluta, ma sicuramente è stato il più coinvolgente a livello emotivo. 
I giochi sono finiti, ma gli Hunger Games cominciano ad essere giocati per strada, con attacchi, guerriglie e bombardamenti che Capitol sta scatenando contro tutti i distretti. E' guerra aperta e non sembra esserci scampo.
Lo scenario che la Collins disegna in questo volume finale della trilogia è terribile. Si combatte una guerra in cui non si risparmia nulla, perché Capitol è intenzionata a tenersi il potere a tutti i costi. 
I personaggi e le loro personalità sono portati alle estreme conseguenze e la cosa terribile e che nessuno di loro ha scampo: tutti devono combattere, pedine di un sistema crudele  che non contempla altra soluzione.
E' un libro che si legge molto velocemente. L'ansia di sapere cosa succederà tiene il lettore incollato alle pagine e una volta arrivati alla fine, è davvero difficile da digerire, perché ci si rende conto che nessuno dei personaggi ha avuto il suo lieto fine.
Suzanne Collins con questo romanzo ha voluto lanciare un solo messaggio: la guerra è ingiusta, e lo ha fatto dando vita ad un romanzo emozionante ma allo stesso tempo terribile, di quelli che lasciano un po' il vuoto dentro.

Il film

Cominciando come sempre dai dati tecnici e di produzione,  Hunger Games - Il Canto dela Rivolta (Parte 1), è stato prodotto, come i film precedenti, dalla Lionsgate. La regia è stata affidata nuovamente a Francis Lawrence, che già aveva lavorato a Hunger Games - La ragazza di fuoco, mentre la sceneggiatura è opera di Danny Strong e Peter Craig.
Le riprese sono cominciate nel Settembre 2013 e si sono svolte in contemporanea alle riprese della seconda parte, che uscirà a Novembre 2015 e sono durate per circa sette mesi.
Oltre al cast che già conosciamo [Jennifer Lawrence , Liam Hemsworth , Josh Hutcherson  Sam Claflin, Willow Shields, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Donald Sutherland, Philip Seymour Hoffman e Jeffrey Wright] ci sono state alcune new entries, tra cui Julianne Moore nei panni di Alma Coin, Natalie Dormer in quelli di Cressida, Evan Ross in quelli di Messalla mentre Wes Chatham  ed Elden Hanson interpretano rispettivamente Castor e Pollux.
Il film in Italia è uscito il 20 Novembre, in contemporanea con gli USA.


Quando ho saputo di un adattamento diviso in due parti per Il canto della rivolta, devo ammettere che non ero molto contenta. D'altronde si tratta di un romanzo di appena 420 pagine, e con i tagli che di solito a livello di trama e considerando che molti dei capitoli soprattutto nella prima parte sono dei veri e propri viaggi mentali di Katniss, mi aspettavo che il film fosse unico, ma ormai questa divisione dei capitoli finali delle serie sta diventando un po' una moda, un'operazione commerciale per incassare il doppio al botteghino perché i fan di questa saga sono tantissimi nel mondo.

Avendo letto il libro poi sapevo già cosa mi sarei trovata davanti ma soprattutto viste le critiche negative che avevo letto in giro per il web ero partita senza troppe aspettative.
Il film a me nel complesso è piaciuto. Ho trovato ammirevole il lavoro che ha fatto Francis Lawrence con quello che la prima parte del romanzo -e di conseguenza della
sceneggiatura- metteva a sua disposizione.
Considerando la lentezza della prima parte del romanzo, in cui Katniss è impotente contro il regime serratissimo del Distretto 13, è ovvio che anche la prima parte del film scorra molto lentamente, riprendendosi poi soltanto nella parte finale (più o meno gli ultimi quaranta minuti). 
In compenso Lawrence è riuscito a porre la giusta enfasi nelle scene più emblematiche, complici le bellissime musiche e l'ottimo lavoro con gli effetti speciali in digitale che ha questo film, ma anche a porre l'accento sul cambiamento di Katniss.
Inoltre c'è da considerare che siamo in una fase della storia in cui ci si prepara ad una guerra vera e propria, ed anche questo elemento di tensione e attesa è stato messo molto in risalto.
Insomma, a chi non ha letto il libro sono sicura che questo film non piacerà molto, perché conserva poco dell'azione e dell'adrenalina dei suoi precedenti. E' invece un romanzo che apprezzeranno molto di più i lettori.

