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mercoledì 14 ottobre 2015

BlogTour "Destini Incrociati" - 3° tappa: "La ballata del cacciatore" di Alain Voudì


Cari visitatori della Tana,
come avrete sicuramente intuito dal titolo del post, oggi ho il piacere di ospitare una tappa del blogtour di Destini Incrociati, la raccolta di racconti a cura delle ragazze del blog Le tazzine di Yoko
Il blogtour si muove attraverso i tredici racconti contenuti in questa antologia e su ciascuno dei blog partecipanti troverete un approfondimento su uno di essi.
Oggi vi parlerò di La ballata del cacciatore, terzo racconto dell'antologia scritto da Alain Voudì.
Ma prima di passare al racconto nello specifico, eccovi qualche notizia su questa antologia:


IL LIBRO

Pagine: 266
Prezzo: € 2,68 (ebook) € 11,99 (cartaceo)
Link per l'acquisto: Amazon

Tredici racconti originali ed emozionanti, ciascuno con la sua particolarità e il suo fascino, riuniti in una unica raccolta, che esplora il lato fantasioso, romantico, misterioso, passionale, ironico e paranormale di promettenti autori italiani, vincitori alla prima edizione del concorso letterario Emozioni in Tazza. Lasciatevi conquistare dalle loro storie e godetevi il meglio dei generi fantasy, romance, fantascienza, urban e paranormal in un sola variegata antologia.


IL RACCONTO




Quando leggo un racconto non so mai cosa aspettarmi, soprattutto se si tratta di un racconto fantasy.
Nel caso di La ballata del cacciatore sono rimasta piacevolmente sorpresa, perché si tratta di un fantasy in cui sono inseriti elementi fiabeschi e mitici che sin da subito si sono dimostrati molto interessanti.  
Un uomo che è sempre alla ricerca di storie, seduto al tavolo di una taverna, si ritrova ad ascoltare dalla bocca di uno sconosciuto la ballata del cacciatore. Si tratta di  un racconto che affonda le sue radici nel mito e che ci trasporta in un mondo di credenze e magia, un mondo primitivo in cui gli uomini hanno rispetto e timore degli spiriti e di ciò che per loro è sacro ma soprattutto che mette in evidenza quanto i gesti che a noi sembrano più insignificanti possono avere in realtà delle conseguenze molto grandi.
Un racconto ben costruito, che ho letto d'un fiato e che ho trovato veramente unico nel suo genere. 

L'INTERVISTA ALL'AUTORE

La prima domanda, anche se è un po’ banale, è d’obbligo: chi è Alain Voudì?

A quanto si dice non esistono domande banali, ma solo risposte banali: e temo che la mia sia una di quelle.
Alain Voudì è un personaggio di fantasia, che interagisce col mondo reale solo per prendersene gioco (ha un senso dell’umorismo contorto e perverso, ma non è pericoloso: basta ignorarlo e presto si stufa e se ne va).
L’umano che ospita Alain, invece, è quanto di più noioso si possa immaginare, e non vale neppure la pena di dedicargli un pensiero. Fin troppo che paga i conti. E nemmeno sempre.

La ballata del cacciatore è un racconto molto particolare, che sin da subito mi ha trascinato in questo mondo fatto di leggende e magia. Com’è nato?

Uh, che domandona! Se volessi farne la storia completa, dovrei risalire fino agli anni ’90 del secolo scorso: il nucleo di questo lavoro è nelle storie della buonanotte che raccontavo ai miei figli da piccoli. E siccome i due pargoletti, come il loro papà, sono degli scass... sono molto esigenti, non si accontentavano delle normali favole prefabbricate: no, ne volevano di originali, improvvisate al momento su loro tema! Forte del detto “l’originalità è l’arte di celare le proprie fonti”, per sopravvivere al loro gioco ero perciò costretto ad attingere al patrimonio di miti e archetipi di cui mi ero cibato in gioventù. In particolare, per questa, mi sono rifatto a un’antica leggenda dei nativi americani, che narra appunto di un guerriero che per errore uccide un animale sacro e viene pertanto punito dagli Spiriti (che alla fin fine è l’ennesima variante del mito della violazione dell’ordine naturale delle cose, come la mela di Eva). Ci ho ricamato un po’ su, lo ammetto. Ma non sono stato né il primo né l’ultimo a farlo.

