lunedì 13 luglio 2020

Recensione: "Il giorno dei morti: l'autunno del Commissario Ricciardi" (Il Commissario Ricciardi #4) di Maurizio De Giovanni

Cari visitatori della Tana,
oggi torno a parlarvi della serie del Commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni ed in particolare del quarto volume, Il giorno dei morti.


Il giorno dei morti: l'autunno del Commissario Ricciardi
Il Commissario Ricciardi #4
di Maurizio De Giovanni
Einaudi
312 pagine
€ 14

TRAMA
Il commissario Ricciardi è il protagonista indiscutibile della scena criminale della Napoli anni Trenta. I casi che prende in consegna vengono risolti con abilità e precisione che lascia sconcertati i suoi colleghi e le istituzioni. A non tutti piace questa sua capacità che si dice sia innaturale, dettata addirittura dal demonio. Certo Ricciardi ha dalla sua un dono, quello di ascoltare le ultime parole del morto assassinato nel luogo del delitto. Un’abilità divinatoria che lo inserisce quasi in una categoria stregonesca. Eppure a volte neanche questi mezzi sembrano bastare di fronte ai misteri di certi crimini. Il Giorno dei Morti viene rinvenuto il cadavere di un bambino. Ricciardi è allertato e parte subito con la ricerca degli indizi. È un’indagine che però nasce in nefaste condizioni. Le autorità fermano ogni tipo di inchiesta perché sta per arrivare in città Benito Mussolini. Non è il caso di distogliere l’attenzione e a Ricciardi viene sottratta la pratica. Al giovane e coraggioso commissario toccherà indagare in modo clandestino, ma soprattutto dovrà indagare senza alcun indizio perché nel luogo del delitto, per la prima volta non viene avvertita alcuna voce. A questo punto un interrogativo: ha esaurito il suo dono oppure quel bambino non è stato ucciso lì? Maurizio de Giovanni torna con la sua voce inconfondibile e le atmosfere di una Napoli ipnotica e affascinante al quarto romanzo sul commissario che di storia in storia conquista e avvince sempre più lettori.

LA MIA OPINIONE

Nella pallida mattina del Giorno dei Morti, sullo scalone monumentale che porta a Capodimonte, viene rinvenuto il cadavere di un bambino. 
Ricciardi e Maione si precipitano sulla scena del crimine, ma per il commissario è una sorta di esperienza nuova. Il Fatto, che gli permette di percepire gli ultimi pensieri dei morti di morte violenta, non si manifesta. Apparentemente quindi sembrerebbe che il bambino, uno scugnizzo come tanti altri piccoli dei quartieri poveri, sia morto per cause naturali. Ma a Ricciardi il quadro non è chiaro e proprio per questo chiede al dottor Modo di eseguire l'autopsia.
Quando ottiene i risultati, il quadro diventa ancora meno chiaro: il piccolo è morto avvelenato, ma allora perché Ricciardi non riesce a vedere il suo spettro? Eppure andando in giro per la città la maledizione che si porta dietro continua a tormentarlo...

In una Napoli grigia, sotto un velo di pioggia quasi perenne e alla vigilia del Giorno dei Morti,  il Commissario Ricciardi deve destreggiarsi in un'indagine complessa, che ad ogni passo gli porta nuovi dubbi ed elementi su cui riflettere. La mancanza dello spettro del bambino, il fatto che Mussolini stia per arrivare in città e che il vicequestore preferisca archiviare in fretta l'indagine per dare un'immagine della città che sia il più pulita possibile quando lui invece sente che l'avvelenamento del piccolo non è stato accidentale come sembra. E poi quel cane, il cane che aveva vegliato il cadavere del bambino che lo segue ovunque, come per spingerlo alla ricerca della verità portano Ricciardi a non fermarsi alla superficie di questa storia. 

Sempre più appasionante, questa serie di gialli mi sta catturando sempre di più. A rischio di essere ripetitiva, devo ribadire quanto io apprezzi lo stile di De Giovanni, che ha una penna quasi poetica nelle descrizioni di Napoli ma soprattutto dei sentimenti e degli stati d'animo dei suoi personaggi.

inoltre ancora una volta vi consiglio di ascoltare, se ne avete la possibilità, l'audiolibro letto dalla voce meravigliosa di Paolo Cresta su Audible.

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Il mio voto per questo romanzo è di quattro ricceti e mezzo!


venerdì 10 luglio 2020

Friday News #186


Cari visitatori della Tana, 
benvenuti ad un nuovo appuntamento con Friday News, la rubrica interamente dedicata alle notizie dal mondo dei libri. Pronti a scoprire le più interessanti di queste ultime due settimane?

Cover reveal;
 
Novità sugli adattamenti;
  • Petra, la serie TV prodotta da Sky Italia basata sui romanzi di Alicia Giménez-Bartlet, che hanno come protagonista appunto l'ispettore Petra Delicado, andrà in onda a Settembre.
    Qui il trailer:


  • Usciranno entro il 2020 per la BBC gli episodi della serie Strike basati sul quarto volume della serie di Robert Galbraith, Bianco Letale;
Prossime uscite in Italia;
Prossime uscite internazionali;

  • Uscirà il 15 Settembre Troubled Blood di Robert Galbraith, quinto volume della serie di Cormoran Strike;
  • Ariverà invece a Marzo 2021 il seguito di King of Scars di Leigh Bardugo;
  • Benjamin Alire-Saenz ha comunicato di aver terminato la stesura del seguito di Aristotele e Dante scoprono i segreti dell'universo;
E per oggi è tutto, lettori cari.
Alla prossima!

venerdì 12 giugno 2020

Friday News #184

Cari visitatori della Tana,
benvenuti ad un nuovo appuntamento con Friday News, la rubrica dedicata alle notizie dal mondo dei libri. Pronti a scoprire le più interessanti?

