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lunedì 9 settembre 2019

Recensione: "Lena e la tempesta" di Alessia Gazzola

Cari visitatori della Tana,
anche questa settimana vi propongo una nuova recensione e questa volta voglio parlarvi di un romanzo che ho letto nel corso dell'estate: si tratta di Lena e la tempesta di Alessia Gazzola.

Lena e la tempesta
di Alessia Gazzola
Garzanti
186 pagine
€ 9,99 (ebook) € 16,40 (cartaceo)


TRAMA
Si dice che ciascuno di noi, nel corso della propria vita, accumuli in media tredici segreti. Di questi, solo cinque sono davvero inconfessabili. Lena ne ha soltanto uno, ma si fa sentire dentro come se ne valesse mille. E per quanto si sforzi di dimenticarlo, è inevitabile per lei ripensarci mentre dal traghetto scorge l'isola di Levura, meta del suo viaggio. Levura, frastagliata e selvaggia, dove ha passato le estati indimenticabili della sua giovinezza. Dove non ha più rimesso piede da quando aveva quindici anni. Da quando ogni cosa è cambiata. Ora suo padre le ha regalato la casa di famiglia e lei ha deciso di affittarla per dare una svolta alla sua esistenza. Perché si sente alla deriva, come una barca persa tra le onde. Perché il suo lavoro di illustratrice, che ama, è ad un vicolo cieco. Lena non sarebbe mai voluta tornare a Levura, non sarebbe mai voluta tornare tra quelle mura. Ma è l'unica possibilità che ha. Mentre apre le finestre arrugginite e il vento che sa di mare fa muovere le tende, i momenti trascorsi dell'ultima vacanza lì riaffiorano piano piano: le chiacchierate, gli schizzi d'acqua sul viso, le passeggiate sulla spiaggia. E insieme il ricordo di quel giorno impresso a fuoco nella sua mente. II suo progetto è quello di stare sull'isola solo qualche giorno, trovare degli affittuari e ricominciare altrove tutto quello che c'è da ricominciare. Eppure nulla va come aveva immaginato. Lena non sa che quei giorni che abbronzano il suo viso chiaro e delicato saranno per lei molto di più. Ancora non sa che ci si può proteggere dalle emozioni con una corazza, ma c'è sempre qualcuno pronto a scalfirla, come Tommaso l'affascinante ragazzo che giorno dopo giorno la aiuterà a capire chi vuole essere davvero. Non sa che la verità ha mille sfumature. Che nulla è davvero inconfessabile perché la colpa spesso non è dove credevamo che fosse.

LA MIA OPINIONE

Ero più che curiosa di leggere questo romanzo. Dopo l'esperimento ben riuscito di Non è la fine del mondo volevo proprio vedere in che modo Alessia Gazzola si rapportasse ad un personaggio nuovo, con una storia personale che sin da subito si preannuncia complessa, in un romanzo autoconclusivo.

Lena ha vissuto tutte le estati della sua giovinezza a Levura, una bellissima isola siciliana sulla quale amava trascorrere le vacanze nella casa dei genitori. Poi, quando aveva quindici anni, le è successo qualcosa di terribile, che ha deciso di non confessare mai a nessuno e da allora ha deciso di non tornare più sull'isola.
Quando però la sua carriera di illustratrice arriva ad un vicolo cieco, decide di tornare a Levura per ritrovare l'ispirazione e ristrutturare la casa, ormai sua, per proporla in affitto ed avere qualche entrata extra in attesa di vendere i suoi lavori.
Lena aveva in programma di restare il tempo necessario per tirare il fiato e dare le direttive per i lavori, ma i suoi piani devono cambiare quando si accorge che la ristrutturazione non sarà semplice, ma soprattutto che stare sull'isola non è del tutto negativo per lei e per elaborare quello che le è successo, ma anche le sue emozioni. 

Quella di Alessia Gazzola con la storia che racconta in questo romanzo è stata una vera e propria sfida: raccontare di un tema complicato come la violenza sessuale in un romanzo di poco meno di duecento pagine con la giusta sensibilità non è facile.
Per apprezzare al meglio questo romanzo ho dovuto archiviare le protagoniste femminili precedenti dell'autrice e provare a capire Lena Santoruvo senza pregiudizi, perché è un personaggio nuovo, diverso, con una storia di un certo peso alle spalle.
Fatto questo, è semplice immedesimarsi nel percorso di Lena: tornare a Levura per lei significa elaborare un ricordo terribile, ma anche fare pace con le sue emozioni, che ha sempre represso al punto di non provarle nemmeno più ed infine, trovare l'inizio di un nuovo percorso che la possa rendere felice.

In questo romanzo l'autrice ci giuda attraverso un piccolo percorso di accettazione, nel quale gli ostacoli non mancano ma nel quale la protagonista trova anche un valido aiuto, Tommaso, il medico dell'isola. Il tema centrale del romanzo, che ha logorato Lena per molti anni, è trattata con tatto e sensibilità.

Lena e la tempesta è stata sicuramente un'ottima lettura estiva, breve ma mai banale, che trova proprio nella linearità il suo pregio principale, ma che forse alla fine rimane un po' troppo poco incisiva per il tema che tratta.




Il mio voto per questo romanzo è di tre riccetti e mezzo!


martedì 30 ottobre 2018

Recensione di "Il ladro gentiluomo" (Alice Allevi #8) - Alessia Gazzola

Cari visitatori della Tana,
eccomi qui a parlarvi di una delle uscite che più attendevo in questa stagione: Il ladro gentiluomo di Alessia Gazzola.
Sono una grande fan di questa serie di romanzi e quindi potete immaginare con quanta trepidazione io abbia vissuto l'attesa di questo romanzo.

Il ladro gentiluomo è uscito per Longanesi il 15 Ottobre e conta 299 pagine. Il prezzo è di € 18,60 per il cartaceo, mentre l'ebook costa € 9,99. Potete acquistare il romanzo su Amazon a questo link.

TRAMA
Alice Allevi, finalmente specialista in Medicina legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l'affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell'Istituto di Medicina legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola. Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un'autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L'ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi...

LA MIA OPINIONE

Alice Allevi aveva quasi dimenticato di aver chiesto un trasferimento: quando la terribile Wally le conferma che dall'Istituto di Roma sarà trasferita a Domodossola, proprio quando la sua storia con Claudio Conforti sembrava aver trovato una sorta di equilibrio, è peggio di una doccia gelata.
Nella speranza di trascorrere solo un breve periodo via da Roma e soprattutto da Claudio, non le resta che fare i bagagli e trasferirsi: ad accoglierla, oltre che un clima poco caldo, ci sono un piccolo istituto e un nuovo capo, che sembra proprio essere l'opposto della Wally.
Ma il lavoro, anche nella piccola Domodossola non manca e subito il pm le affida l'autopsia di un ragazzo che è morto durante una rapina in una villa. Nello stomaco del giovane, Alice trova un diamante rosa, una pietra di enorme valore.
A ritirarlo si presenta un ufficiale giudiziario elegante e dai modi cortesi, quindi Alice non esita a consegnargli la pietra.
Peccato che quello non fosse affatto un ufficiale giudiziario, ma un ladro, che sparisce senza lasciare dietro di sé alcuna traccia. 
Ancora una volta tra pasticci professionali e problemi di cuore, ci ritroviamo travolti dall'uragano della vita di Alice, che anche questa volta si ritrova a risolvere problemi più grandi di lei.

