mercoledì 1 ottobre 2014

Roba da lettori #4: Cose che non sopporto in un romanzo


Cari visitatori della Tana,
è arrivato l'ora di un nuovo appuntamento con la mia rubrica Roba da lettori, che non pubblicavo da un po' di tempo.
Oggi vi parlo di alcune cose che no, proprio non riesco a sopportare nei romanzi.
Cercherò di limitarmi ad alcuni argomenti onde evitare poemi chilometrici, e mi atterrò ad alcuni dei cliché che mi fanno davvero innervosire.
Dove necessario, userò delle gif, magari per rendere meglio i vari concetti!


Le Mary Sue.
Ossia le protagoniste o in generale i personaggi femminili eccessivamente stereotipati.
Mary Sue è una ragazza mediamente bella, di solito porta i capelli lunghi che ama portare raccolti nel 99% dei romanzi.
Le Mary Sue più particolari hanno i capelli rossi -le ginger ultimamente vanno molto di moda- ma di solito hanno lunghi capelli biondo cenere oppure di un più comune castano.
Sono generalmente timide, molto insicure e hanno la capacità di arrossire ad ogni complimento e una sorta di tachicardia che rischia loro di causare un attacco di cuore ogni volta che il ragazzo di cui sono innamorate si avvicina.
Nel corso del tempo gli stereotipi femminili che ho incontrato nelle mie letture sono notevolmente cambiati, ma ce ne sono alcuni ricorrenti che proprio non riesco a sopportare.


  • Il brutto anatroccolo che nell'arco di venti pagine si trasforma in un bellissimo cigno;
    Ci sono quelle ragazze che passano metà del romanzo ad indossare vestiti sformati, maglioni della nonna e le immancabili All Star, girano senza trucco e vivono all'insegna della semplicità professando che credono nel fatto che la bellezza interiore sia più importante di quella esteriore. Poi improvvisamente hanno un'illuminazione e con un trattamento di bellezza improvviso e rapidissimo decidono di mettere gonne e tacchi 12 e una dose di eyeliner che Cleopatra in confronto sembrerebbe una dilettante.
    No dico, ma un po' di coerenza? Anch'io credo che in una persona la bellezza esteriore conti in modo relativo, ma preferisco un personaggio che non si nasconda dietro slogan scontati per poi avere attacchi alla Dr. Jeckyll e Mr. Hyde per riuscire a cambiare da un momento all'altro e diventare da sfigata a stangona, come se vivesse dentro una puntata di Ma come ti vesti?
    Preferisco di gran lunga le ragazze o le donne a cui piace sentirsi belle nel loro piccolo e non hanno paura di ammetterlo.
Doctor says it all!
  • Le santerelline;
    Nei romanzi ci sono spesso e volentieri quelle ragazze che stanno una spanna sopra a tutti e quasi camminano ad un palmo da terra, circondate da un'aura di virgineo candore. Insomma, quelle che predicano che no, i ragazzi non gli interessano e mai, mai e poi mai farebbero sesso con qualcuno. E poi, sempre in maniera coerente, passano metà del libro a sbavare sul co-protagonista figo di turno, sul figo della scuola o sul Gary Stu di turno.
    Non ci trovo niente di male nel fatto che un personaggio femminile sia attratto da un personaggio maschile al punto di avere delle fantasie erotiche ma le insopportabili santerelline, quelle che predicano bene e razzolano male, proprio no.
  • Le nuove arrivate;
    Non so se anche a voi è capitato lo stesso, ma negli YA soprattutto mi capita spesso di leggere di protagoniste che puntualmente sono delle nuove arrivate a scuola.
    Certo, la Meyer sulla Bella Swan appena arrivata che ha fatto strage di cuori nel paesello di Forks ci ha costruito la sua fortuna, ma davvero, ne ho abbastanza.
    Per rendere un personaggio interessante non c'è bisogno di farli attraversare il continente per trasferirle in una nuova scuola e far sì che tutta la popolazione maschile della scuola le trovi attraenti!
  • La lettrice che non legge;
    Questa categoria mi sta particolarmente antipatica, ma allo stesso tempo è molto diffusa. Molte Mary Sue sono delle lettrici, tanto che quando gli autori ce le presentano ci dicono che sono amanti della letteratura e amano immergersi tra le pagine di un romanzo, preferibilmente di Jane Austen o di Emily Bronte, ma poi nel corso delle successive quattrocento pagine non le troviamo mai alle prese con un romanzo. MAI. Non c'è una scena in cui leggano una pagina qualsiasi, nemmeno la lista della spesa.


