giovedì 13 marzo 2014

Le Cronache del Fandom #4: The Village


Cari visitatori della Tana,
oggi nuovo appuntamento con Le Cronache del Fandom per parlare di un'altra serie TV, The Village.
Chi di voi ha seguito qualcuno dei Clock Rewinders di Gennaio sa che ho visto questa serie tutta d'un fiato e che mi è piaciuta tantissimo, per cui, quale migliore occasione per parlarne?




La serie, divisa in 6 episodi, è andata in onda la scorsa primavera sul canale inglese BBC One, riscuotendo un grande successo.
Scritta da Peter Moffat e diretta da Antonia Bird e Gillies MacKinnon, tutti veterani per quanto riguarda i drama inglesi, la serie racconta le vicende degli abitanti di un villaggio nel Derbyshire tra il 1914 e il 1920.

Per introdurre la vicenda, ad ogni episodio, si parte dalle memorie di Bert Middleton (David Ryall), che alla vigilia dello scoppio della guerra aveva solo 12 anni e che nei primi anni 2000 decide di raccontare le vicende di quegli anni ad una psicologa.
Bert (che da dodicenne è interpretato da Bill Jones), è figlio di un fattore, John (John Simm), un uomo che porta con sé il peso di un peccato che non gli è mai stato perdonato dagli abitanti del villaggio e che affoga la sua frustrazione nell'alcol. L'unica persona ad averlo perdonato
La famiglia Middleton
davvero è la moglie Grace (Maxine Peake), una donna semplice e devota. Altro membro della famiglia Middleton è Joe (Nico Mirallegro), che ha deciso di non seguire le orme del padre e di andare a lavorare presso la famiglia Allingham, una famiglia facoltosa che possiede una villa nei pressi del villaggio. Anche i membri di questa famiglia hanno un ruolo importante nella serie, in particolare Caro (Emily Beecham), una ragazza con dei problemi mentali, ed il fratello George (Augustus Prew).
Tra gli altri abitanti del villaggio hanno un ruolo rilevante anche Martha Lane (Charlie Murphy), la figlia del pastore della chiesa locale impegnata nel movimento femminista, e Gerard Eyre (Matt Stokoe), uno dei maestri della scuola elementare che è un vero punto di riferimento per i suoi alunni, ma che dovrà abbandonare il suo posto quando anche lui viene chiamato a combattere.
Nei vari episodi, la serie si concentra sui diversi personaggi e raccontando come queste vivono gli anni della prima guerra mondiale.

Non è la prima volta che in Inghilterra si produce una serie ambientata in questo periodo storico, e tra le più recenti c'è sicuramente Downton Abbey, che come sapete è un'altra serie che personalmente amo tantissimo. Tuttavia in The Village ad essere prese in considerazione sono persone e famiglie di estrazione sociale diversa, il che rende la vicenda sicuramente più dinamica e interessante.
La famiglia Middleton è il perno su cui ruota l'intera serie. Tutti gli sviluppi più importanti e le scoperte che si fanno nel corso della serie, infatti, coinvolgono qualcuno dei membri di questa famiglia, composta da persone molto diverse tra loro, ma capaci di restare uniti nelle difficoltà.
Sicuramente l'arrivo della guerra è traumatico per loro, da una parte perché gli affari in campagna cominciano ad andare male, dall'altra perché Joe decide di arruolarsi e scappare lontano dal dramma familiare, causato per lo più dal padre, che nei primi episodi sembra precipitare sempre più velocemente in un vortice di disperazione e dipendenza dall'alcol.
Tuttavia le storyline che si intrecciano nei sei episodi sono molteplici, e si ricongiungono tutte in un solo punto: quanto la guerra abbia cambiato il modo di vivere nel villaggio.

Dire che questa serie mi sia piaciuta credo sia riduttivo.
Mi piace molto innanzitutto il periodo storico in cui è ambientata, quindi questo è già un primo punto a suo favore. A questo però deve essere aggiunto il fatto che la storia e i personaggi sono sviluppati in maniera magistrale. So che sei episodi vi possono sembrare pochi, ma per quello che Peter Moffat voleva raccontare, vi assicuro che sono abbastanza.
Il cast poi è davvero eccezionale. Ho apprezzato tantissimo John Simm e Maxine Peake nel ruolo dei coniugi Middleton, innanzitutto. Nei loro ruoli sono capaci di trasmettere davvero tanto, così come Matt Stokoe nei panni di Gerard. Devo aver pianto una volta o due mentre guardavo le scene che lo vedevano come protagonista, in particolare negli ultimi episodi.
Ma se davvero c'è un attore che ha dato prova di un talento così grande e inaspettato è sicuramente Nico Mirallegro. Nel ruolo di Joe Middleton è a dir poco perfetto. Lo so, ho parlato tante volte di questo attore fangirlando qui e là nei miei post su questo blog e questo commento su di lui potrebbe sembrarvi un po' di parte, ma posso assicurarvi che non è così. Nel quarto e quinto episodio della serie c'è la prova che questo attore è veramente un giovane talento e che ha davanti a sé una carriera brillante se continua su questa strada.
Altra grande prova sicuramente è quella di Emily Beecham, che personalmente non conoscevo ma che ho molto apprezzato nel ruolo di Caro.