Per parlarvi di questo romanzo, parto dal dirvi che mi ha lasciata con il cuore a metà, perché ne ho apprezzato alcuni aspetti, ma non mi ha soddisfatta per altri.
Partiamo dagli aspetti positivi: mi sono piaciute le dinamiche del giallo con cui Alice ha a che fare questa volta. Per certi versi mi hanno ricordato un classico della Christie, intricata al punto giusto e sorprendente. Un intreccio meglio sviluppato rispetto a quella del romanzo precedente, Arabesque, in cui il finale troppo affrettato mi aveva delusa.
Mi è piaciuto anche il fatto che l'ambientazione nuova fosse un po' più protagonista della storia, con degli scorci che Alice ci porta ad osservare attraverso i suoi occhi nelle sue passeggiate, mentre nei romanzi "romani", la metropoli di solito sonnecchia sullo sfondo, facendo capolino solo ogni tanto.
Infine ho apprezzato il fatto di scoprire qualche retroscena in più sul passato di alcuni personaggi, Claudio in primis, ma anche la Wally ed il Supremo.

Passiamo però alle note dolorose: non ho apprezzato l'evoluzione del rapporto di Alice e Claudio in questo romanzo. Non ci girerò intorno e d'altronde non saprei quali altre parole esprimere la mia insoddisfazione su questo fronte.
Amo questi personaggi sin dalla prima lettura, e ho sempre fatto il tifo per loro - e lo faccio ancora, ma anche il mio rapporto con loro comincia ad essere complicato.
So che si tratta di personaggi diversi e che l'autrice cerca prima di tutto di mantenerli coerenti e che gran parte delle dinamiche tra di loro si basa sulle insicurezze che Claudio da ad Alice per via del suo carattere. Questo, però, porta continuamente nuovo drama nel loro rapporto e personalmente questo mi ha appassionata nei primi romanzi, ma penso proprio che in questo volume ci sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Attenzione: non sto dicendo che mi aspettavo che Claudio diventasse da un momento all'altro il principe azzurro, né che Alice prendesse una volta e per tutte le redini di questa situazione sentimentale, ma credo sia arrivata l'ora di scendere da questo rollercoaster emotivo.
E credo che anche per l'autrice sia così, dato che ha deciso di salutare, almeno per un po', Claudio e Alice, per dedicarsi a nuove storie e nuovi personaggi.

Nel complesso Il ladro gentiluomo è una lettura che vi consiglio se siete fan di questa serie, perché nonostante le montagne russe emotive, ha comunque una continuità con i precedenti e segna una sorta di confine tra questa fase della vita di Alice e quella che verrà con le prossime avventure, vicine o lontane che siano.
Alice è cresciuta moltissimo come donna e come medico legale e non posso che apprezzarla per questo motivo. Spero che in questo periodi di pausa che si prenderà, Alessia Gazzola riesca a trovare nuova motivazione e nuove storie da raccontarci su questa protagonista.


Il mio voto per questo romanzo è di tre riccetti e mezzo.



lunedì 20 novembre 2017

Recensione di "Arabesque" (Alice Allevi #7) - Alessia Gazzola

Cari visitatori della Tana, 
eccomi tornare a scrivere sul blog per una nuova recensione.
Oggi vi parlo di una delle uscite che di più attendevo quest'anno: Arabesque di Alessia Gazzola, settimo volume della serie dedicata al medico legale più pasticcione della storia, Alice Allevi.

Il romanzo è uscito come sempre per Longanesi lo scorso 13 Novembre al prezzo di € 17,60 per il cartaceo e di € 9,99 per l'ebook. Le pagine sono 350 e se volete acquistarlo su Amazon potete cliccare QUI.

TRAMA
Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall'Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. E la luminosa (forse) e accidentata (quasi sicuramente) avventura della libera professione la attende. Ma la libertà tanto desiderata ha un sapore dolce amaro: di nuovo single dopo una lunga storia d'amore, Alice teme di perdere i suoi punti di riferimento. Tutti tranne uno: l'affascinante e intrattabile Claudio Conforti, detto CC, medico legale di comprovata professionalità e rinomata spietatezza. Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c'è una donna di 45 anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all'universo - tanto affascinante quanto spietato e competitivo - del balletto classico...

LA MIA OPINIONE
Anche quest'anno è arrivata la nuova, attesissima avventura di Alice Allevi.
Inutile dirvi che l'aspettavo con trepidazione, perché in questo periodo in cui sono un po' insofferente alla lettura, questo romanzo era una delle poche certezze, quello che sicuramente non mi avrebbe fatta ripiombare nel terribile blocco del lettore. E così è stato.

Finita la specializzazione, la nostra Alice Allevi viene catapultata nel mondo della libera professione. Se vuole avere di che vivere, deve cominciare ad esercitare davvero il lavoro per cui tanto ha studiato.
Da un lato ha finalmente la tanto agognata libertà (via dalla Wally, finalmente!), ma dall'altra si sente ancora molto legata all'Istituto, soprattutto per via di Claudio Conforti.
Eh sì, perché nonostante tutto, tra il dottorino ed Alice c'è ancora un conto in sospeso, una relazione complicata che la nostra neo-medico legale non è ancora riuscita ad inquadrare del tutto. Adesso che Arthur è definitivamente uscito dalla sua vita, potrebbe dare una possibilità alla loro relazione, ma le cose con Claudio non sono mai semplici.
Ma nella vita di Alice arriva anche il primo incarico.
La vittima, questa volta, è un'ex ballerina classica, ora insegnante, che viene ritrovata nel suo giardino senza alcun segno che possa indicare una morte violenta.
Ma una volta scoperta la curiosa causa della morte, Alice è convinta che si tratti di un omicidio e anche questa volta la sua curiosità ed il suo intuito la porteranno ad addentrarsi nella vita di Maddalena, una donna che nella vita sembra aver vissuto di odio e rancore.


Le relazioni umane sono il vero mistero, più della morte. Ci illudiamo di poterle comprendere dando loro etichette banali, ma il più delle volte ci sbagliamo.
Le relazioni umane sono indubbiamente un mistero, Alice ha ragione.

E tutte quelle che ci vengono presentate in questo romanzo sono complicatissime, a partire da quella tra la nostra neo specialista in Medicina Legale ed il suo mentore, Claudio Conforti.
Il dottorino, come lo chiama affettuosamente nonna Amalia, torna nelle vita di Alice non proprio come un fulmine a ciel sereno ma sicuramente ci va molto vicino. Sembra che sconvolgere le certezze di Alice sia il suo principale hobby e la loro relazione cammina smpre sul filo di lana.
CC ad impegnarsi non ci pensa proprio, mentre Alice spera che la giostra di questa storia finalmente rallenti un po' per trovare finalmente un equilibrio.Per non parlare della relazione tra Marco, fratello di Alice, e la sua ormai ex moglie Alessandra, che trova spazio sullo sfondo di questo romanzo. Dopo pochissimi anni di matrimonio la loro relazione sembra già arrivata al capolinea e la pace apparente è mantenuta soltanto per il bene di Camilla, la paffuta nipotina di Alice.
Anche le relazioni di Maddalena Vichi non erano proprio semplici, quella con la figlia Chloe, soprattutto. Alice scopre presto che da viva non aveva mai attirato molte simpatie ed era nota soprattutto per la sua rigidità come insegnante.
La sua morte poi sembra indissolubilmente collegata all'apparente suicidio di una sua allieva, Ginevra, avvenuto dieci anni prima.