I Gary Stu.
La mia reazione davanti all'ennesimo ciuffo
ribelle/ciocca ribelle/capello arruffato
Oltre che a quelli femminili mi sembra giusto dare spazio anche ai personaggi maschili.
Il tipico protagonista o coprotagonista maschile Gary Stu è un bel ragazzo, generalmente alto, dal fisico tonico e dagli occhi chiari -blu come l'oceano, grigi come il mare in tempesta, azzurri come il cielo o verdi come un prato di montagna- ma per gli autori più alternativi i suddetti occhi potrebbero essere anche neri come il petrolio.

Caratteristica essenziale dei Gary Stu sono i capelli. I Gary Stu hanno necessariamente i capelli arruffati, amano passarsi le mani tra i capelli e se i loro capelli non sono arruffati c'è sempre qualche ciocca ribelle oppure un ciuffo ribelle che ricade puntualmente sugli occhi nemmeno fossero degli yorkshire a pelo lungo.

Ma oltre al fisico, è necessario analizzare anche alcune categorie di Gary Stu.

  • Il bello e dannato;
    Immancabile in tutti gli YA che possano essere definiti tali ma lo ritroviamo anche nei romanzi rosa - non YA, è il tipico ragazzo bellissimo, biondo o moro non ha importanza, ma è un bel ragazzo e sa di esserlo. Ostenta la sua sicurezza e di solito ha un caratteraccio. La nostra Mary Sue non può proprio fare a meno di avere dei battibecchi con lui ma allo stesso tempo ne è terribilmente attratta.
    Per dargli un minimo di spessore generalmente a questi personaggi si accosta un passato difficile. Spesso il bello e dannato possiede una motocicletta, ha qualche tatuaggio e degli amici poco raccomandabili, ma è pronto a cambiare per la sua Mary Sue.
  • Il bello e intelligente;
    Quella del bello e intelligente è una categoria particolare, in cui facciamo rientrare tutti quei personaggi maschili che vediamo bellissimi attraverso gli occhi della protagonista femminile, ma che non sono soltanto belli fisicamente ma anche i primi della classe.
    Hanno successo a scuola o al college, sanno come compiacere i docenti, svolgono un sacco di attività e hanno anche il tempo per avere una vita sociale invidiabile, dato che frequentano i locali in, hanno degli amici in, sono invitati a tutte le feste e di solito vincono anche la corona di Re del ballo.
  • Il figlio di papà che vuole essere alternativo;
    Generalmente bellissimo e ricchissimo, il figlio di papà che vuole fare l'alternativo di solito frequenta la scuola o il college per hobby e vive per le feste e per sperperare il patrimonio di famiglia. Nel 90% del suo tempo è impegnato ad andare dietro alla Blonde and Bitch (vedi sotto), ad organizzare scommesse o corse illegali sulla sua auto o moto ultimo modello e ovviamente ad ubriacarsi alle feste.
    Capita spesso che come il Bello e Dannato abbia alle spalle una famiglia assente e frequenti compagnie poco raccomandabili, ma nel momento in cui ha conosciuto la sua Mary Sue, ha deciso di cambiare. Non dichiara mai apertamente i suoi sentimenti, ma poco a poco lo vediamo intenerirsi.

Stereotipi dei personaggi secondari.
Anche i personaggi secondari sono spesso stereotipati, in particolare gli amici dei protagonisti.
Oltre alla Blonde and Bitch, che è generalmente un personaggio secondario, incontriamo spessissimo anche:
  •  Il migliore amico;
    Di solito è carino, magari un po' nerd, e nel 90% dei casi è innamorato della protagonista ma non ha il coraggio di dichiararle i suoi sentimenti. Passa il suo tempo a scodinzolare
     dietro alla sua Mary Sue, nella speranza che lei gli dedichi un po' di attenzione, ma nel 99% dei casi lei non fa altro che parlargli del ragazzo di cui lei si è innamorata.
Prendo un attimo fiato tra un cliché e l'altro!
  • Blonde and Bitch;
    Ovvero la str***a di turno.
    Puntualmente bionda o finta bionda, popola gli YA, ma anche i romanzi per adulti avendo un'unica missione, quella di demolire le poche sicurezze che la protagonista ha, rendendo a lei ed eventualmente ai suoi amici la vita un inferno.

  • La migliore amica/ Le migliori amiche;Generalmente nei romanzi troviamo lo stereotipo della coppia di migliori amiche, al massimo del trio. Ci sono diverse possibilità di combinazione, ma quello che trovo più spesso è quello protagonista timida ed introversa con migliori amiche estroverse e festaiole, si quelle che sono dedite alle relazioni sociali, allo shopping e al tenersi in forma, tanto che spesso mi capita di chiedermi come sia possibile che persone tanto diverse siano amiche!