A proposito di Katniss, Jennifer Lawrence ha fatto davvero un bel lavoro. Ancora una volta i è dimostrata all'altezza di questo personaggio e ha saputo rendere le molteplici sfaccettature che lo caratterizzano. Josh Hutcherson ha avuto poco spazio in questa prima parte, ma le scene in cui compare sono state molto significative, in particolare nel finale, in cui ci regala un ritratto meraviglioso e agghiacciante di Peeta distrutto dal depistaggio.
Gale non è certo uno dei miei personaggi preferiti, e nel film, così come nel romanzo, l'ho trovato anonimo, anche se ha avuto molto più spazio in questo adattamento. Sono convinta che Liam Hemsworth potesse dare di più, ma considerate che in questo caso sono davvero troppo di parte, visto che Gale proprio non riesco a farmelo piacere.
Parlando dei nuovi ingressi nel cast, sicuramente ottima la performace di Julianne Moore, che nei panni della Coin ci sta propri bene. Con quei sorrisi di circostanza ed i suoi slogan per accontentare la popolazione del 13 rispecchia benissimo la Coin del libro.
Ho trovato buona anche la performance di Natalie Dormer, che interpreta una Cressida decisa e appassionata. Sono convinta che anche nella seconda parte dell'adattamento ci riserverà delle belle sorprese.

Paluso ancora una volta per la scelta della soundtrack, a dir poco eccezionale, che contiene dei brani bellissimi, tra cui Ladder Song e Yellow Flicker Beat di Lorde, per non dimenticare The Hanging Tree, cantata dalla stessa Jennifer Lawrence e inserita nel film proprio quando a cantarla era Katniss.

Nel complesso questo è un buon adattamento, migliore di molti altri adattamenti usciti al cinema. Se dovessi dargli un voto secondo il mio sistema di valutazione dei libri, direi che quattro riccetti li merita tutti.

Ovviamente sono curiosa di sapere se anche voi siete curiosi di vedere questo adattamento cinematografico o magari se lo avete già visto e soprattutto sono curiosa di sapere cosa ne pensate!

Intanto, come sempre, vi lascio al trailer.






lunedì 10 novembre 2014

Dal libro al film #10: "Resta anche domani", tratto dall'omonimo romanzo di Gayle Forman


Cari visitatori della Tana,
ho deciso di iniziare la settimana con un nuovo appuntamento di questa rubrica dedicata ai film tratti da romanzi che ho letto.
Come sapete ormai più di un mese e mezzo fa, è uscito al cinema Resta anche domani, il film tratto dall'omonimo romanzo di Gayle Forman. Io non sono riuscita a vederlo tra un impegno universitario e l'altro e quando ho avuto più tempo era già fuori programmazione. Giusto la settimana scorsa nel mio paese il cinema lo ha riproposto per un paio di serate così ho deciso di andarlo finalmente a vedere e oggi ho deciso di parlarvene.
Ma come sempre, cominciamo dal libro!

Il libro

Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall'autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall'impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l'ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l'amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l'emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?


Qui la mia recensione.


Il film

Come ricorderete se avete letto la mia recensione del romanzo, ho scoperto il libro grazie al trailer che ho visto online nel mese di Agosto, poco prima che il film uscisse negli USA.
Il romanzo l'ho divorato, anzi, pensavo davvero fosse troppo breve ma forse questo per il film è stato un vantaggio.
Ma come sempre andiamo con ordine e partiamo dai dati tecnici.
La Summit Entertainment ha acquistato i diritti per la produzione del film nel 2010, ma le riprese sono iniziate soltanto alla fine del 2013. Due registi che erano stati chiamati per dirigere il film (Catherine Hardwicke prima ed Heitor Dhalia poi) hanno deciso di rinunciare, finché lo scorso anno è stato annunciato che l'adattamento sarebbe stato girato sotto la guida di R.J. Cutler, che ha alle spalle una carriera da documentarista e regista di serie TV.
Per quanto riguarda la sceneggiatura, è stata scritta da Shauna Cross, già autrice di film quali Whip It (il primo film da regista di Drew Barrymore, che personalmente mi piace molto) e Cosa aspettarsi quando si aspetta. Il soggetto ovviamente è di Gayle Forman.
Le riprese, nonostante il libro sia ambientato a Portland, Oregon, si sono svolte a Vancouver in Canada a partire dagli ultimi mesi del 2013.

Per quanto riguarda il cast, Chloe Grace Moretz ha il ruolo della protagonista Mia Hall, ma il ruolo era stato proposto anche ad Emily Browning e Dakota Fanning. Il ruolo di Adam è andato a Jamie Blackley. Mireille Enos e Joshua Leonard interpretano rispettivamente la mamma ed il papà di Mia, mentre Jakob Davies ha il ruolo del piccolo Teddy Hall. Ultimi ma non meno importanti, troviamo Liana Liberato nel ruolo di Kim, la migliore amica di Mia e Stacy Keach in quello di nonno Hall.