Districarsi in questa complicatissima rete di sentimenti per Alice non è affatto semplice, ma ancora una volta il suo intuito e la sua curiosità innata la conducono sulla strada giusta per comprendere la chiave di tutto.
Le pagine scorrono veloci, perché la scrittura della Gazzola come sempre riesce a trascinare chi legge nel mondo di Alice sin dalla prima pagine.
L'accostamento di un cold case ad un omicidio attuale scombina un po' le carte in tavola ed alla fine la soluzione di entrambi i casi era intuibile (e lo dico per la prima volta dopo la lettura di sei romanzi), devo ammettere di aver apprezzato di più questo romanzo per lo sviluppo dei personaggi e delle loro relazioni che per il giallo in sé.
In ogni caso Arabesque si è dimostrato una buona lettura, soprattutto per la crescita personale di Alice che scopriamo tra le pagine, come Medico Legale e come donna. 
Da apprezzare sicuramente è anche lo sviluppo, sempre coerentissimo, dell'amato-odiato (ma sicuramente più amato) CC, che ritorna protagonista della vita di Alice e non manca di stravolgerla.

Anche quest'anno ritrovare Alice è stato interessante. Leggere di lei e delle sue avventure mi lascia sempre un sorriso e tantissima curiosità per il prossimo volume, e questo è sicuramente il pregio più grande di questa serie di romanzi.


Il mio voto per questo roanzo è di quattro riccetti!

giovedì 3 novembre 2016

Le cronache del Fandom #16: L'allieva


Cari visitatori della Tana,
benvenuti ad un nuovo appuntamento con Le cronache del Fandom, la mia rubrica interamente dedicata alle serie TV.
Oggi voglio chiacchierare un po' con voi di una delle ultime serie televisive che ho visto, L'allieva, serie andata in onda su Rai 1 nell'ultimo mese basata sui romanzi della serie di Alessia Gazzola che vedono come protagonista Alice Allevi.


Il mio commento vi arriva alla fine della prima stagione di questa serie TV. L'ultimo episodio è infatti andato in onda lo scorso 31 Ottobre ed è già stata annunciato il rinnovo per una seconda stagione.

La prima stagione è composta da undici episodi della durata di 50 minuti, prodotti da EndemolShine e trasmessi su Rai 1 in prima serata. Questi episodi si basano sui primi tre romanzi della serie di libri, Sindrome da cuore in sospeso, L'allieva e Un segreto non è per sempre.

Protagonista della serie è Alice Allevi (Alessandra Mastronardi), che conosciamo come laureanda in Medicina in Sindrome da cuore in sospeso e poi come specializzanda in Medicina Legale, alle dipendenze del temibile Supremo professor Malcomess (Ray Lovelock) presso l'Istituto di Medicina Legale di Roma. Alice, distratta e pasticciona di natura sembra proprio che con quella specializzazione abbia voluto complicarsi la vita, soprattutto visto che il suo supervisore è la terribile dottoressa Boschi (Giselda Volodi) e che deve lavorare gomito a gomito con l'affascinante quanto arrogante dottor Claudio Conforti, detto CC (Lino Guanciale), del quale sembra essersi infatuata sin da subito.
Il lavoro come specializzanda la porta sempre a contatto con casi e storie diversi, ai quali Alice si appassiona e per i quali si scopre avere un ottimo fiuto investigativo. Per questo con il tempo diventa una fonte utilissima di informazioni per il vicequestore Calligaris (Michele Di Mauro).
Ma oltre che per il lavoro, Alice nella sua vita ha spazio in abbondanza per la sua famiglia, in particolare per il fratello Marco (Pierpaolo Spollon) e per nonna Amalia (Marzia Ubaldi), sua fidatissima confidente.
È proprio grazie al fratello che Alice ad una morta incontra Arthur (Dario Aita), figlio del Supremo, un giornalista che sogna di diventare un reporter e che sin da subito si fa strada nel suo cuore. 
Tra casi da risolvere, emozioni che si intrecciano e sentimenti sempre più forti, la vita di Alice poco a poco diventa un vero garbuglio che soltanto lei può riuscire a sciogliere.

Attendevo questa serie TV con aspettative altissime: voi che mi seguite da un po' sapete quanto io sia affezionata alla serie di romanzi della Gazzola e la notizia che avrebbero realizzato una serie TV basata su di essi mi aveva entusiasmata sin da subito.
Forse è stato questo il mio sbaglio: avere aspettative troppo alte. La serie non mi ha delusa del tutto, intendiamoci, ma ci sono stati degli elementi che non mi sono piaciuti.

Promuovo sicuramente il modo in cui è stato ripreso il personaggio di Alice, che sul piccolo schermo rende bene, nel complesso. Nonostante io non abbia una grande simpatia verso Alessandra Mastronardi, che la interpreta, devo dire che la protagonista è stata ben disegnata e curata nella sceneggiatura, così come il personaggio di CC, a cui l'interpretazione di Lino Guanciale ha reso sicuramente giustizia.
Al contrario, ho visto molto opaco il personaggio di Arthur. Adesso potreste pensare che io sono di parte, ma vi posso assicurare che ne L'allieva (il romanzo, ovviamente) questo personaggio a me piaceva tantissimo. Nei romanzi il fascino di Arthur si percepisce molto, soprattutto nei primi della serie, tanto da far capire anche a noi del #TeamCC perché Alice ne sia così innamorata. Partendo dal fatto che il casting per questo personaggio secondo me è stato sbagliato (anche se ho apprezzato moltissimo Dario Aita in altre produzioni), perché avrei preferito un attore che rispecchiasse più l'Arthur del romanzo, ho visto sia il personaggio che la sua storia con Alice molto appiattiti e poco emozionanti.

Il triangolo CC-Alice-Arthur secondo me poteva bastare al pubblico, senza essere sovraccaricato da quello tra Marco, il fratello di Alice, Yukino (Jun Ichikawa) e Lara (Francesca Agostini), inventato di sana pianta  e che, seppur poco presente, mi ha infastidita. Salvo invece i personaggi protagonisti di questo triangolo se presi singolarmente, insieme ad una credibilissima Ambra Negri Della Valle (Martina Stella). 
Bocciati invece nonna Amalia, che mi aspettavo completamente diversa sia nella scelta dell'attrice che come personaggio reso nella serie e l'ispettore il vicequestore Calligaris, di cui nei romanzi amo particolarmente il rapporto di fiducia, quasi paterno, che instaura con Alice, che nella serie è completamente rivisto.

Come vi dicevo, la prima stagione della serie è basato sui primi tre romanzi della serie e la trasposizione ha mantenuto i personaggi, la cui evoluzione viene nel complesso rispettata, ma non i casi di cui Alice si occupa. Infatti i casi di cui la nostra protagonista si occupa nei primi tre romanzi sono stati ridotti in episodi da 50 minuti ciascuno, che secondo me è stata un'operazione terribile. Io comprendo le esigenze di trasposizione, ma davvero, si sono ignorati i dettagli più belli e macchinosi dei casi di cui Alice si occupa -soprattutto quelli del caso Azais in Un segreto non è per sempre- e che per me hanno reso unici i romanzi.
I casi che occupano gli altri otto episodi della serie sono invece casi creati dagli sceneggiatori e paradossalmente sembrano riusciti meglio rispetto a quelli tratti dai romanzi perché appunto studiati appositamente per la TV.