Credo di aver reso ormai bene l'idea. Vi consiglio di vedere questa serie, soprattutto se siete appassionati di drama storici.
La serie non è stata trasmessa in Italia, ma ormai mi conoscete e saprete che amo guardare le serie in sub-ita.
Intanto posso dirvi che una seconda serie è prevista per quest'anno, e racconterà del periodo che va dal 1920 fino ai primi anni '30. 

Prima di lasciarvi, vi lascio qualche link utile!




E adesso aspetto i vostri pareri! Cosa ve ne pare di questa serie?

martedì 11 marzo 2014

Top Ten Tuesday #22: 10 Autori famosi di cui non ho mai letto nulla


Cari visitatori della Tana,
oggi è Martedì, quindi è tempo di una nuova Top Ten!
Il tema che oggi propone The Broke and the Bookish  lo avevo già elaborato l'anno scorso per il fantasy e vorrei aspettare un altro po' prima di riproporre una Top Ten di libri per genere, così ho pescato un altro tema dai tanti che il blog ha proposto, e quello che ho scelto è 10 Autori famosi di cui non ho mai letto nulla.

Top Ten Popular Authors I've never read

1. Stephen King
Lo so, è una grave mancanza, ma credo proprio che il suo genere non faccia per me. Nella libreria dei miei genitori ci sono almeno quattro o cinque libri di questo autore ( tra cui Carrie, Mucchio d'ossa e IT), ma non mi hanno mai ispirata più di tanto.

2. Michael Connelly
Mio padre mi propone di leggere i libri di questo autore almeno da sette o otto anni. So che è uno dei migliori autori di thriller al mondo, ed è sicuramente una macchia nella mia carriera di lettrice non aver ancora letto nulla di suo.

3. Nicholas Sparks
No, nemmeno I passi dell'amore. Però ho visto quasi tutti i film tratti dai suoi libri...e non mi sono piaciuti.

4. Maggie Stiefvater
Mi sono ripromessa almeno un milione di volte nell'ultimo mese di cominciare a leggere Raven Boys, ma...non l'ho ancora cominciato.

5. Richelle Mead
Tecnicamente ho cominciato a leggere L'Accademia dei vampiri però!

6. Victor Hugo
Io e questo autore abbiamo un conto in sospeso da troppo tempo ormai.

7. Lauren Olivier
E pensare che ho già tutti i suoi libri sul Kindle!

8. J.R.R. Tolkien
C'è stato un periodo in cui avrei voluto leggere davvero la trilogia de Il signore degli anelli, ma mi è passato. Credo proprio che dovrò aspettare di nuovo il momento buono.

9. Anne Rice
Ho qualcuno dei suoi libri ma il periodo vampiresco/horror mi è passato.

10. Sophie Kinsella
Eh si, mi manca anche la regina dello chic-lit!


E adesso sono curiosa di sapere di voi!
C'è qualche autore famoso del quale non avete ancora letto nulla?

lunedì 10 marzo 2014

Recensione di "Io non sono Mara Dyer" - Michelle Hodkin

Cari visitatori della Tana...
Okay, okay. Forse esordire con una gif di Moriarty non è il massimo dopo più di una settimana di assenza dal blog, ma mi sembrava un modo come un altro per ricominciare.
Se vi state chiedendo cosa mi è successo in questo periodo, la risposta è semplice: esami universitari. Purtroppo, al contrario di moltissime altre donne, a me non riesce semplice gestire più cose contemporaneamente, e così, per il bene della mia carriera universitaria, ho deciso di mettere a malincuore da parte il blog. Ma non preoccupatevi, sono tornata adesso e sono pronta a ricominciare con i miei sproloqui letterari!



In questo piovoso Lunedì recensisco Io non sono Mara Dyer, il secondo volume della serie Mara Dyer di Michelle Hodkin. Uscito nel 2013 per Mondadori nella collana Chrysalide, conta 504 pagine. Il prezzo è di € 17,00.
Prima di cominciare, QUI trovate la mia recensione del primo volume della serie, Chi è Mara Dyer.

TRAMA

Mara Dyer sa di aver commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa,
grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede mentre giura di averlo visto con i suoi occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell'ospedale psichiatrico in cui è tenuta in osservazione per probabile schizofrenia. L'unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un'allucinazione. Così la sera è libera di tornare a casa e vedere Noah, l'unico che ancora crede in lei e cerca di aiutarla a fare luce sui misteri che circondano la sua vita, proteggendola da Jude. I fatti inquietanti si moltiplicano, e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte e la fotografa mentre dorme, e un giorno le fa trovare una bambola appartenuta alla nonna, che soffriva dei suoi stessi disturbi. Mara, esasperata, cerca di bruciarla, ma nel fuoco rinviene un talismano complementare a quello in possesso di Noah...