Con questo racconto hai esplorato un genere molto particolare, tra il fantasy e la fiaba. Come autore di fantasy ti piace sperimentare e inserire elementi inaspettati nelle tue storie?

Sempre: eroi che diventano cattivi (e viceversa), ragazze normalissime che sviluppano attributi inaspettati (e difficili da gestire), draghi che si fanno trattare come zerbini dalle loro seducenti vittime, banali vicini di casa che si rivelano essere orchi e fatine in incognito... (sì, sono tutte trame che ho usato di recente).
Per come la vedo io, la letteratura fantastica (della quale il fantasy è un sottoinsieme) può avere due declinazioni: quella di “fuga dal reale” per pura evasione e quella di “decostruzione del reale” a scopo di analisi, che trovo di gran lunga più interessante. Ma per decostruire la realtà devi prima di tutto indurre il lettore ad abbandonare le proprie certezze; e la sorpresa, il ribaltamento improvviso della prospettiva, l’inserzione violenta di elementi fantastici nel quotidiano (o di quelli quotidiani nel fantastico), sono gli strumenti che trovo più efficaci in tal senso. E poi sono anche divertenti, almeno per me che scrivo.

Vedresti questo racconto come parte di un progetto più ampio, come una raccolta di racconti dello stesso genere o un romanzo?

Credici o no, lo è. Ho un’intera raccolta (inedita) di racconti come questo, intitolata “Alla taverna del Gatto Guercio”, in cui un anziano pirata, ormai ritiratosi dagli affari, siede tutto il giorno ai tavoli della taverna omonima per ascoltare e raccogliere le “strane storie” dei suoi ex colleghi, come fa appunto in “La ballata del cacciatore”. Sono anni che tengo quella raccolta in un cassetto: ormai penso che la pubblicherò postuma, per ragioni di marketing (si sa che le opere di autori defunti vendono molto di più!)

Facendo qualche piccola ricerca ho visto che hai alle spalle una produzione davvero notevole e che spazia in generi diversi. Se dovessi sceglierne uno, qual è il genere che ti piace di più scrivere?

Il fantastico, in tutte le sue declinazioni. Fantasy, fantascienza, storia alternativa, horror, urban fantasy, gotico sono tutti generi in cui mi sento più a mio agio. Senza disdegnare qualche thriller, giallo, o perfino un apocrifo Sherlockiano ogni tanto, per variare un po’. Ah, e naturalmente gli erotici, che sono fantasy per antonomasia (non crederete davvero che esistano amanti come quelli che descrivo, vero? Perfino Alain Voudì è un’invenzione: chiedete alla mia ex moglie!)

Da lettore invece, quali sono i generi e gli autori che preferisci?

Idem come sopra. In generale sono un lettore compulsivo, ma quando sono costretto a scegliere di solito punto sulla letteratura fantastica in tutte le sue accezioni (esclusi i quotidiani, perché pur essendo fantasy violano la legge di Poe (*)). Autori? Da Marquez e Saramago a Eco e Murakami, a Buzzati e Calvino: basta che nutrano la mia immaginazione e vanno tutti bene. Passando per il (buon) fantasy e la (buona) fantascienza, ovviamente.
Al ruolo della letteratura fantastica ho perfino dedicato uno scambio di battute nel mio “Arrivo a Trainville”, quando una giovanissima Joanna scopre che ciò che ha letto in “Dalla Terra alla Luna” non è successo realmente:

«Ma a che serve un libro che parla di cose che non sono vere?» gli domandò disorientata. «A nutrire la tua immaginazione, Joanna. A farti chiedere come sarebbero le cose se non fossero quelle che sono. La fantasia è l’arma che ti permette di trovare soluzioni nuove a problemi vecchi, e anche a quelli nuovi. Senza inventiva, non ci sarebbe progresso. Non avremmo Trainville, se qualcuno non l’avesse immaginata quando ancora non esisteva.» Joanna rifletté su quell’ultima affermazione. Aveva un senso. «Va bene per Trainville» ammise. «Ma resta il fatto che non si può sparare una palla sulla Luna. A che serve immaginare una cosa che non si può fare, o che non è mai successa?» «Perché la tua fantasia va nutrita, non è importante il come o il cosa. Un popolo che non sappia più immaginare, sia pure cose impossibili, è un popolo che è già morto, anche se ancora non se ne rende conto.»