Complessivamente questa serie TV non è stata una completa delusione, quindi, ma ha sicuramente ridimensionato le mie aspettative rispetto alla seconda stagione, che presumibilmente dovrebbe arrivare il prossimo autunno. Guarderò la serie con occhi diversi e cercando di tener presente il target di pubblico a cui è rivolta.
Spero che la trasposizione televisiva abbia incuriosito il pubblico rispetto ai romanzi e che questi possano avere l'apprezzamento che meritano.

E adesso?
Beh, adesso si aspetta il settimo romanzo della serie, sui cui Alessia Gazzola ha detto di essere già al lavoro, e poi...poi si vedrà.

Per oggi è tutto, lettori cari.
Alla prossima! 



lunedì 26 settembre 2016

Recensione in anteprima: "Un po' di follia in primavera" (Alice Allevi #5) di Alessia Gazzola

Cari visitatori della Tana,
oggi vi propongo in anteprima la recensione di Un po' di follia in primavera, nuovo romanzo della serie di Alice Allevi, nata dalla penna di Alessia Gazzola.

Il romanzo esce oggi, come sempre per Longanesi, e lo trovate in versione cartacea al prezzo di € 16,90, mentre in ebook a € 9,99. Le pagine sono 350.

TRAMA
Quella di Ruggero D'Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un'arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D'Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante... Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell'uomo all'apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole. L'indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta... Ma sarà quella giusta?

LA MIA OPINIONE
N.B. Sono presenti spoiler sui precedenti volumi della serie ed anche sul presente, anche se piccini.

Chi segue questo blog da un po', saprà ormai che per me, quando arriva un nuovo romanzo di Alessia Gazzola, non ci sono eventi che tengano. Metto in pausa tutte le letture in corso e mi chiudo in una sorta di bolla, isolata da tutto e tutti, finché non ho terminato di leggere l'ultimo arrivato. Non riesco a stare lontana dai romanzi di questa autrice, e ormai credo lo abbiate capito. 
Ed ecco perché, da Venerdì sera a ieri mattina, ho cercato di ritagliarmi ogni momento possibile per leggere Un po' di follia in primavera, di cui Longanesi mi ha gentilmente inviato una copia digitale in anteprima.

Alice Allevi sta per terminare la sua specializzazione in medicina legale. Incredibile ma vero, nonostante tutti i disastri combinati nel corso della sua carriera, sta per completare il percorso all'interno del terribile Istituto. E poi, sarà finalmente libera. Libera dalla Wally e dal suo cinismo, da CC e dal suo sguardo magnetico. Ma no, non sarà libera dal suo amore per la medicina legale, anche se non ha ancora proprio fatto l'abitudine alle cose terribili con le quali, a causa del suo mestiere, deve scontrarsi.
Il percorso che porta Alice verso l'agognata specializzazione con annessa tesi (sulla quale è perennemente in ritardo), non è però privo di ostacoli. Quando Ruggero D'Armento, luminare della psichiatria e stimato professionista, viene ritrovato assassinato nel suo studio, il fido Calligaris è chiamato ad indagare, e con lui, indissolubilmente, Alice.
La nostra specializzanda aveva conosciuto D'Armento nel corso della sua carriera universitaria e lo ha aveva rivisto qualche settimana prima dell'omicidio per una consulenza. L'indagine sulla sua morte si rivela piuttosto complessa, perché erano in molti ad avere un buon movente per uccidere lo psichiatra. Ma tra un'ostacolo e l'altro sul piano professionale, Alice almeno è tranquilla su quello sentimentale, dove sembra proprio essere arrivata la stabilità. Forse.

Tornare a leggere le avventure di Alice è come ritrovare una vecchia amica. Lei, magari, se n'è stata in silenzio per un po', si è allontanata, ma alla fine è tornata a chiacchierare con me e ad aggiornarmi sulla sua vita. Una vita piuttosto complicata e sempre piena zeppa di novità, ma nella quale Alice si trascina dietro anche una bella matassa di sentimenti, che sbrogliare sta diventando sempre più difficile.
Mi sono sempre sentita vicina a questo personaggio, un po' perché mi rivedo in lei e nella sua attitiudine a combinare pasticci, un po' perché so che se fosse una persona reale, saremmo davvero state delle ottime amiche. 
Romanzo dopo romanzo, ho scoperto i molti aspetti della sua personalità e ho imparato a volerle bene. Perché, lo ripeterò sempre, è impossibile non affezionarsi a lei.

Un po' di follia in primavera credo proprio sia il romanzo della maturità di Alice. È il libro in cui trova risposte a molte domande, sia a quelle del cuore, sia a quelle che riguardano la sua professione. Anche se, come tutti noi, non sa cosa le riserva il destino, sembra proprio aver trovato una strada, un obiettivo da perseguire per essere felice.
In questo romanzo l'emozione predominante è senza dubbio la malinconia, che avvolge la protagonista ed il lettore nel corso di tutta la storia. Trovare pace e stabilità, per il cuore di Alice, sembra proprio difficile. 

Anche la lettura di questo libro è stata velocissima, a conferma che Alessia Gazzola è sempre capace di scrivere storie trascinanti, sia per quello che riguarda la vita privata di Alice che per ciò che riguarda il caso che stavolta deve affrontare. La sua collaborazione con Calligaris ancora una volta si rivela preziosa per scoprire colpevole e movente dell'omicidio di Ruggero D'Armento, per la cui soluzione devono muoversi tra relazioni, ricordi e rancori. Capace di una grande empatia e con il suo fiuto investigativo innato (o meglio, ereditato da nonna Amalia), la cara Allevi anche questa volta non delude e si conferma un'ottima detective.

Vicino all'acme della serie, che per me rimane Le ossa della principessa, Un po' di follia in primavera è sicuramente una buona lettura, che apre le porte ad una fase nuova della vita di Alice e, auspicabilmente, ad una fase ancora lunga e piena di successi di questa serie. 


Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti e mezzo!

Le recensioni dei romanzi precedenti della serie:

giovedì 2 giugno 2016

Recensione di "Non è la fine del mondo" - Alessia Gazzola

Cari visitatori della Tana,
benvenuti all'appuntamento con la recensione della settimana!
Oggi vi parlo della mia ultimissima lettura, Non è la fine del mondo di Alessia Gazzola.
Come ormai saprete se mi seguite da qualche tempo, Alessia Gazzola è una delle mia autrici preferite e quando esce un suo libro, io proprio non so resistere: devo interrompere tutte le letture in corso e dedicarmi al suo romanzo. Ecco, è successo anche con Non è la fine del mondo, che ho divorato in due sere.

Il romanzo è uscito per Feltrinelli lo scorso 26 Maggio e conta 219 pagine. Il prezzo è di € 9,99 per l'ebook e di € 15 per il cartaceo.