Facendo un giro per il web ho letto che il film non ha critiche molto positive ma per quanto mi riguarda posso dirvi che secondo me è una buona trasposizione, che rispecchia bene il romanzo.
Innanzitutto per quanto riguarda il ritmo del film, riprende bene quello del libro.
Nel romanzo abbiamo due piani narrativi e mentre nel primo, quello del presente, c'è Mia che vive questa esperienza extracorporea mentre è in coma, nel secondo ci tuffiamo nei suoi flashback e scopriamo i molti aspetti della sua vita. Tutto questo è ripreso più che bene nel film e l'ho apprezzato molto.

Per quanto riguarda la performance del cast, non ho apprezzato del tutto la performance di Chloe Moretz. Non sto dicendo che non sia stata all'altezza, ma credo sia proprio una questione personale. Mi ero immaginata Mia in modo un po' diverso e forse ho visto questa attrice sempre un po' troppo sicura di sé per recitare nel ruolo della ragazza un po' outsider.
Mi è piaciuto invece Jamie Blackley, che oltre ad una buona performance rispecchia molto l'Adam che mi ero immaginata leggendo il romanzo. Inoltre plauso per lui perché ha inciso tutte le canzoni che la band di Adam, i Williamette Stone, suona dal vivo nel film.
Personalmente ho trovato perfetti gli attori che interpretano i membri della famiglia di Mia, in particolare Mireille Enos e Joshua Leonard, che interpretano i genitori della protagonista. Nei panni dei genitori alternativi, ex rockettari, funzionano molto bene, così come Stacy Keach nel ruolo del nonno, che è riuscito a farmi commuovere.

All'inizio vi dicevo che prima di vedere il film pensavo che la brevità del romanzo avrebbe facilitato la trasposizione, ma in realtà sono state diverse le scene del romanzo tagliate. Nell'elaborare questo adattamento la sceneggiatrice ed il regista si sono concentrati molto sul lato triste e malinconico del romanzo e sicuramente questo funziona per chi non ha letto il libro, ma ci sono delle scene che io che l'ho letto avrei voluto vedere e che un po' mi sono mancate.
Impossibile però non apprezzare la colonna sonora. Oltre ai bellissimi brani per violoncello che sono utilizzati, tra cui il famosissimo Preludio delle Suite per violoncello solo di Bach, che più volte ritorna nel corso del film, e ai brani dei Williamette Stone, ci sono anche brani di artisti che amo, tra cui Ben Howard, Tom Odell, Beck e Sonic Youth, per cui questo aspetto del film mi è piaciuto molto.


Nel complesso posso dire che Resta anche domani è un buon adattamento, un film da cui traspare veramente quello che la Forman racconta nel suo romanzo e guardandolo ho provato le stesse emozioni che ricordo aver provato mentre leggevo il libro.
Se dovessi dare un giudizio secondo il metro che utilizzo per i libri, direi che questo film merita quattro riccetti.
Se avete letto il romanzo vi consiglio di vederlo!

Come sempre, vi lascio al trailer.



Per oggi è tutto, carissimi.
Aspetto le vostre opinioni sul film se lo avete già visto e se non lo avete fatto, fatemi sapere se siete curiosi di vederlo!

mercoledì 20 agosto 2014

Dal libro al film #9: "Colpa delle stelle", tratto dall'omonimo romanzo di John Green




Cari visitatori della Tana,
lo so, avevo promesso di resistere fino al 4 Settembre, ma non ce l'ho fatta.
La curiosità ha avuto la meglio e alla fine ho deciso di vedere Colpa delle stelle, l'attesissimo film tratto dall'omonimo romanzo di John Green.
Come sapete negli USA e in Gran Bretagna il film è già uscito da più di un mese e internet è un mondo pieno di risorse, quindi un po' in anteprima, un po' per vie traverse, sono riuscita a vederlo e oggi ve lo recensisco.
Ma come sempre, prima di parlare del film, facciamo un passo indietro e parliamo del romanzo.


Il libro

Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.





