martedì 4 maggio 2021

Recensione: "Come delfini tra pescecani" di Francois Morlupi

Cari visitatori della Tana, 
oggi torno a recensire e lo faccio per parlarvi di Come delfini tra pescecani di François Morlupi, uscito il 29 Aprile per Salani Editore. 



Come delfini tra pescecani
di François Morlupi
Salani Editore
416 pagine
€ 16 (cartaceo) € 8,99 (ebook)

TRAMA
È un ottimo poliziotto, il commissario Ansaldi, anche se da tempo immemore soffre di ipocondria e di attacchi d'ansia che rendono complicate anche le attività più semplici, nella vita come nel lavoro. Per fortuna il quartiere al quale è stato assegnato, Monteverde, è un'oasi di pace nel caos della capitale: un posto tranquillo, dove non succede mai niente. Forse è per questo che sotto il suo comando sono stati destinati altri quattro soggetti "particolari", come ad esempio Eugénie Loy, il suo braccio destro, che soffre di un disturbo antisociale della personalità che la rende apparentemente insensibile, una "portatrice sana di disperazione" come la definiscono i colleghi, che però riconoscono in lei ottime doti investigative. Sono così, i Cinque di Monteverde: uomini e donne alle prese con le loro debolezze, ma capaci, insieme, di trasformarle in forza. Un venerdì pomeriggio, un ultraottantenne vedovo e solitario viene trovato senza vita nel proprio appartamento, con un cappio al collo. Si direbbe un caso facile, il classico suicidio. Ma qualcosa non quadra ad Ansaldi e ai suoi, e quel piccolo dubbio si trasforma, nel volgere di pochi giorni, in un'indagine che turberà non solo la quiete di Monteverde ma anche le stanze della politica. Demolendo con sarcasmo graffiante lo stereotipo del poliziotto supereroe, Morlupi ha saputo dare un volto credibile a chi per mestiere affronta il crimine, alternando intuizioni fulminee a epiche figuracce.

LA MIA OPINIONE

Quando l'Ufficio Stampa di Salani mi ha proposto la lettura in anteprima di questo romanzo, non ho esitato un attimo: ho letto la trama e ho scelto di cominciarlo. 

Nel tranquillo quartiere di Monteverde, a Roma, non succede mai nulla. In quel caos che è la capitale, sembra essere un vero e proprio angolo di paradiso. Forse è per questo che a capo del commissariato di zona troviamo il Commissario Ansaldi, un ottimo poliziotto che però convive con ipocondria e attacchi di panico, che gli rendono complicato anche il lavoro più semplice.
Nella sua squadra, poi, ci sono degli umani altrettanto singolari: Eugénie Loy, all'apparenza insensibile, ma che conosce bene il suo mestiere, e tre agenti speciali: Leoncini, Di Chiara e l’ultima arrivata Alerami.
In un normalissimo venerdì pomeriggio, al commissariato viene assegnata un'indagine che sembra già risolta: un ottantenne viene trovato senza vita nel suo appartemento, con un cappio al collo. Apparentemente si tratta di un suicidio dettato dalla solitudine e dalla depressione, ma tutto sembra troppo perfetto, soprattutto agli occhi di Eugénie Loy.
Quando le indagini però sembrano volgere alla chiusura, un altro uomo viene trovato morto, anche lui apparentemente suicida. Quando si scopre che quest'ultimo aveva dei legami con il primo, le indagini devono necessariamente prendere un'altra strada, prendendo direzioni che riguardano la politica, il malaffare e le società sportive.

Ho letto molti noir nella mia carriera di lettrice, ma questo che ci propone François Morlupi ha dei tratti che rendono il romanzo decisamente particolare: primo tra tutti, la squadra di Ansaldi.
Tutti i poliziotti del Commissariato di Monteverde hanno dei tratti che li rendono immediatamente unici e riconoscibili.
Eugénie Loy, all'apparenza una donna di ghiaccio ma che nasconde perfettamente le sue emozioni; Alerami, giovane, inesperta e bellissima, ma soprattutto pronta ad imparare il mestiere. E poi ci sono i Ringo Boys, con Di Chiara, tifoso sfegatato della Roma e innamorato di Alerami e Leoncini, un ragazzo di colore con un debole per il nazismo. 

In una Roma che ben conosciamo, divisa tra la bellezza abbagliante e i problemi di tutti i giorni, la squadra di Ansaldi intraprende un'in indagine dal risultato sorprendente.
Lo stile è chiaro, scorrevole e non mancano i momenti di introspezione dedicati ai singoli personaggi, che ci danno modo di conoscerli ed inquadrarli meglio.
Morlupi, nel mondo caotico dei poliziotti-supereroi, ha scelto di umanizzare i suoi investigatori, scrivendo un romanzo posato ma allo stesso tempo ironico quando serve, in cui le indagini sono guidate dall'intuito ma anche da qualche colpo di fortuna. 

Nel complesso ho apprezzato molto questa lettura e ve la consiglio. Se apprezzate i noir non potete perdervi questa indagine dei Cinque di Monteverde.



Il mio voto per questo romanzo è di cinque riccetti!


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