TRAMA
Emma De Tessent. Eterna stagista, trentenne, carina, di buona famiglia, brillante negli studi, salda nei valori (quasi sempre).
Residenza: Roma. Per il momento – ma solo per il momento – insieme alla madre, rea di aver chiamato le figlie (Emma e Arabella) come le protagoniste di un romanzo Regency nella convinzione che avere nomi romantici sarebbe stato un punto di forza per loro (per essere sfottute, senz’altro).
Cosa non le piace: il chiasso. Le diete. La mondanità. Il rumore dell’aspirapolvere. La maleducazione.
La sua idea di felicità: bufera con folate di vento ululanti. Una candela, un divano e un plaid. Un romanzo rosa un po’ spinto, rigorosamente ambientato in epoca Regency. Un pacco di biscotti – vanno tutti bene, purché basti guardarli per dichiarare guerra alle coronarie. 
Sogni proibiti: il villino con il glicine dove si rifugia sempre quando si sente giù. Un uomo che non può (non deve!) avere. Un contratto a tempo indeterminato.
A salvarla dallo stereotipo della zitella, solo l’allergia ai gatti. 
Il giorno in cui la società di produzione cinematografica per cui lavora non le rinnova il contratto, Emma si sente davvero come una delle eroine romantiche dei suoi romanzi: sola, a lottare contro la sorte avversa e la fine del mondo.
Avvilita e depressa, dopo molti colloqui fallimentari trova rifugio in un negozio di vestiti per bambini, dove finisce per essere presa come assistente. E così tutto cambia.
Ma proprio quando si convince che la tempesta si sia allontanata, il passato torna a bussare alla sua porta: il mondo del cinema rivuole lei, la tenace stagista. 
Deve tornare a inseguire il suo sogno oppure restare dov’è, in quel piccolo paradiso di tulle e colori pastello? E perché il famoso scrittore che aveva a lungo cercato di convincere a cederle i diritti di trasposizione cinematografica per il suo romanzo si è infine deciso a farlo? E cosa vuole da lei quell’affascinante produttore che per qualche ragione continua a ronzare intorno al negozio dove lavora?

LA MIA OPINIONE

Emma ha appena compiuto trent'anni e dopo essere stata per anni una tenace stagista, è pronta alla svolta: essere finalmente assunta dalla Fairmont, la compagnia di produzione cinematogafica per la quale ha sgobbato per appena novecento euro al mese, con un contratto a tempo indeterminato.
Ma contrariamente ad ogni previsione, la Fairmont decide di non assumerla. Nessuna nuova prospettiva per lei, solo tanto rancore nei confronti del suo capo, Manzelli, che con la scusa della crisi ha fatto fuori lei per assumere la sua raccomandatissima collega stagista, Maria Giulia.
È così che per Emma comincia un periodo di stallo, in cui non fa altro che spedire il suo curriculum e raccattare colloqui. Proprio quando sente di aver avuto un colpo di fortuna ed aver ottenuto, tramite alcune conoscenze, un colloquio alla Waldau, Emma incrocia sul suo cammino lui, il Produttore. Pietro Scalzi sarà anche affascinante, ma ha un caratteraccio e ci mette poco a liquidare Emma con la scusa della raccomandazione.
Avvilita dall'accaduto, la tenace stagista sembra proprio voler mettere una pietra sopra al suo lavoro nel mondo della produzione cinematografica. Quasi come se il destino volesse darle una mano, incrocia sulla sua strada il negozio della signora Vittoria, una simpatica donna sulla settantina che cuce abiti artigianali per bambini.
Circondata dalla bellezza di quel mondo fatto di tessuti morbidi, volant e merletti, che sembra isolare quel piccolo paradiso dalle brutture del mondo, Emma accetta un lavoro come apprendista sarta.
E lei ancora non lo sa, ma è proprio questo il punto di svolta nella sua vita e non solo dal punto di vista professionale.

Non è la fine del mondo, come vi dicevo, l'ho divorato in due sere. Sono molto affezionata ai romanzi di Alessia Gazzola, ma ancor di più sono affezionata al modo in cui questa autrice racconta le sue storie ed i suoi personaggi.
Io ho quasi sempre problemi ad entrare in sintonia con i personaggi femminili dei romanzi che leggo, ma prima con Alice e adesso con Emma, questa difficoltà scompare quando a costruirli è Alessia Gazzola.
Emma è una provetta eroina dei romanzi regency riportata ai giorni nostri (ed il nome direi che è già molto indicativo!). Tenace, intelligente e soprattutto auto ironica, Emma ha un requisito essenziale: non si arrende mai davanti alle difficoltà ed è decisa a salvarsi da sola, quando ne ha bisogno. 
Ma della tenace stagista non conosciamo soltanto le avventure e disavventure professionali, ma per tutto il corso del romanzo ci immergiamo a pieno anche nella sua vita personale: Emma si è lasciata alle spalle una storia d'amore logorante nella quale si era ritrovata ad essere l'amante di Carlo. Adesso che è da sola, ha tutto il tempo per dedicarsi alle Nipoti, che riempiono il suo tempo libero e la rendono una zia felice.
Nel corso della storia conosciamo quindi anche il lato più tenero, sognatore e legato alla famiglia di Emma.
È proprio la combinazione di tutti questi elementi a rendere Emma un personaggio interessante, intenso, vivido e soprattutto realistico. 

Le vicissitudini di Emma sono accompagnate dai consigli preziosi di un personaggio in particolare, Tameyoshi Tessai, un autore a cui Emma è legata a doppio filo: non solo ama profondamente i suoi romanzi e per un periodo ha trattato la cessione dei diritti per quello che considera il capolavoro di questo autore, ma è anche l'autore preferito del padre, che è scomparso da diversi anni lasciando un vuoto incolmabile. Il loro rapporto non è soltanto professionale, perché Emma ha una profonda stima di Tessai anche a livello personale. Quando si vedono per pranzare o cenare insieme, con il pretesto di discutere dei diritti del romanzo, finiscono per parlare sempre delle loro vite, delle loro passioni e i loro dialoghi sono meravigliosi.
Allo stesso modo ho amato i battibecchi tra Emma ed il Produttore. È proprio in questi dialoghi che tutta la tenacia di Emma emerge a pieno, ed il loro continuo stuzzicarsi da quel fattore che rende ancor più godibile questo romanzo.

Ed io, che da questo libro mi aspettavo una storia d'amore, beh, non l'ho esattamente trovata. Non che l'elemento romantico non ci sia, ma è sicuramente secondario rispetto alla vicenda principale. Non è la fine del mondo è infatti in primis la storia di Emma, che nonostante gli alti e bassi della sua vita professionale non rinuncia ad inseguire il lavoro dei suoi sogni (ed in questo senso sono provvidenziali i consigli saggi della signora Vittoria e di Tessai) e che riesce a realizzarsi prima di tutto personalmente e con le sue sole forze. L'aspetto romantico è più marginale e quando ho girato l'ultima pagina per un attimo mi sono sentita sconfortata dal non aver trovato l'happy ending. Ma poi ho realizzato che l'happy ending in realtà c'era, solo che non era come me lo ero aspettato.

Non è la fine del mondo è la storia moderna un'eroina romantica che per molti aspetti intimi è simile proprio alle eroine austeniane, ma dall'altro è una ragazza dei giorni nostri che lotta con le sue sole forze per raggiungere l'emancipazione personale e professionale.
Un romanzo che mi ha fatto sorridere e riflettere, che riesce a trattare molteplici temi, facendoci conoscere la protagonista ed il suo rapportarsi alle cose della vita a trecentosessanta gradi.
Con il suo stile scorrevole, dinamico, pieno di umorismo quando serve, ma anche lieve e posato insieme quando si toccano argomenti importanti, Alessia Gazzola mi ha regalato un'altra ottima lettura.


Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti!

lunedì 26 gennaio 2015

Recensione in anteprima: "Una lunga estate crudele" - Alessia Gazzola

Cari visitatori della Tana,
oggi sono felicissima di presentarvi questa recensione in anteprima.
Come sapete sono una grande fan di Alessia Gazzola e della sua Alice e non vedevo l'ora che Una lunga estate crudele arrivasse in libreria, il prossimo 29 Gennaio.
Ho la fortuna di collaborare con Longanesi e quando ho richiesto una copia del romanzo per la recensione, mi hanno fornito la copia digitale in anteprima e oggi sono qui a parlarvene, a qualche giorno dall'uscita.