LA MIA OPINIONE
N.B. Ovviamente sono presenti spoiler sulla trama del primo volume della serie, Chi è Mara Dyer.

Se avete letto anche la recensione del primo volume della serie, saprete già quanto ho apprezzato quel romanzo. Non vedevo l'ora di leggere il seguito, ma tra una lettura e l'altra, l'ho messo da parte fino alla scorsa settimana.
Per cominciare a parlarvene, devo dire innanzitutto che avevo letto in giro molte recensioni in cui si diceva che ai lettori a cui era piaciuto il primo volume non sarebbe piaciuto il secondo e viceversa. Per me non è stato così. Il primo volume mi è piaciuto parecchio, e ho apprezzato molto anche il secondo.
In questo volume, Mara è alle prese con una situazione ancora più complessa di quella che le si era presentata nel primo romanzo della serie: Jude è vivo, ed è tornato per tormentarla. Il suo ex fidanzato che in quella notte terribile in cui Mara ha fatto crollare il Manicomio aveva tentato di violentarla è vivo, al contrario di quanto tutti possano pensare.
Ma Mara stavolta è sola. Non c'è più la sua famiglia a supportarla, e i suoi genitori per primi ritengono che abbia bisogno di stare in un istituto psichiatrico per curarsi. L'unico che le resta costantemente accanto e che le crede è Noah, il suo ragazzo, disposto a tutto pur di restarle accanto e non lasciare che le succeda qualcosa.
Ma quello che deve affrontare Mara è molto più complesso e inquietante di quanto sembra.
Jude torna nella sua vita e lo fa da autentico stalker: vuole terrorizzare Mara. 
Per farle sapere che è vivo e che ha intenzione di fargliela pagare per quello che è successo, la perseguita costantemente: le scatta foto mentre dorme, la minaccia anche se indirettamente con dei messaggi e dei "regali" alquanto macabri, corrompe le persone che le stanno intorno per farle recapitare dei messaggi che le ricordino quanto lui sia vicino, e soprattutto che può fare del male a lei o alla sua famiglia quando vuole.
E' così che, terrorizzata e trascinata da un istituto psichiatrico all'altro, Mara tenta di capire come dimostrare a tutti che non è matta e che Jude è tornato davvero. E che può fare del male a chiunque le sia vicino.

In questo secondo volume della serie, è stato sicuramente più semplice capire le dinamiche della vicenda: mentre nel primo era difficile distinguere tra sogno e realtà, tra incubi e allucinazioni, in questo secondo volume si percepisce molto più chiaramente la differenza tra tutti questi momenti. Mara non smette di avere allucinazioni o di fare strani incubi, ma ormai siamo nel mezzo della vicenda e sicuramente ormai è un po' più chiaro in che direzione la storia si sta muovendo.
Anche stavolta la Hodkin è riuscita a costruire un romanzo dal quale non è semplice staccarsi: le vicende si intrecciano velocemente l'una con l'altra, sempre più strane ed intriganti, a volte un po' macabre e magari non comprensibili sin da subito, ma arrivati ad un certo punto, nel romanzo si cominciano a tirare le somme di quanto successo.
No, non si trova risposta a tutte le domande che si presentano nel corso della vicenda, ma sicuramente quella che ci presenta Michelle Hodkin con questo romanzo è una svolta, un primo mattone per aiutarci a capire veramente chi è Mara Dyer.

A proposito di Mara, in questo secondo volume l'ho trovata migliorata: testarda, decisa a provare di non essere pazza, pronta a difendere le persone che ama.
Dall'altra parte c'è Noah, dolce quanto coraggioso, testardo anche lui e anche un po' pericoloso.
A proposito dei personaggi, anche quelli secondari sono pienamente attivi nella vicenda, e le loro storyline e le loro azioni si collocano perfettamente nella trama e la arricchiscono.
Degno assolutamente di nota poi è anche Jude, un cattivo inquietante e deciso a vendicarsi a tutti i costi.

Sicuramente un ottimo seguito per questa trilogia, un libro che tiene incollati alle pagine e che ha degli ottimi elementi dalla sua: l'azione e l'intrigo tipici del thriller psicologico, gli elementi paranormal e infine una piccola dose di romance che non gusta mai e soprattutto che non monopolizza la trama.



