sabato 12 ottobre 2019

Recensione; "Il senso del dolore: l'inverno del Commissario Ricciardi" di Maurizio De Giovanni

Cari visitatori della Tana,
oggi finalmente torno a recensire e lo faccio per la mia ultima lettura: Il senso del dolore: l'inverno del commissario Ricciardi, primo volume dell'ormai celebre serie di Maurizio De Giovanni.


Il senso del dolore: l'inverno del Commissario Ricciardi
di Maurizio De Giovanni
Il Commissario Ricciardi #1
Einaudi
2012 (precedentemente pubblicato da Graus nel 2006 e da Fandango nel 2007)
206 pagine
€ 5,99 (ebook) € 13 (cartaceo)
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TRAMA
Napoli, 1931. Marzo sta per finire, ma della primavera ancora nessuna traccia. La città è scossa dal vento gelido e da una notizia: il grande tenore Arnaldo Vezzi – voce sublime, artista di fama mondiale, amico del Duce – viene trovato cadavere nel suo camerino al Real Teatro di San Carlo prima della rappresentazione di Pagliacci. La gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. A risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini ed evitato dai sottoposti per il carattere introverso, Ricciardi coltiva nell’animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino vede i morti nel loro ultimo attimo di vita e ne sente il dolore del distacco. Mentre i giorni passano e il vicequestore incalza, timoroso dell’impazienza del regime che da Roma chiede chiarezza ed esige che i colpevoli siano consegnati alla giustizia, la città freme sotto un alone cupo e livido, il risentimento cova nei vicoli e nei bassi, i raggi del sole illuminano a squarci le facciate degli antichi palazzi. Attento alle esigenze dei più deboli, il commissario segue il suo senso di giustizia per dare un nome all’assassino.

LA MIA OPINIONE

In una sera di Marzo del 1931, la città di Napoli viene scossa da una notizia incredibile: Arnaldo Vezzi, tenore di fama mondiale e artista dalla voce e dalle capacità interpretative eccezionali, è stato trovato assassinato nel suo camerino al Teatro San Carlo, dove era in scena.
Ad indagare sull'omicidio viene chiamato Luigi Alfredo Ricciardi, un Commissario dall'intuito eccezionale ma dal carattere scostante, che nasconde un segreto che da sempre lo affligge: riesce a vedere i morti  di morte violenta nel loro ultimo attimo di vita e ne percepisce il dolore. L'animo di Ricciardi è tormentato da queste visioni, ma non può confidare a nessuno ciò che riesce a vedere.
Mentre gli ultimi sprazzi d'inverno si abbattono sulla città, Ricciardi deve addentrarsi nella vita di Vezzi, per scandagiare le sue conoscenze e scoprire, infine, chi lo ha ucciso e perché.

Ho avuto qualche diffidenza nell'approcciarmi a questo romanzo, come mi capita sempre per i libri e per le serie più popolari. Alla fine ho ceduto quando ho saputo che dai romanzi sarebbe stata tratta una serie TV (prossimamente in onda su Rai 1) e così la curiosità ha preso il sopravvento.

Di questo romanzo mi hanno catturata prima di tutto l'atmosfera e l'ambientazione: siamo nel mezzo del ventennio fascista, ma non ancora al culmine del regime. Napoli è una città dalle mille contraddizioni, divisa tra i fasti di ricchi e l'estrema povertà di chi deve sgomitare per sopravvivere.
Immerso nell'atmosfera plumbea di un inverno che non vuole andare via, Ricciardi è un personaggio che attira sin da subito l'attenzione, prima di tutto per questo potere che lo contraddistingue, per questo dolore della morte che lo insegue e che lo rende scostante, sfuggente.
Ma intorno a Ricciardi si muovono diverse figure, da Maione, suo fedele braccio destro, al morto stesso e ad altri personaggi coinvolti nella vicenda, che scopriamo attraverso i molteplici PoV.

Lo stile di De Giovanni è molto evocativo, quasi poetico, ma allo stesso tempo scorrevole e dosato e sin da subito permette di immergersi nella storia.
Un ottimo esordio in questa serie, ormai già conclusa con il dodicesimo romanzo, che sicuramente continuerò a leggere.


Il mio voto per questo romanzo è di quattri riccetti!

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