Una lunga estate crudele, edito da Longanesi, conta 380 pagine. Il prezzo sarà di € 9,99 per la versione digitale mentre quella cartacea costerà € 16,40.

TRAMA
Alice Allevi, giovane specializzanda in medicina legale, ha ormai quasi imparato a resistere a tutto. Da brava allieva, resiste alle pressioni dei superiori, che hanno pure avuto la pensata di affidarle la supervisione di una studentessa - a lei, che a fatica supervisiona se stessa. Resiste alle sindromi che spesso affliggono il suo cuore in sospeso, diviso, e non sempre per colpa sua tra due uomini tanto affascinanti quanto agli opposti esistenziali e caratteriali. Arthur, diventato "innominabile" per Alice dopo troppe sofferenze. E Claudio, il medico legale più rampante dell'istituto e forse dell'Italia intera, bello e incorreggibile. Alice resiste, o ci prova, all'istinto di lanciarsi in folli teorie ogni volta che, segretamente, collabora alle indagini del commissario Calligaris. Il quale, stranamente, sembra nutrire più fiducia in lei di quanta ne abbia lei stessa. Ma è difficile resistere a tutto questo insieme quando, nell'estate più calda da quando vive a Roma, Alice incappa in un caso che minaccia di coinvolgerla fin troppo. Il ritrovamento del corpo di un giovane attore teatrale, che si credeva fosse scomparso anni prima e che invece è stato ucciso, è solo il primo atto di un'indagine intricata e complessa. Alice deve fare così i conti con una galleria di personaggi in apparenza limpidi e sinceri, ma che dietro le quinte nascondono cose inconfessabili. Ma Alice lo sa: nessun segreto è per sempre...



LA MIA OPINIONE
Ogni volta che esce un nuovo romanzo di Alessia Gazzola, per me è come se arrivassero i parenti dall'America: metto tutte le letture in pausa e mi dedico soltanto al nuovo romanzo, ed il tempo passato immersa in questa lettura è sempre troppo breve.

Dall'ultima volta, poco è cambiato nella vita di Alice: è ancora una specializzanda in medicina legale un po' pasticciona che convive con la sua ex o forse quasi cognata Cordelia, il suo cuore vive ancora in sospeso tra Claudio e Arthur ma soprattutto il suo intuito investigativo e la sua passione per le indagini la portano ancora a collaborare con il fido Calligaris per una nuova indagine.
Quando in una stanza nascosta nel Teatro del Bardo dell'Avon, dove si recitano soltanto opere shakespeariane, viene scoperto il cadavere mummificato di un attore che era considerato scomparso da più di vent'anni, Alice si mette nuovamente all'opera insieme all'ispettore per scoprire la verità su quello che ha tutta l'aria di essere un omicidio.
Un altro cold case incrocia la strada di Alice, che stavolta si ritrova coinvolta nel mondo del teatro, tra persone e personaggi, misteri e vecchi segreti che poco a poco riportano a galla un passato che alcuni avrebbero voluto continuare a nascondere o dimenticare...

Ritrovare Alice, come sempre persa nel suo Paese delle Meraviglie, anche questa volta è stato un piacere. La dottoressa Allevi è ritornata a bussare alla mia porta come una vecchia amica e anche stavolta non mi sono potuta tirare indietro, abbiamo per forza dovuto passare del tempo insieme.
Ad un anno dall'uscita di Le ossa della principessa, Alessia Gazzola ha costruito una nuova avventura molto interessante per Alice, ambientate in una caldissima estate romana.
Il mondo del teatro è complicato, ha i suoi intrecci che è difficile districare, soprattutto quando si tratta di fatti avvenuti da molti anni e che qualcuno voleva nascondere, altri dimenticare. Ma anche stavolta Alice non si tira indietro, anzi, nelle indagini con Calligaris diventa più propositiva, tanto che lo stesso ispettore la incarica di interrogare alcune persone informate sui fatti e lei non si lascia sfuggire l'occasione.
Sul fronte sentimentale, i chiarimenti sono stati pochi: La storia con Arthur forse non è ancora definitivamente finita, e lui continua ad uscire e rientrare nella vita di Elis quando lei meno se lo aspetta, mentre dall'altra parte il dottor Conforti le tenta tutte per convincerla a stare al suo gioco. Ma alla porta di Alice si è affacciato anche un altro uomo molto affascinante, che potrebbe essere una persona che la aiuti ad uscire da questa impasse oppure potrebbe arrivare a complicare ancora di più il paesaggio sentimentale già molto caotico della nostra protagonista.
Scegliere è difficile e Alice non sa ancora cosa vuole. La verità è che Arthur e Claudio sono due persone molto diverse, che la fanno stare bene in modo diverso ma che non hanno mai mancato di farla stare anche male. 

Anche stavolta Alice è chiamata a risolvere misteri sul piano professionale, ma certo quelli sentimentali non sono da meno e anche stavolta la lettura di questo romanzo è stata coinvolgente a appassionante. Leggendo i romanzi di Alessia Gazzola mi accorgo sempre di più di quanto questa autrice sia brava a mixare due generi completamente opposti (chic-lit e giallo), stemperarli l'uno nell'altro fino a creare qualcosa di nuovo che me piace moltissimo.
Tirando le somme di questa lettura, devo dire che anche questa volta sia l'autrice che la sua protagonista sono riuscite a stupirmi e a conquistarmi.
Una lunga estate crudele mi ha ricordato quanto mi era mancata Alice durante quest'anno, con la sua goffagine ma anche il suo talento per le indagini, un personaggio che da quando l'ho incontrato per la prima volta è cambiato pur rimanendo sempre la stesso, è cresciuto e ci ha fatto scoprire molti lati di sé, così come Alessia Gazzola è cresciuta come autrice, il suo stile è diventato più ricco, fluido, ma non ha perso la semplicità e l'immediatezza che sin da L'allieva lo hanno caratterizzato.

Se cercate un giallo avvincente, che sappia tenervi compagnia ma che vi regali anche sei personaggi a cui affezionarvi, allora questa è la serie che fa per voi. Io me ne sono innamorata e non posso fare a meno di consigliarvela!


Il mio voto per questo romanzo è quattro riccetti e mezzo!


lunedì 20 gennaio 2014

Recensione di "Le ossa della principessa" - Alessia Gazzola

Cari visitatori della Tana,
chi di voi segue me o la pagina del blog su facebook, sa da quanto tempo aspettavo il nuovo romanzo di Alessia Gazzola, Le ossa della principessa.
Ho amato Alice Allevi sin dal primo romanzo, L'allieva, protagonista della mia prima recensione qui sul blog, e non vedevo l'ora di leggere una nuova avventura di questo giovane medico legale.
L'uscita, sempre per Longanesi, era fissata per il 9 Gennaio, ma alla fine il romanzo è arrivato giorno 16. Il prezzo è di € 17,60 e le pagine sono 346.



TRAMA
Ambra Negri Della Valle – la collega carogna per antonomasia, la ragazza perfetta che non fa che mettere la pasticciona e simpaticissima Alice Allevi di fronte ai suoi numerosi limiti – è scomparsa. Alice e Claudio Conforti (il perfido e affascinante ricercatore in medicina legale, ex di Ambra e legato ad Alice da un complicato e sfuggente rapporto) temono il peggio quando vengono chiamati dalla procura per esaminare un cadavere ritrovato in un campo. Per fortuna non si tratta di Ambra, ma di una giovane archeologa scomparsa anni prima, mentre stava per partire per una missione di scavo nei territori palestinesi. Chi l’ha uccisa e sepolta come in un rituale con accanto una coroncina di plastica?