Il mio voto per questo romanzo è quattro riccetti!

sabato 1 marzo 2014

Dal libro al film #6: "The Book Thief", tratto da "Storia di una ladra di libri" di Markus Zusak


Cari visitatori della Tana,
è tempo di un nuovo appuntamento con la mia rubrica dedicata agli adattamenti cinematografici dei libri.
Oggi scrivo questo post per parlarvi di The Book Thief , il  film tratto dal romanzo Storia di una ladra di libri di Markus Zusak, che uscirà in italia con questo titolo il prossimo 27 Marzo, mentre sia negli USA che nel Regno Unito è già uscito da un po' di tempo.

Come sapete ho amato moltissimo il romanzo, che fino ad ora resta una delle mie migliori letture del 2014, e non potevo resistere a lungo senza vedere il film, così ho deciso di vederlo in lingua originale, grazie ad internet, che tutto può!
Ma come sempre, cominciamo dal romanzo!


IL LIBRO

Nella Germania della Seconda guerra mondiale, quando ogni cosa è in rovina, una bambina di nove anni, Liesel, inizia la sua carriera di ladra. All'inizio è la fame a spingerla, e il suo bottino consiste in qualche mela, ma poi il vero, prezioso oggetto dei suoi furti sono i libri. Perché rubarli significa salvarli, e soprattutto salvare se stessa. Liesel infatti sta fuggendo dalle rovine della sua casa e della sua famiglia, accompagnata dal fratellino più piccolo e diretta al paese vicino a Monaco dove l'aspetta la famiglia che li ha adottati. Nell'inverno gelido e bianco di neve, il bambino non ce la fa, ed è proprio vicino alla sua tomba che lei trova il primo libro. Il secondo, invece, lo salva dal fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. Col passare del tempo il numero dei libri cresce e le parole diventano compagne di viaggio, ciascuna testimone di eventi terribili ai quali la bambina sopravvive, protetta da quei suoi immortali, straordinari, amorevoli angeli custodi.




IL FILM


Storia di una ladra di libri è stato girato lo scorso anno in Germania, tra Febbraio e Aprile.
La regia è stata affidata a Brian Percival, regista inglese che già si era occupato di adattamenti importanti, come quella di North and South, serie TV in quattro episodi tratta dall'omonimo romanzo di Elizabeth Gaskell e quella di The Ruby in the Smoke, dal romanzo di Philip Pullman.
Nel cast troviamo la giovanissima Sophie Nélisse nei panni di Liesel Meminger, Geoffrey Rush nei panni di Hans Hubermann ed Emily Watson in quelli di sua moglie Rosa.
Ben Schnazer interpreta Max Vanderburg, mentre Nico Liersch recita nei panni di Rudy Steiner.
Troviamo, oltre a tutti i personaggi, anche il narratore, la Morte, che viene "interpretata" da Roger Allam, voce che ci trasporta attraverso le vicende di Liesel e della sua famiglia.
Il cast è sicuramente azzeccatissimo nei vari ruoli, e ho apprezzato in particolare Geoffrey Rush, attore che ho visto recitare nei ruoli più diversi (da quello di Barbossa nella serie Pirati dei Caraibi a quello dello psicologo Lionel Logue ne Il discorso del Re e infine nei panni di Virgil Oldman ne La migliore offerta) e che sullo schermo è magnetico. Interpreta superbamente il ruolo di Hans, riesce a rendere tutto l'amore che quest'uomo ha per la vita e per la libertà, ma soprattutto l'amore che ha per la sua famiglia e per Liesel in particolare. Ma Hans ha anche dei momenti di sconforto, di paura, e Rush riesce a bucar lo schermo soprattutto in quelli.
Emily Watson dall'altra parte riesce benissimo nei panni di Rosa, una donna all'apparenza severa e incapace di amare, ma che nasconde un gran cuore.
Ho trovato molto carini i due giovani del cast, Sophie Nélisse e Nico Liersch, e sicuramente bravissimo anche Ben Schnazer.
Ho molto apprezzato che il cast recitasse in un inglese dal marcato accento tedesco, e che ogni tanto fossero inserite anche delle frasi in tedesco, che secondo me in qualche modo riescono a rendere meglio il contesto in cui il film è ambientato.

Ottima prova del cast quindi, ma per quanto riguarda la sceneggiatura, questa contiene alcuni elementi diversi rispetto al romanzo, che nel complesso non stonano nel film, ma che risultano evidenti per chi ha letto il romanzo.
Ad esempio, Liesel non confessa mai a nessuno che la sua famiglia nasconde Max, e nessuno arriva mai a sospettarlo, mentre nel film Rudy viene a scoprirlo, dato che Liesel porta con sé il libro che Max le ha regalato (cosa che nel libro non accade, perché Liesel, nonostante la sua giovane età, è molto attenta).
Tra le modifiche, sicuramente c'è stato quello del personaggio di Max, che nel libro è sicuramente un personaggio molto presente importante, ma che nel film diventa ancora più incisivo, ed io considero questo un punto assolutamente favorevole dell'adattamento.
Per esigenze cinematografiche ovviamente sono state accorpate alcune scene ed eliminate delle altre che invece mi sarebbe piaciuto vedere, ma nel complesso non posso dire che questo adattamento non mi sia piaciuto, anzi.