Cover reveal;

  • Esce per Rizzoli il 16 Giugno Good Luck Girls di Charlote Nicole Davis;
  • Stepsister di Jennifer Donnelly esce per Mondadori il 23 Giugno;


    Novità sugli adattamenti;
    • Sarà prodotto per Netflix un film tratto da L'accademia del bene e del male di Soman Chainani. L'adattamento sarà diretto da Paul Feig su una sceneggiatura di David Magee e Lauren Solon.

    Prossime uscite in Italia;
    • Dovrebbe uscire a fine estate per Sperling & Kupfer Frankly in love di David Yoon, un romanzo YA;
    • I primi tre romanzi della serie Bridgerton di Julia Quinn, dai quali sarà tratta una serie TVper Netflix prevista per quest'anno, usciranno in ristampa per Mondadori il 1° Settembre;
    • L'uscita di Serpent & Dove - La strega e il cacciatore di Shelby Mahurin è stata posticipata secondo Amazon al 17 Settembre;

    E per oggi è tutto, lettori cari.
    Alla prossima!

    giovedì 11 giugno 2020

    Recensione: "Storia della bambina perduta" (L'amica geniale #4) di Elena Ferrante

    Cari visitatori della Tana,
    oggi torno a recensire un'altra serie alla quale sono molto legata, quella de L'amica geniale di Elena Ferrante. Oggi vi parlo del quarto ed ultimo volume della serie Storia della bambina perduta.

    Storia della bambina perduta 
    L'amica geniale #4
    di Elena Ferrante
    Edizioni E/O
    451 pagine
    € 19,50

    TRAMA
    Storia della bambina perduta" è il quarto e ultimo volume dell'"Amica geniale". Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e "rinascite". Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l'altro allo scontro con i potenti fratelli Solara). Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s'incontrano, s'influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell'altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del loro legame d'amicizia. Intanto la storia d'Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare...

    LA MIA OPINIONE
    (Contiene spoiler sui volumi precedenti della serie)

    Ormai mi conosco: quando mi avvicino all'ultimo volume di una serie, lo faccio sempre con prudenza e soprattutto molto, molto lentamente. Ecco perchè ho lasciato passare quasi un anno dalla lettura del terzo volume della serie, Storia di chi fugge e di chi resta, prima di avvicinarmi al libro finale di questa tetralogia.
    Spinta anche dal bellissimo adattamento di Storia del nuovo cognome, andato in onda a Febbraio su Rai 1, quindi, ho deciso di terminare questa serie, consapevole che il distacco sarebbe stato difficile.

    In questo quarto volume della serie l'aurice ci racconta la vita adulta di Elena e Lila.
    La prima, ormai raggiunto il successo come scrittrice, decide di lasciare il marito per tornare a Napoli insieme a Nino Sarratore, l'amore della sua adolescenza con cui sente di avere davver una possibilità. Lila invece, dopo un periodo più che difficile, ha aperto la sua azienda insieme ad Enzo, il suo compagno, causando nel rione un piccolo terremoto e mettendosi in aperta contrapposizione con i fratelli Solara.
    Quando Elena torna al rione insieme alle figlie per abitare nella stessa palazzina di Lila, le loro vite si intrecciano di nuovo, inevitabilmente, tornando ad incontrarsi e scontrarsi come quando erano ragazze, ma con i problemi e le responsabilità di due donne adulte.

    Questo volume conclusivo della serie, Elena Ferrante ha deciso di scavare davvero fino alle radici dell'amicizia di Lila e Lenù, fino al più profondo del loro cuore. 
    Le due amiche hanno anime simili ma allo sesso tempo contrapposte e continuano ad essere, anche da adulte, i due volti della stessa medaglia.
    Quello che risula ancora più evidente, in questo romanzo, è il modo a volte silenzioso e a volte rude, aggressivo, in cui Lila influenza Elena, sotto ogni profilo. Alla fine, mentre Lila, nonostante i segni della vita che ha vissuto riesce con caparbietà e a volte forse anche con cattiveria a rialzarsi, Elena sembra solo una spettatrice della sua vita e sono molto spesso gli altri a prendere delle decisioni per lei.
    E alla fine, nonostante i cambiamenti, le strade diverse e le distanze, questo legame d'amicizia resta indissolubile, un pensiero costante per Elena, di cui seguiamo il punto di vista.

    Sullo sfondo di una Napoli bellissima ma allo stesso tempo ferita e di un'Italia che vive un momento storico più che complicato, leggiamo l'epilogo di questa storia, di questa amicizia lunga cinquant'anni e che è stata piena di segreti ma allo stesso tempo molto vera.
    La capacità introspettiva della Ferrante è incredibile: i suoi personaggi sono imperfetti, hanno molte ombre, ma non per questo le loro vicende sono meno interessanti, anzi: non si pu fare a meno di  voler scoprire tutte le sfaccettature dei personaggi che popolano questa storia, anche le più negative.

    Nel complesso la lettura di questa saga è stata piena di alti e bassi, un po' come l'amicizia di Lila ed Elena. Allo stesso modo però è una di quelle serie alle quali non si può evitare di rimanere in qualche modo legati, che poi è quello che accade solo per i libri veramente belli.


    Il mio voto per questo romanzo è di quattro riccetti!