LA MIA OPINIONE

Se c'è una cosa che devo assolutamente dire all'inizio di questa recensione è che mi è sembrato di aspettare davvero troppo per leggere questa nuova avventura di Alice, ma ne è valsa assolutamente la pena.
La cara Allevi, in questo periodo però, non è cambiata molto. Resta ancora la pecora nera dell'Istituto di Medicina Legale, un regno in cui il Supremo si ostina a voler comandare, restando attaccato con le unghie e con i denti alla sua scrivania, mentre la Wally è ancora più acida e in attesa del ritiro di Malcomess senior. Da canto suo Claudio Conforti, sexy come non mai ma gentile come un cactus, continua a schiavizzare gli specializzandi e in particolare Alice. Ma un cambiamento importante ha attraversato l'Istituto nell'ultimo periodo: Ambra Negri della Valle -perfida, elegantissima e sempre preparatissima Ape Regina tra gli specializzandi- è scomparsa. Da un giorno all'altro ha lasciato Roma ed è irrintracciabile.
A gestire l'indagine è il fido e ormai onnipresente ispettore Calligaris, che sta cercando di scavare il più possibile nella vita di Ambra per capire cosa le sia successo. Le piste che l'ispettore segue sono diverse, ma nessuna ha portato a qualche risultato, nonostante l'intervento di Alice, che ormai Calligaris ritiene essere la sua allieva.
L'indagine su Ambra non è l'unica a fare capolino nella vita del giovane medico legale. Presto infatti sono scoperti all'interno di un cantiere, le ossa di una giovane donna. Lo scheletro è in posizione fetale, e accanto ai resti viene ritrovata una coroncina di plastica, una tiara da principessa. Il cadavere non è fortunatamente quello di Ambra, ma in qualche modo la principessa è legata all'Ape Regina. La vita di Viviana Montosi e quella di Ambra
erano legate da un'amicizia adolescenziale, vissuta tra i banchi di scuola e poi interrotta bruscamente.
Ma, come Alice ha ormai imparato, dietro le apparenze c'è molto di più. E anche stavolta, guidata sempre dal caro Calligaris, Alice si ritrova coinvolta in una nuova avventura che la porta ad indagare nella vita di Viviana, una giovane archeologa che sognava l'Oriente e che aveva una vita sentimentale complicata come quella della nostra protagonista.
Alice si addentra in silenzio nel mondo di Viviana, alla ricerca dei particolari che hanno portato alla sua morte, scoprendo di avere molte cose in comune con la giovane archeologa, tra le quali un cuore spezzato e una vita sentimentale che definire tumultuosa è un eufemismo.
Tra Arthur che ritorna a fare capolino nella sua vita e Claudio che non demorde, Alice non sa proprio cosa fare.


E' proprio in mezzo a questo tumulto sentimentale e professionale che ritroviamo Alice, a distanza di un anno dall'uscita di Un segreto non è per sempre. Alice è un po' la stessa di sempre: ironica, un po' pasticciona e innamorata dell'amore, ma il suo istinto investigativo non ha nulla che invidiare a quello di Tempe Brennan. Tuttavia ho trovato anche un' Alice che cambia, che cresce, e che cerca di capire qual è il suo posto nella vita e qual è il posto del suo cuore.
Ancora una volta sono riuscita ad immergermi completamente in questa avventura, raccontata dal punto di vista della protagonista, ma ai capitoli raccontati dal PoV di Alice sono alternati ricordi di Viviana e di altri personaggi coinvolti nella missione a Gerico.
Ho divorato il libro in due notti, e devo dire che uno dei pochi romanzi che ho letto nell'ultimo periodo che è riuscito a tenermi sveglia, in costante attesa di conoscere gli sviluppi dei casi che Alice e Calligaris stanno seguendo. Anche perché devo confessare che Alessia Gazzola è una delle poche autrici di gialli che riesce a stupirmi. Ho letto tutti i romanzi della sua serie e non sono mai riuscita ad azzeccare un colpevole. Insomma, questa scrittrice è capace di costruire e studiare le situazioni nel minimo dettaglio, di far combaciare gli indizi alla perfezione e di farmi scervellare come pochi alla ricerca degli assassini.
Ancora una volta un romanzo travolgente, intrigante, pieno di mistero, ma con quel tratto di leggerezza che contraddistingue lo stile di questa autrice. Nei suoi romanzi ci sono mille sfumature, e lo stile semplice e immediato non può che farmi apprezzare ancora di più il suo lavoro. 
Oltre ad Alice, che come avrete capito è una protagonista che amo, apprezzo molto anche i personaggi che la circondano, in particolare Cordelia (la sua ex-forse attuale-magari futura cognata), Yukino (che in questo romanzo torna dal Giappone, per mia gioia) e la nonna Amalia, che, lasciatevelo dire, non ha nulla da invidiare a Miss Marple.
Ovviamente una nota merita Claudio Conforti, che ha la gentilezza e la cordialità di un Ungaro Spinato che deve proteggere le sue uova, ma che ha un fascino magnetico irresistibile.
A coronare il tutto ci sono le splendide citazioni che intitolano ogni capitolo, che vanno dalle citazioni letterarie di Lewis Carroll a quelle dei Coldplay, Mika, De André, Adele, Gotye, Renato Zero e Pearl Jam per quanto riguarda la musica, ma anche un manga come Lovely Complex (uno dei miei shojo preferiti di sempre).
Insomma, se non sono stata abbastanza chiara fino ad ora, sappiate che questo libro l'ho amato.
Alice Allevi mi era mancata tanto. Troppo. E spero che torni prestissimo!


Il mio voto per questo romanzo è cinque riccetti!

lunedì 4 marzo 2013

Recensione di "Sindrome da cuore in sospeso"- Alessia Gazzola

Ed eccomi qui, a recensire l'ultimo libro di Alessia Gazzola, Sindrome da cuore in sospeso.
Questo è il terzo libro di questa autrice che vede come protagonista il quasi medico legale Alice Allevi.

Edito da Longanesi nel 2012, conta 143 pagine. Il prezzo è di €11,60.

                                            
TRAMA:
Alice Allevi ha un grosso problema. Si è appena resa conto di non voler più diventare un medico, ma non ha il coraggio di confessarlo a nessuno, e non sa cosa fare del suo futuro. Ma siccome la vita è sorprendente, sarà l'omicidio di una persona vicina alla sua famiglia a far scoprire ad Alice la sua vocazione: la medicina legale. Forse c'entra il suo intuito, che la induce a ficcanasare dove non dovrebbe, mettendo a rischio le indagini. Forse c'entra l'arrivo della sua nuova coinquilina Yukino, una studentessa giapponese che parla come un cartone animato e che stravolge le abitudini, non solo culinarie, di Alice. Forse c'entra nonna Amalia che, con saggezza mista a battute fulminanti, sa come districarsi fra i pettegolezzi di paese. Una cosa è certa: Alice non lo ammetterebbe mai, ma se sceglierà quella specializzazione, è soprattutto per rivedere Claudio Conforti, il giovane medico legale che ha conosciuto durante il sopralluogo. Vestito in maniera impeccabile, sorriso affilato come un bisturi, occhi travolgenti. Arrogante, sprezzante e... irresistibile.