  • I genitori assenti;Per i genitori, soprattutto in uno YA, ci sono poche regole.
    I genitori che proprio mi sembrano surreali sono spesso assenti per via del lavoro. Di solito sono semplicemente assenti, ma gli autori più fantasiosi gli affibbiano anche professioni inverosimili che li costringono in giro per il mondo, abbandonando così i figli diciassettenni alla loro sorte. Così i suddetti figli hanno sempre la casa per loro, in qualsiasi momento dell'anno e nelle poche telefonate che si scambiano con i genitori questi non si interessano nemmeno troppo dello stato di salute dei propri pargoli.

Per oggi, cari lettori, credo proprio di essermi dilungata abbastanza.
Come vi ho sempre detto i cliché mi vanno bene finché sono gestiti bene dall'autore, ma spesso e volentieri gli autori sono sanno renderli propri, non sanno plasmarli bene, quindi ne viene fuori un vero pasticcio, che mi causa proprio il nervoso.
Credo proprio che per darvi una panoramica più completa di tutti quei casi letterari che mi fanno alzare gli occhi al cielo avrò bisogno di scrivere un altro post per questa rubrica, quindi stay tuned!
Alla prossima!

31 commenti:

  1. Dio, quanto cavolo hai ragione!!
    Comunque sai che, a quel fatto delle lettrici che non leggono, non ci avevo mai pensato? o.o eppure ora mi accorgo che hai dannatamente ragione!!

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    1. Lo so, all'inizio alla lettrice che non legge può passare inosservata, ma ultimamente mi sono messa d'impegno e ci ho fatto caso!

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  2. Quasi quasi veniva a me la tachicardia da quanto ho riso per questo post xD
    Purtroppo è vero per gran parte degli YA u_ù

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    1. Eh si, la fauna degli YA è estremamente simile!

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  3. Ah, quanto è vero! Però la cosa divertente è che non possiamo fare a meno di leggere questi libri e ogni volta ci ricaschiamo xD

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    1. E' vero xD Alla fine ci ricaschiamo sempre!

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  4. Hai ragione proprio su tutto! Questi personaggi non li sopporto nemmeno io nei romanzi! Sono sempre i soliti!
    E le lettrici che leggono ce ne sono davvero poche... la maggior parte, come hai detto tu, non tocca nemmeno un libro. =_=

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    1. Oh si, come quelle ragazze che frequentano la scuola, ma non c'è nemmeno un capitolo in cui siano in classe o stiano studiando!

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  5. Hai ragionissima! Ogni volta che trovo uno stereotipo in un romanzo YA/NA (che sono i più stracolmi di stereotipi di questo tipo) penso che dovrei fare un elenco delle cose più classiche. Mi trovo d'accordo soprattutto sui tipi maschi (il bad boy dal cuore d'oro con passato difficile è una costante ormai) e sulla Bella Swan della situazione (ragazze nuove ovunque).
    E anche la Blonde & Bitch, onnipresente!

    p.s.: non so se ti può interessare, ma sul mio blog è in corso un giveaway, se ti va di dare un'occhiata ^_^
    http://www.booksinthestarrynight.blogspot.it/2014/09/love-you-giveaway-100-followers.html

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    1. La Blonde and Bitch è adatta a condire tutti gli YA/NA senza eccezioni, un personaggio che va bene su tutto!
      Le nuove arrivate idem, sembrano le protagoniste ideali -_-

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  6. Ahahahah bellissimo post! E condivido tutto! ^^
    Il "Gary Stu con il ciuffo ribelle" non lo posso digerire, è onnipresente xD E poi "la lettrice che non legge" mi irrita in una maniera allucinante, che controsenso!

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    1. Di ciuffi ribelli ce ne sono parecchi in giro, lo so xD
      Idem per le lettrici che non leggono, che sono anche infide perché possono passare inosservate é_é

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  7. Bellissimo post XD Condivido in pieno l'esasperazione per tutti i cliché citati, in particolare per il "bello e dannato" che non ho mai potuto soffrire.
    E la lettrice che non legge è onnipresente, ma non avevo fatto caso, in effetti, al fatto che non leggesse mai. O.O Mi hai aperto gli occhi!

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    1. Il bello e dannato purtroppo affligge spesso le nostre letture, ed è una cosa davvero triste perché sembra che alcuni autori non riescano proprio a venir fuori da questo cliché.
      La lettrice che non legge è un personaggio a cui ho cominciato a fare caso anch'io di recente, ma mi sono resa conto che l'ho incontrata spessissimo!

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  8. Condivido tutte le tue considerazioni!!
    Oddio quanto le odio quelle che pensano di essere brutte ma che in realtà si rivelano delle fighe assurde!!!
    Ahahahahah XD

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    1. Già. Alla fine quando si presentano in tutta la loro stangonaggine vorrei prenderle a padellate.