Storia di una ladra di libri è una storia bellissima da vedere anche sullo schermo, ed è accompagnato da una splendida colonna sonora, il cui autore è John Williams, vincitore di cinque Oscar per la miglior colonna sonora originale, tra cui quello per i brani composti per  Schindler's List e autore di colonne sonore per i film più famosi, da Harry Potter e la Pietra Filosofale e Harry Potter e il prigioniero di Azkaban a Memorie di una Geisha, War Horse e Lincoln. Proprio per la colonna sonora di Storia di una ladra di libri corre anche quest'anno per l'Academy Award.

Ho letto tra le critiche una che affermava che il film non rende bene il periodo storico-sociale in cui è ambientato. La prima cosa che ho pensato è stata che la gente proprio a leggere i libri dai quali sono tratti i romanzi non ci pensa mai.
Zusak nel romanzo è stato capace di costruire e rendere gli orrori provocati dalla guerra e dalla politica Nazista in Germania poco a poco, tanto che anche il lettore realizza poco a poco quali sono. Il film riesce a rendere bene anche questo elemento: l'aggravarsi della guerra è reso attraverso i bombardamenti sempre più frequenti e dalla miseria sempre più profonda in cui vivono le famiglie della Himmelstrasse, mentre l'introduzione delle leggi razziali e il trattamento riservato agli ebrei sono resi non solo attraverso la storia di Max, ma anche attraverso alle "sfilate" di ebrei alle quali Liesel e Rudy assistono. 
Né il romanzo né il film vogliono essere un documentario sulla Seconda Guerra Mondiale o sull'Olocausto, ma entrambi sono capaci di riportare alla perfezione gli accadimenti e le situazioni di quel terribile periodo, che culminano nel finale, che nel film così come nel romanzo, è molto commovente.

In conclusione,  vi consiglio di vedere il film. Personalmente vi consiglio di vederlo in lingua originale, ma se invece volete aspettare l'uscita italiana, vi ricordo che sarà il 27 Marzo.

A presto con un nuovo adattamento di cui parlare!

mercoledì 26 febbraio 2014

Le Cronache del Fandom #3: The White Queen


Cari visitatori della Tana,
torna anche questa settimana la mia rubrica dedicata alle serie TV.
Oggi voglio parlarvi di una serie del 2013, The White Queen, andata in onda la scorsa estate nel Regno Unito.






Prodotta dalla BBC e divisa in 10 episodi, The White Queen si basa sulla tre dei romanzi della serie La guerra dei cugini (La regina della Rosa Bianca, La regina della Rosa Rossa, La futura regina) di Philippa Gregory.

Ambientata durante la Guerra delle Due Rose, che ha visto contrapposte le casate degli York e dei Lancaster per circa un trentennio, dal 1455 al 1487, The White Queen racconta in realtà le vicende delle tre regine protagoniste di questi anni: Elizabeth Woodville, Margaret Beaufort e Anne Neville.

Elizabeth non era destinata a diventare regina. Suo marito infatti era un Lancaster, ed era stato ucciso in una delle battaglie contro gli York, le sue terre espropriate. Su consiglio della madre Jaquetta, Elizabeth decide di incontrare il nuovo re, Edward, e di chiedere che le terre vengano restituite ai suoi due figli, legittimi eredi.
Edward porta già con sé la fama di donnaiolo, nonostante la giovane età, e nel momento in cui incontra Elizabeth, nel momento stesso in cui si guardano negli occhi per la prima volta, lui comincia a desiderarla. 
A onor del vero bisogna dire che Elizabeth non cede facilmente, nonostante Edward sia il re. Lo costringe piuttosto ad un matrimonio, anche se segreto. 
E' da quel momento che comincia il difficile cammino di Elizabeth Woodville verso il trono. La sua famiglia, in particolare uno dei fratelli, è convinto che quel matrimonio segreto sia illegittimo, e che Elizabeth è stata ingannata, e poi perché Edward doveva sposare una principessa francese. Ma sorprendendo tutti, il re riconosce Elizabeth come sua moglie davanti alla corte, e poco tempo dopo avviene l'incoronazione.
Fondamentale per la riuscita del piano di Elizabeth è Jaquetta, donna e madre impeccabile, ma che ha anche un dono importante, quello di vedere il futuro e di scoprire il destino di Elizabeth. Jaquetta sa già che Elizabeth sarà regina, ed è pronta ad affrontare insieme a lei tutte le difficoltà che la figlia dovrà incontrare una volta a corte.
Infatti la nuova regina non è affatto la benvenuta, e dal momento dell'incoronazione la sua storia si intreccia non solo con quella della famiglia reale, ma anche con quella della famiglia di Richard Neville, conte di Warwick, il creatore di re, e con quella di Margaret Beaufort, madre di Henry, erede al trono della casa Lancaster.
Elizabeth è disposta a tutto per proteggere sé stessa e suo marito, ma dall'altra parte
Margaret è altrettanto determinata a proteggere il figlio Henry per farlo diventare un giorno re d'Inghilterra. 
Anne, figlia di Richard Warwick, all'inizio della serie invece è soltanto una ragazzina che vive nell'ombra della sorella Isabel, destinata ad andare in sposa a George, duca di Clarence e fratello del re.
Ma la vita di Anne è destinata a cambiare in fretta, dato che suo padre continua a imbastire alleanze e a voler creare sotterfugi per non perdere la sua posizione e scegliere per il trono una persona a lui  congeniale. Quando Warwick decide di allearsi con i Lancaster per mettere George sul trono e far diventare così Isabel la nuova regina, però, le sue aspirazioni superano le reali possibilità di riuscita del suo piano. Nonostante tutto, Anne riesce a sfuggire al crollo del castello di carte che il padre aveva voluto costruire e a tornare in Inghilterra, al fianco di Richard, secondo fratello del re. E' proprio ciò che le succede durante gli anni della guerra a farla maturare e a renderla una donna, anche lei pronta a tutto per rimanere libera e soprattutto per salire sul trono.