(*) Legge di Poe: senza una chiara ed esplicita indicazione di intenti umoristici, è impossibile distinguere la parodia di una stupidaggine dalla semplice stupidità. https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Poe

Parliamo dei tuoi progetti futuri. Hai altri racconti o magari un romanzo che potremo leggere presto?

Guarda, non hai che l’imbarazzo della scelta. All’inizio di ottobre è stato pubblicato il mio apocrifo “Sherlock Holmes e lo scottante segreto di Mrs. Hudson”; è appena cominciata la terza (e conclusiva) stagione del western alternativo Trainville, il cui primo episodio “L’Inventore” è uscito pochi giorni fa, e che proseguirà a settimane alterne fino a Natale; a novembre inaugurerò (notiziona in anteprima!) una nuova collana di Delos Digital dedicata a storie fantasy in salsa piccante; e prima di Natale dovrebbe uscire con Mondoscrittura il mio ultimo romanzo, dal titolo “Come pomodori nella macedonia” (che malgrado il titolo non tratta di cucina ma di esclusione sociale). Altra roba è per strada, ma ancora senza date precise di uscita. Come dice il mio amico Dario Tonani: “restate sintonizzati!”

IL GIVEAWAY

L'ultima tappa del blog tour ospiterà l'estrazione di quattro fortunati vincitori che si vedranno arrivare a casa una copia dell'antologia Destini Incrociati, in palio due copie cartacee e due digitali. Partecipare al giveaway è semplice, vi basterà compilare il form sottostante indicando:

- se avete commentato una o più tappe del blogtour, riceverete un +2 per ogni blog che avete visitato lasciando un segno di voi. Il form vi permetterà di dichiarare un commento ogni 24 ore, prima dell'estrazione andremo a controllare i commenti effettivi quindi non barate =P

- Se siete lettori fissi dei blog partecipanti potrete inoltre portarvi a casa un +5, ecco i link dei blog di cui potrete diventare lettori fissi in ordine di tappa (non sono tutti perché alcuni non utilizzano la piattaforma blogger):


a Rafflecopter giveaway


IL BLOGTOUR CONTINUA!


E per oggi è tutto, miei cari.
Vi invito a partecipare al blogtour per segiore gli approfondimenti sugli altri racconti, perché lo staff de Le Tazzine di Yoko ha fatto veramente un ottimo lavoro e i racconti presenti nell'antologia sono tutti molto interessanti.
Alla prossima!

giovedì 11 settembre 2014

Recensione delle novelle prequel de "Il trono di ghiaccio" - Sarah J. Maas

Cari visitatori della Tana,
è tempo di parlare di un'altra delle mie letture di fine estate -ho davvero un sacco di recensioni arretrate!
Oggi voglio parlarvi delle novelle prequel a Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas, un libro che ho deciso di leggere perché le moltissime recensioni positive sul web mi hanno incuriosita un sacco.


Prima di leggere il primo volume di questa serie, mi sono informata un po' in giro per i blog ed i canali youtube e quasi tutti consigliano di leggere queste novelle prima di iniziare la lettura del romanzo, quindi ho deciso anch'io di fare così e proprio dalle novelle ho deciso di iniziare.
Le quattro novelle sono state pubblicate tutte da Mondadori e sono disponibili in download gratuito in versione ebook.






L'ASSASSINA E IL SIGNORE DEI PIRATI
Gli assassini Celaena e Sam vengono inviati dal loro signore Arobynn Hamel a riscuotere un debito dal Signore dei Pirati, accusato di essere il responsabile di tre assassini che facevano parte della gilda. Una volta giunti alla Baia del Teschio, si rendono però conto di essere stati imbrogliati e che la vera intenzione di Arobynn era entrare a far parte della tratta degli schiavi, cosa che Celaena e Sam cercheranno di impedire ad ogni costo.


L'ASSASSINA E IL DESERTO
Celaena arriva finalmente nel Deserto Rosso, dove si addestrerà per il corso dell'estate con i Sicari Silenziosi. Potrà far ritorno a Rifthold soltanto se allo scadere dei due mesi avrà ricevuto una lettera d'approvazione dal nuovo maestro.