LA MIA OPINIONE:
Che io mi sia innamorata dei libri di questa autrice, ormai lo sapete, e anche questa volta ho trovato la lettura davvero piacevole.
Sindrome da cuore in sospeso non è un seguito, bensì un prequel dei due romanzi di Alessia Gazzola che vedono come protagonista Alice.
All'inizio del libro troviamo la nostra protagonista molto confusa. Si sta rendendo conto che forse non ha scelto la strada giusta nella sua vita e che la facoltà di Medicina non sembra fare più per lei. Alice però non ha il coraggio di parlarne con i suoi genitori, perchè teme la loro disapprovazione, ma proprio quando sta per vuotare il sacco, ecco la rivelazione.
Alice scopre di voler diventare un medico legale quando si trova di fronte alla morte della colf che badava alla nonna. E' proprio in questa occasione che conosce il misterioso, arrogante e sexy Claudio Conforti, promettente medico legale, ed è anche l'occasione che la porta ad avvicinarsi al mondo della medicina legale, che fino adora aveva considerato poco.
L'indagine di Alice e della nonna (una simpaticissima Miss Marple versione italiana) sulla morte della giovane colf russa è accostata dalla vita da studentessa di Alice, che comincia a frequentare l'Istituto di Medicina Legale e a combinare i primi guai.
Alice dimostra già di avere un grande intuito investigativo, ma la sua goffaggine resta immutata nel tempo.
Questo prequel è un modo per conoscere meglio non solo Alice, ma anche tutti gli altri personaggi che abbiamo visto nei primi due romanzi di questa autrice: Claudio, Lara, Ambra, il Boss, la Wally ma soprattutto Yukino, che è ancora più adorabile.
Pur essendo un prequel per apprezzalo a pieno bisogna per forza aver letto i primi due romanzi, e nonostante la sua brevità, anche questo è un libro che mi è veramente piaciuto.
Ovviamente sono già in attesa del prossimo romanzo, ormai sono davvero affezionata ad Alice e alle sua avventure e non vedo l'ora di leggere altre storie che la riguardano.



venerdì 8 febbraio 2013

Recensione di "Un segreto non è per sempre" - Alessia Gazzola

Quando un'amante dei romanzi gialli e della letteratura romance trova un libro come questo, non può fare a meno di esultare.
Presa dall'entusiasmo, dopo aver letto "L'allieva", (che ho recensito QUI) ho deciso di fiondarmi anche sul secondo libro della serie di Alice Allevi, e le mie aspettative non sono state affatto deluse.
In questo secondo romanzo, la nostra quasi-medico legale è alle prese con un'altro misterioso caso, e anche se ormai ha imparato a fare le autopsie senza combinare troppi pasticci, non riesce mai a stare fuori dai guai.


"Mi chiamo Alice Allevi e ho un grande amore: la medicina legale. Il più classico degli amori non corrisposti, purtroppo. Ho imparato a fare le autopsie senza combinare troppi guai, anche se la morte ha ancora tanti segreti per me. Ma nessun segreto dura per sempre. Tuttavia, il segreto che nascondeva il grande scrittore Konrad Azais, anziano ed eccentrico, è davvero impenetrabile. E quella che doveva essere una semplice perizia su di lui si è trasformata in un'indagine su un suicidio sospetto. Soltanto Clara, la nipote quindicenne di Konrad, sa la verità. Ma la ragazza, straordinariamente sensibile e intelligente, ha deciso di fare del silenzio la sua religione. Non mi resta che studiare le prove, perché so che la soluzione è lì, da qualche parte. Ma studiare è impossibile quando si ha un cuore tormentato. Il mio Arthur è lontano, a Parigi o in giro per il mondo per il suo lavoro di reporter. Claudio, invece, il mio giovane superiore, il medico legale più brillante che conosca, è pericolosamente vicino a me. Mi chiamo Alice Allevi e gli amori non corrisposti, quasi più delle autopsie, sono la mia specialità."

Che dire di questo romanzo?
Come il suo predecessore, l'ho adorato. C'è la giusta dose di zucchero, perchè anche stavolta seguiamo le avventure sentimentali di Alice, ma c'è anche molto mistero.
Devo dire che sono riuscita ad apprezzare ancora di più la capacità dell'autrice di costruire il giallo, e devo anche ammettere che dell'assassino, stavolta, non ero nemmeno arrivata a sospettare.

giovedì 10 gennaio 2013

Un libro per cominciare: L'allieva di Alessia Gazzola

La scelta del primo libro di cui parlare su un blog secondo me non è mai semplice.
Avrei potuto scegliere un grande classico così come un best seller, ma alla fine mi sono affidata al criterio più utile: l'ultimo libro che ho letto.
Per cui, cominciamo.


Il  libro, edito da Longanesi nella versione rilegata, conta 374 pagine.
La protagonista della storia è Alice Allevi, una specializzanda in medicina legale al secondo anno. L'Istituto all'interno del quale lavora si trova a Roma, e come ogni medico legale protagonista che si rispetti, si ritrova ad indagare sulla misteriosa morte di Giulia Valenti, una ragazza dell' upper-society romana che viene ritrovata morta nel suo appartamento, e che Alice ha incontrato il giorno prima della sua morte in un negozio.
Ma questo non è l'unico filone che segue l'autrice: accanto alle indagini, infatti ci fa conoscere la vita di Alice sotto molti aspetti, la sua famiglia, le amiche, gli uomini. Proprio a proposito troviamo accanto alla protagonista Claudio, altro medico legale, talentuoso all'ennesima potenza e ovviamente anche gran figo, e Arthur, un giornalista che Alice conosce durante una mostra fotografica.

Personalmente il libro, che ho scoperto da poco essere il primo di una serie, a me è piaciuto.
Premetto che sono un'amante dei thriller, e qui glii elementi ci sono tutti: l'omicidio, le indagini e un team di medici legali che collabora per andare fino in fondo al caso. L'elemento che sicuramente da un tono del tutto nuovo alla situazione è il fatto che Alice conosce - anche se pochissimo - la ragazza uccisa, e questo diventa come ossessionata dalla soluzione del caso, che alla fine riesce a risolvere da sola.
Per quanto riguarda la protagonista, Alice vive un po' in un mondo tutto suo, è sbadata, rischia addirittura di ripetere l'anno perché la Wally (il suo capo) non è soddisfatta dei risultati che porta.
All'inizio devo dire che il suo comportamento in alcuni frangenti della storia quasi mi irritava, perché la vedevo totalmente passiva rispetto agli eventi e a tutto ciò che le capitava, ma nel corso della storia poi ho imparato ad amarla e fare il tifo per lei.
Nel complesso il libro è un mix ben riuscito, che alterna il giallo della morte di Giulia Valenti alle avventure e disavventure di Alice, soprattutto a quelle in campo sentimentale.
Certo, per chi come me da anni legge i gialli della Christie, arriverà alla soluzione del caso già a metà libro, o comunque comincerà ad avere dei sospetti, ma quello che riesce bene all'autrice è raccontare non solo del caso, ma anche tutto il resto delle vicende che riguardano Alice, e sicuramente questo da un tocco molto interessante alla storia.
Unica pecca che ho riscontrato è che alcuni personaggi, leggendo le loro vicende, non risultano ben costruiti fino in fondo, ma questo non incide sulla vicenda.
Uno dei personaggi che ho adorato di più è sicuramente Yukino, la coinquilina di Alice, una ragazza giapponese che si trova in Italia per un Erasmus. I dialoghi tra lei e la protagonista sono davvero molto divertenti.
Credo proprio di aver detto tutto.
Alla prossima,
Anna.