Il film

Dal momento in cui ho saputo che erano stati acquistati i diritti di questo romanzo per trarne un film, devo ammettere che sono stata piena di aspettative positive.
I primi problemi però sono sorti quando ho scoperto chi sarebbe stato ad interpretare i due ruoli principali.
Ma andiamo per ordine e partiamo dai dati tecnici che riguardano il film.
I diritti del film sono stati acquistati nel 2012 da Fox 2000, ma la produzione vera e propria del film è cominciata soltanto nel 2013, anno in cui sono stati scelti il regista e gli attori.
La direzione del film è stata affidata a Josh Boone, già noto al pubblico internazionale per aver diretto Stuck in Love (2012). La trasposizione vera e propria del romanzo l'hanno curata dai due inseparabili partner Scott Neustadter e Michael H. Webster, che insieme avevano già curato (500) Giorni insieme. Il soggetto ovviamente è di John Green.
Le riprese del film sono cominciate nell'estate 2013 e si sono svolte per lo più in Pennsylvania , tranne ovviamente che per le famosissime scene ambientate ad Amsterdam, per le quali l'intera troupe si è recata nella città olandese.
Ma passiamo al cast: nei due ruoli principali, ossia quelli di Hazel e Augustus troviamo rispettivamente Shailene Woodley e Ansel Elgort. Troviamo poi Nat Wolff nel ruolo di Isaac, Laura Dern e Sam Trammel nel ruolo di mamma e papà Lancaster e infine Willem Dafoe nei panni di Peter Van Houten. 

Come vi dicevo all'inizio, per questo film ero piena di aspettative, ma ero e sono ben consapevole che una trasposizione cinematografica ha bisogno di essere curata nei minimi dettagli per riuscire a soddisfare sia me che tutti quei lettori che come me hanno amato questo romanzo.
Partirei dagli elementi positivi: il ritmo narrativo del film rende bene quello del libro. Le scene che sono state tagliate per necessità sono state rimosse sapientemente, senza andare ad intaccare la trama o le relazioni tra i personaggi. Inoltre ci sono stati dei piccoli spostamenti di frasi o dialoghi, che inseriti in scene diverse hanno comunque dato valore alle parole scritte da John Green. Tuttavia c'è un elemento, proprio nell'ultima scena, che mi ha un po' irritata. Suppongo che tutti coloro che hanno letto il libro conoscano l'ultima frase, che è quella che manda il cuore a pezzi e da il via ai fiumi di lacrime, e proprio a quella frase non è stata data secondo me la giusta rilevanza nel film, per dare spazio invece a quella che ha fatto da cavallo di battaglia/campagna pubblicitaria sia al libro che al film.

Nel complesso però devo dire che i due sceneggiatori si sono attenuti bene ai dialoghi e in generale alle parole del romanzo, ma questo fatto in certe volte risulta strano. E' come se le parole di Hazel e Augustus del libro non stessero altrettanto bene dette da Hazel e Augustus del grande schermo, tanto da suonare bizzarre, a volte. Questo sicuramente dipende non soltanto dal fatto che io i protagonisti me li ero immaginati molto
diversi da Shailene e Ansel, ma molto anche da quanto bene loro hanno saputo interpretare i loro ruoli.


In generale non posso dire che la loro performance non sia stata buona, ma mi aspettavo qualcosa di più. Insieme loro sono molto carini, e sicuramente la performance di Ansel in questo ruolo è da considerare nettamente superiore a quella di Divergent, tuttavia c'è stato qualcosa, che nel complesso non mi ha convinta.
Ottima invece secondo me la performance di Willem Dafoe, che nei panni di Peter Van Houten ha saputo rendere ogni sfaccettatura di questo personaggio, nonostante la notevole differenza fisica tra l'attore ed il personaggio letterario.

Nota di merito per la colonna sonora, che comprende brani di artisti che apprezzo moltissimo, tra cui Tom Odell, OneRepublic, M83, Birdy e Jake Bugg, che nonostante sia stata definita da molti una colonna sonora più da telefilm che da grande schermo, a me è piaciuta moltissimo (e poi non credo proprio che ci siano delle regole per le colonne sonore "da film" o "da telefilm". Una colonna sonora è bella quando riesce bene e si incastra alla perfezione con la storia che il film racconta).


Nel complesso Colpa delle stelle è un buon adattamento, riuscito meglio di molti altri che ho visto fino ad ora. Come sempre c'è qualche piccolo difetto -tutti gli adattamenti ne hanno qualcuno- ma ovviamente sta a chi ha letto il libro e poi visto il film giudicare quali sono accettabili e quali no.
Se dovessi utilizzare lo stesso metodo di valutazione che uso per i libri, direi che questo film avrebbe 3 riccetti e mezzo.

Ovviamente sono curiosissima di sapere quali sono le vostre aspettative su questo film, oppure cosa ne pensate se lo avete già visto!