Tra intrighi, tradimenti, intrecci molto complicati, i tre libri scritti da Philippa Gregory prendono corpo sullo schermo, in una vicenda che seppur basata sulla storia, non contiene tantissime verità storiche, ma molti elementi romanzati.
Ciò non toglie che sia un'ottima serie, con un cast che funziona alla perfezione.
Ho apprezzato moltissimo sia Max Irons che interpreta re Edward, sia David Oakes e Aneurin Barnard, che interpretano i fratelli del re, George e Richard.
Rende bene sullo schermo anche Rebecca Ferguson nei panni di Elizabeth Woodville, ma anche le altre due regine, interpretate da Amanda Hale (Margaret) e Faye Marsay (Anne Neville). 

Se siete appassionati dei romanzi della Gregory, certo non potete perdervi questa serie, ma la consiglio anche a chi cerca una serie TV storica che non sia fantasiosa come Reign. In confronto, The White Queen detiene la verità assoluta, storicamente parlando, anche se ripeto, gli elementi romanzati rispetto a quanto storicamente accaduto non sono pochi.
E poi questa serie ha tutti gli elementi che servono a renderla una serie vincente: un buon cast, una buona trasposizione dei romanzi, ottima ricostruzione storica per quanto riguarda le ambientazioni, le scenografie e soprattutto i costumi ed infine la giusta dose di romanticismo, intrighi, sotterfugi, alleanze e colpi di scena.
E poi ha un pregio ulteriore: sono solo 10 episodi e non ci saranno altre serie, quindi per chi non ama perdersi in serie pluristagionali, direi che è l'ideale.


Aspetto come sempre di sapere cosa ne pensate, se avete già visto questa serie oppure se avete intenzione di vederla.
Spero come sempre di avervi incuriositi.
A presto, con altre serie TV !

lunedì 24 febbraio 2014

Recensione di "Angelize" - Aislinn

Cari visitatori della Tana,
oggi è tempo di una nuova recensione!
Grazie al gruppo di lettura organizzato da Giusy del blog Divoratori di Libri ho letto finalmente Angelize di Aislinn.
Chi di voi mi segue da un po' saprà già del mio amore per le storie che trattano di angeli. E' un tema che mi ha sempre attirata molto e rispetto al quale so essere molto critica, quindi non potevo certo non leggere il romanzo di Aislinn.
Angelize è il primo volume di una duologia edita da Fabbri. E' uscito nel 2013, le pagine sono 440 e il prezzo è di € 16,00.



TRAMA
Essere un angelo è terribile. Non provi emozioni, non puoi toccare, mangiare, amare. Per questo molti di loro cominciano a desiderare la vita terrena per provare quello che non hanno mai sperimentato nell'eternità. Per liberarsi dalla condizione eterea hanno solo un mezzo: uccidere un essere umano che prenderà il loro posto. Un gruppo di vittime, però, non si è rassegnato a questo poco invidiabile destino e ha trovato il modo di reincarnarsi in corpi nuovi che sono una via di mezzo tra angeli e uomini. Di nuovo sulla terra, questi angeli bastardi vorrebbero soltanto ricucire i pezzi di vite bruscamente interrotte, finire gli studi, ritrovare amori perduti. Come Haniel, privo di regole e affamato di sesso, che "indossa" ora il corpo di una ragazza. O come Hesediel, che cerca di far capire alla donna che ama che è tornato dalla morte, e che adesso è in grado di guarire da qualsiasi ferita. Ma gli angeli "puri", quelli che non hanno mai ceduto alla tentazione della carne, sono in caccia, armati di spada e fuoco celeste, decisi a spazzar via le abominazioni. Per sopravvivere gli "angeli bastardi" dovranno dar battaglia a forze molto più grandi di loro e prepararsi a terribili sacrifici...