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  9. Bellissimo post, concordo in pieno su tutto, soprattutto sulla lettrice che non legge. o come su Obsidian la blogger non blogger XD

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    1. La blogger no blogger non mi è ancora capitata, ma è una categoria che terrò d'occhio!

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  10. Concordo. Ormai le Mary Sue si sono evolute così tanto che possono essere divise a tematiche.
    La lettrice che non legge sta particolarmente sulle balle pure a me.

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    1. Impossibile farsela stare simpatica la lettrice che non legge xD
      L'evoluzione ormai ci porterà delle Mary Sue sempre più stereotipate credo ç_ç

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  11. *applausi*
    Davvero, in questo post hai toccato i principali punti di esasperazione: stereotipi su stereotipi. Non c'è bisogno che le protagoniste siano bellissime, ma incredibilmente modeste o che si mortifichino per poi sbocciare come rose, attirando casualmente l'attenzione (e l'amore) del bello e impossibile e dimenticando il migliore amico, categoria che ormai raccoglie il sostegno della collettività.
    Questo post è geniale! :3

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    1. Oh, ti ringrazio Am.
      Purtroppo noi lettori siamo sommersi da stereotipi, il problema però non sono gli stereotipi in sé, quanto gli stereotipi vuoti, quelli che gli autori non sanno gestire e che fanno sì che i loro personaggi siano troppo prevedibili.
      Tante parole sprecate per l'ennesima copia della copia di una copia di un altro personaggio...è un peccato, no?

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  12. AMO questo post xD
    *si inchina*
    Uno sfogo buono e giusto u_u poi le gif di Tina ci stanno tutte xD

    Più che "da sfigata a stangona" mi verrebbe da dire "da sfigata a battona", ma la tua formula è più elegante xD
    E' ora di dire NO alle Mary Sue e i Gary Stu che appestano i nostri libri!

    ciuffo ribelle che ricade puntualmente sugli occhi nemmeno fossero degli yorkshire a pelo lungo
    *MUORO*

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    1. Le gif di Tina io le trovo ottime per ogni occasione, ma magari qui sul blog mi limito xD
      Sono felice che il post ti sia piaciuto, ne sto già programmando un altro effettivamente, in cui parlare di stili e ambientazioni che ormai sono trite e ritrite.
      Dovremo organizzare una grande ribellione contro le Mary Sue e i Gary Stu. Magari c'è la possibilità che alcuni autori rinsaviscano ç_ç

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  13. Ciao! Sono nuova del blog (ebbene sì, sono una Mary Sue). In verità ti seguo e leggo da un po', ma non ho mai commentato! Meglio tardi che mai u.u
    Questo articolo mi è piaciuto tantissimo xD però purtroppo pare che il genere YA si fondi proprio su questi stereotipi ._. si trovano in 99 libri su 100, ahimè :/
    Comunque ti do ragione su tutto, su ogni singola riga!

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    1. Ciao Gaia!
      Ti ringrazio per essere passata e per aver commentato :3
      Gli YA sono pieni di stereotipie lo sappiamo, ma magari se gli stereotipi sono gestiti bene piacciono anche, o almeno è così per me!

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  14. Mi ero persa questo post, grazie a Amaranth per averlo segnalato!
    Ecco, tutti gli stereotipi che odio, e dato che spesso e volentieri li trovi nei young/new adult, il genere non mi è proprio congeniale (con alcune eccezioni però).
    La nuova arrivata (solo io mi sono trasferita e non ho trovato l'amore della mia vita in un vampiro millenario) e la lettrice che non legge sono quelle che più mi danno fastidio però u.u

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    1. Anch'io pensavo che gli YA/NA non fossero il mio genere, finché non ho incontrato Rainbow Rowell e Stephanie Perkins, che sono due delle mia autrici preferite dell'anno! Hanno un modo di scrivere che farebbe invidia a molti altri autori e se vuoi provare a leggere qualcosa del genere ti stra-consiglio i loro romanzi!
      Anch'io sono stata una nuova arrivata, ma nessun vampiro centenario con un pozzo di soldi in tasca mi ha sedotta!
      La lettrice che non legge credo sia lo stereotipo del peggior genere, mi fa proprio arrabbiare!

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  15. "nemmeno fossero degli yorkshire a pelo lungo" AAHAHAHAAHAHAHHAHHAHA, IL TOP DEL TOP.
    Comunque, grazie per le risate e per la verità espressa. Purtroppo è proprio così.

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    1. Vedo che il riferimento ai cagnetti è saltato all'occhio a molti xD
      Ti ringrazio per i complimenti e credimi, mi sento davvero meno sola quando leggo di tanti lettori solidali con me!

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  16. Splendido post!!! *__*
    (E mi sono fatta parecchie risate! ;) ).

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