L'ASSASSINA E IL MALE
Celaena e Sam si rincontrano dopo aver trascorso l'estate lontani. Entrambi sono stati puniti in modo diverso, entrambi cercano di perdonare Arobynn per quello che gli è stato fatto. Nel frattempo accettano un nuovo incarico, sebbene tra loro le cose siano cambiate. 


L'ASSASSINA E L'IMPERO
Sam e Celaena hanno bisogno di un ultimo incarico particolarmente remunerativo per pagare la gilda e potersi allontanare il più possibile da Rifthold e dall'impero di Adarlan. Per questo, decidono di accettare un lavoro particolarmente rischioso che potrebbe mettere in serio pericolo le loro vite ma che, allo stesso tempo, è la loro unica possibilità di cominciare a vivere liberi.


LA MIA OPINIONE

Gli eventi narrati nelle quattro novelle (che negli USA sono uscite in una raccolta intitolata The Assassin's Blade, che di novelle ne comprende cinque) si svolgono circa un anno prima di quelli narrati ne Il trono di ghiaccio.
Protagonista assoluta è Celaena Sardothien, l'assassina di Adarlan, una ragazza di soli diciassette anni che è già nota in tutto il continente per essere l'assassina migliore che ci sia in circolazione.

Allieva del Signore degli Assassini, Arobynn Hamel, Celaena è entrata da giovanissima nella Gilda degli Assassini ed è stato lo stesso Arobynn ad addestrarla e a nominarla sua erede.
Celaena ha un futuro assicurato, diventerà potente e ricchissima, ma sino ad allora dovrà sottostare agli ordini di Arobynn.

Queste quattro novelle sono unite da un filo logico e seguono l'una all'altra, riprendendo gli eventi della novella precedente. Sono una sorta di romanzo breve introduttivo alla serie, in cui si delinea bene pagina dopo pagina prima di tutto il personaggio di Celaena, del quale mi sono innamorata immediatamente.

E' raro per me riuscire a creare un'empatia così forte con un personaggio sin da subito, ma con lei tutto è stato più semplice: è una ragazza sicura, decisa, forte, a volte arrogante, ma ne ha tutte le ragioni, dato che sa fare benissimo il suo lavoro ma che combatte anche per i suoi ideali.
Dall'altra parte Celaena però è anche una ragazza fragile, ed è nel corso delle quattro novelle che cominciamo a conoscere quest'altro lato di lei, un po' inaspettato.
Inoltre sono proprio queste novelle che ci aiutano, poco alla volta a capire quale sia il mondo in cui Celaena vive e come sia organizzato. In particolare ne L'assassina e il male e L'assassina e l'impero cominciano a delinearsi meglio le ambientazioni in cui si svolgerà anche Il trono di ghiaccio ed in particolare conosciamo la città in cui vive Celaena, Rifthold, ed i personaggi che le sono più vicini, Sam e Arobynn, sono inquadrati molto meglio.

Dato che ho già letto Il trono di ghiaccio posso dirvi che secondo me per iniziare con il piede giusto questa saga leggere queste novelle è d'obbligo. Se volete conoscere bene Celaena ed il suo background allora dovete assolutamente leggerle!
Inoltre si conoscono dei personaggi che poi non ritroveremo (purtroppo) nei romanzi, come Arobynn, che pur essendo un personaggio ambiguo, mi piace molto perché è caratterizzato benissimo, soprattutto nelle ultime due novelle. Il fatto di conoscere questi personaggi ci permette di conoscere la storia di Celaena nel modo migliore, per capire come è diventata la persona che è ne Il trono di ghiaccio.

Le mie novelle preferite sono indubbiamente la seconda e la terza: la seconda per l'ambientazione un po' da fiaba e un po' da incubo, mentre la terza perché è quella che ci fa capire un po' di più tutto il mondo di Celaena, quella in cui tutto si delinea meglio.

Dato che ho letto le quattro novelle di seguito, proprio come se fossero un romanzo, darò un voto complessivo facendo una media dei voti dati su goodreads.




Il mio voto per questa raccolta di novelle è quattro riccetti e mezzo!