LA MIA OPINIONE

Haniel, Rafael ed  Hesediel sono i protagonisti di questo romanzo, in cui alcuni angeli decidono di reincarnarsi perché stanchi di vivere senza sentire nulla. E' per questo che si rivolgono alla Dea, figura dai poteri simili a quelli di Dio ma allo stesso tempo a lui opposta.
Una volta sulla terra però i loro problemi sono tutt'altro che finiti: possono sentire, toccare, mangiare, ma devono nascondersi costantemente perché gli angeli puri sono sulle loro tracce, con l'intenzione di sterminarli, perché "impuri".
Tra scontri epici che ricordano un po' quelli di Supernatural e una caccia sempre aperta, Angelize è un romanzo che racconta una storia di angeli in una chiave molto originale e accattivante.

Ma andiamo con ordine: volevo leggere Angelize da moltissimo tempo, e sono contentissima di aver avuto la possibilità di farlo tramite un gruppo di lettura al quale ha partecipato la stessa Aislinn intervenendo per spiegarci un po' di cose sul suo romanzo.
E poi ovviamente ero curiosissima di leggerlo perché mi aveva catturato già dalla trama: niente romanticismo, anzi, solo angeli che si scontrano tra di loro, pronti ad uccidere senza battere ciglio, strumenti di un Dio freddo e calcolatore.
I tre angeli protagonisti di questa storia, così come gli altri angeli bastardi, hanno una storia

comune alle spalle: erano persone normali, con una vita, dei sogni, ma anche degli incubi alle spalle. Sono stati ingannati da altri angeli, che li hanno fatti morire in quelli che sembravano incidenti, ma che in realtà erano piani ben architettati affinché tali angeli potessero incarnarsi.
Ma Haniel, Hesediel e Rafael non si sono certo arresi alla loro condizione incorporea, e fanno di tutto per tornare tra gli umani.Tornati nella grigia e uggiosa Milano, hanno il solo obiettivo di sfuggire agli angeli puri che danno loro la caccia, ma tra un attacco e l'altro abbiamo la possibilità di conoscere questi tre protagonisti caratterizzati benissimo: Haniel si chiamava Daniele, e ha trascorso gli ultimi anni della sua vita dormendo sotto i ponti o in qualche rifugio di fortuna, solo al mondo. E' l'unico angelo che si è reincarnato nel corpo di una donna, e per questo è seriamente arrabbiato con la Dea. E' pieno di rancore e di rabbia, sempre pronto allo scontro e soprattutto senza peli sulla lingua. Rafael è il suo esatto opposto. Nella sua vita precedente si chiamava Giacomo, e porta ancora i tratti della persona che era, buono, pacifico, pronto a scendere a compromessi per evitare lo scontro.
Hesediel invece si chiamava Christian. Quando era ancora umano era innamoratissimo di Elena, e una volta tornato vuole tornare con lei, ad ogni costo. Testardo, egocentrico e molto amareggiato per come si è fatto ingannare, è pronto ad andare contro tutto e tutti pur di riavere il suo amore.
Di tutti loro conosciamo i ricordi, i segreti e le speranze, e le loro voci si alternano in maniera molto equilibrata nel corso del romanzo. Dai protagonisti sono rimasta veramente colpita, ma dall'altra parte non sono riuscita ad immedesimarmi completamente con nessuno di loro, dato che sono molto lontani dal mio modo di essere,  e qualche volta mi è riuscito difficile capire il perché delle loro azioni, soprattutto all'inizio. E' stato solo scoprendoli che man mano ho capito il loro modo di fare e di pensare.Dall'altra parte ci sono gli angeli puri: un esercito di creature ciniche, spietate e crudeli comandare da Mikael, che ha fatto della caccia agli ibridi la sua unica ragione di vita.

E' davvero impressionante il modo in cui sono resi bene anche questi angeli: siamo abituati a leggere di angeli compassionevoli e misericordiosi, mentre questi sono l'esatto contrario.
Mi hanno ricordato molto gli angeli di Supernatural, in particolare Uriel, Zachariah e Metatron.
Ho trovato i puri allo stesso tempo inquietanti e affascinanti.

Mi è piaciuto lo stile dell'autrice: molto diretto, senza troppi fronzoli.
Tuttavia ci sono poche descrizioni, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto fisico dei protagonisti, ai quali ho potuto affibbiare un volto solo grazie al dreamcast scoperto in alcune delle tappe con il gruppo di lettura.
Il finale è stato un po' spiazzante, ma sono confortata dal fatto che ci sarà un secondo volume e che tutto non finisce qui! Indubbiamente la parte finale è ben costruita e scorre velocemente, mentre quella centrale è un po' più confusa, ma nel complesso Angelize resta un buon fantasy, di livello molto più alto rispetto ad altri fantasy d'esordio che ho letto.
 


Il mio voto per questo romanzo è quattro riccetti!

domenica 23 febbraio 2014

Clock Rewinders #41


Cari visitatori della Tana,
torna anche in questa Domenica di Febbraio torna Clock Rewinders,  la rubrica settimanale ideata dai blog On a Book Bender e 25 Hour Books.
Troverete qui un riassunto della settimana, che riguarda questo blog, i blog che seguo, le mie letture e un po' di quello che mi passa per la testa sul momento.



{La settimana appena trascorsa nella Tana}

{La settimana appena trascorsa nella blogosfera}
  • Anche Amaranth ha stilato la sua Top Ten dei motivi per cui ama essere una lettrice e una book blogger;
  • Giusy  e Leda hanno recensito Onyx di Jennifer L. Armentrout;
  • Jerry è tornata con la sua rubrica Classici...che passione! Questa settimana ci ha parlato di La piccola principessa;
  • Denise ha recensito Bloodlines di Richelle Mead;
  • Leb ha recensito Warm Bodies di Isaac Marion;
  • Anche Siannalyn ha letto un romanzo della Armentrout, Obsidian;

{Serie TV}

Nota bene: questa settimana potrei dare il peggio della fangirl che è in me. Io vi ho avvertiti!
Come già vi avevo anticipato Domenica scorsa, Lunedì ho seguito la diretta della 2x01 di My Mad Fat Diary, che è tornato in TV dopo un anno.
Che dire? Un'esplosione di feelings. Di quelli che ti fanno ridere, piangere, ti mettono in ansia e ti fanno venire il mal di pancia. Tom Bidwell è uno dei migliori autori di serie TV che c'è in giro e dammit, sta dando davvero il meglio di sé.
Per il resto, che io ami questa serie con tutto il mio cuore lo avete già capito, e la season premiere è stata davvero all'altezza delle mie aspettative. Il finale mi ha spezzato il cuoricino, ma un po' me lo aspettavo. Insomma, era nell'aria.
In compenso non riuscirò più ad ascoltare No Diggity senza pensare...okay, sto dicendo troppo!
Ma la cosa più sconvolgente e che nessuno si aspettava è stato il fatto che la E4 ha caricato sul suo sito il secondo episodio in esclusiva. Ovviamente l'episodio era disponibile solo nel Regno Unito, ma pensate davvero che una fangirl del mio calibro si lasci fermare dalle barriere imposte da un sito web? MUHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!
Ho dovuto lavorarci un po', ma alla fine sono riuscita a vedere anche il secondo episodio. In una parola: devastante. Credo di aver pianto così tanto da essermi disidratata. Se il finale del primo episodio mi aveva lasciata triste, quello del secondo mi ha tramortita.
Ma sapete come si dice, adesso che abbiamo toccato il fondo possiamo solo risalire!
Le preview del terzo episodio non promettono benissimo, ma la speranza è l'ultima a morire.
Intanto curo la mia ossessione su Tumblr, leggendo fanfiction e rebloggando gifset come se non ci fosse un domani.

 
Grazie, Tom Bidwell, per aver scritto la miglior battuta nella storia delle serie TV!

E poi c'è stato Teen Wolf. Altro episodio più o meno Stiles-centric (che goduria!) ma dove succedono davvero tante cosine. Mi piace la piega che sta prendendo la storia, voglio saperne sempre di più, e poi dopo secoli mi hanno regalato una scena Pydia che più bella non si può (my feelings!) e che resterà nella storia telefilmica.
Per il resto, questa settimana ho visto soltanto un altro episodio, ossia il season finale di Super Fun Night. Diciamo che ero partita piena di buone speranze, e soprattutto convinta che ci fosse una seconda stagione, invece non sono rimasta per niente contenta del finale (sapete quanto odio il momento in cui uccidono le mie ship) ma sono rimasta ancora peggio quando ho saputo che hanno cancellato la serie.
Insomma, la settimana telefilmica non è stata per niente leggera!


{Crush of the week}

Sono stata seriamente tentata, anche questa settimana, di riproporvi Finn Nelson/Nico Mirallegro. Voglio dire, questo ragazzo mi sta ossessionando a livelli che...è meglio che non sappiate quanto io sia ossessionata.
Per cui, dopo un'attenta riflessione, ho scelto....


...Peter Hale! Personaggio di Teen Wolf e zio dell'adorato Derek, ancora dopo tre stagioni non si è capito bene da che parte stia (probabilmente solo dalla sua!). E' interpretato da Ian Bohen.
Dopo settimane di attori inglesi sono tornata in USA! Che sia un passo avanti verso la disintossicazione? Mh, ne dubito!



E per questa settimana credo proprio di aver detto tutto.
Mando baci e abbracci fangirlosi a tutti voi e vi auguro buona domenica!
Alla prossima!