Visualizzazione post con etichetta hunger games. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta hunger games. Mostra tutti i post

lunedì 23 novembre 2015

Dal libro al film #14: "Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte II"


Cari visitatori della Tana,
dopo tempo immemore, ritorna finalmente la mia rubrica dedicata agli adattamenti cinematografici. 
Oggi vi parlo del film del momento, quello che tutti gli appassionati della serie libresca aspettavano ormai da un anno: Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte II. 
Aspettavo con trepidazione questo film, perché lo sapete, sono appassionatissima della trilogia libresca, ma lo aspettavo anche con un po' di angoscia, perché sapevo che con l'uscita di questo film si sarebbe chiusa un'altra epoca della mia vita, dopo quella di Harry Potter.
Ma bando ai sentimentalismi e parliamo del film. 
Per cominciare però, partiamo come sempre dal libro.

IL LIBRO

Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte.
La seconda volta, però, viene salvata da un gruppo di ribelli che hanno la loro base nel Distretto 13, quello che tutti credevano essere stato raso al suolo. Guidati dalla presidente Coin, i rivoltosi hanno intenzione di mettere fine alla potenza di Capitol City. Katniss avrà quindi il compito di diventare il Mockingjay, la ghiandaia imitatrice, della rivolta; dovrà esortare i ribelli, infondere sicurezza, fomentare alla ribellione, qualunque sia il costo personale. Ma le forze di Capitol hanno catturato Peeta, e allora tutto diventa più difficile. 
Katniss deve riuscire a guidare la ribellione, ma anche a salvare il ragazzo che per ben due volte è sceso con lei nell'Arena.


IL FILM
Prima di iniziare a parlare di questo film, vi lascio le mie recensioni ai film precedenti della serie: 1|2|3.

Iniziamo come sempre dai dati tecnici e di produzione: Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte II è stato prodotto, come i film precedenti, dalla Lionsgate.
A dirigere il film è stato ancora Francis Lawrence, già regista dei due adattamenti precedenti della serie, così come la sceneggiatura è di nuovo opera di Danny Strong e Peter Craig. 
Questo adattamento è stato girato back to back con il precedente, orientativamente tra Settembre 2013 e Giugno 2014 in tre diverse location: Parigi, Berlino e Atlanta.  
Oltre al cast che conosciamo già [Jennifer Lawrence (Katniss Everdeen), Liam Hemsworth (Gale Hawthorne), Josh Hutcherson (Peeta Mellark),  Sam Claflin (Finnick Odair), Willow Shields (Primrose Everdeen), Woody Harrelson (Haymitch Abernathy), Elizabeth Banks (Effie Trinket), Donald Sutherland (Presidente Snow), Philip Seymour Hoffman (Plutarch Heavensbee), Jeffrey Wright (Betee), Julianne Moore (Presidente Coin), Jena Malone (Johanna Mason),  Natalie Dormer (Cressida), Evan Ross (Messalla), Wes Chatam (Castor), Elden Henson (Pollux), Mahershala Ali (Boggs)], in questo ultimo episodio si sono aggiunti altri attori nel cast secondario: Gwendoline Christie (già nota per il ruolo di Brienne di Tarth nella serie Game of Thrones) interpreta la comandante Lyme, leader dei ribelli nel Distretto 2, mentre Michelle Forbes veste i panni del tenente Jackson, seconda in comando di Boggs nella squadra di Katniss. Eugenie Bondurant interpreta Tigris, la stilista con il viso ricoperto di tatuaggi che la fanno sembrare, appunto, una tigre e che aiuta Katniss e la sua squadra durante la loro missione.
I trailer del film sono stati rilasciati tra Giugno e Settembre di quest'anno ed il film è arrivato nelle nostre sale il 19 Novembre, con un giorno d'anticipo rispetto alle sale americane. 

Questa volta non ho saputo aspettare. In barba agli impegni vari mi sono fiondata in sala il primo giorno di programmazione al primo spettacolo nel mio cinema di fiducia, dove so che il film inizia nell'orario segnato per lo spettacolo e non mi mettono in ansia con i venti trailer che nelle grandi catene mandano prima dei film.
Per me con la prima parte dell'adattamento (secondo me la più difficile da gestire), il regista e gli sceneggiatori avevano fatto davvero un ottimo lavoro, considerando il modo in cui scorre lento il romanzo in quel frangente. Le mie aspettative per questa seconda parte dunque erano davvero alte. Nel complesso posso dire di non essere rimasta delusa, perché anche questa volta il lavoro fatto dal cast e dalla crew è stato davvero molto buono.


La rivolta ormai è nella sua fase centrale e curciale e Katniss ne è il simbolo. Il ruolo a cui la costringono la presidente Coin e Plutarch è un ruolo di pura immagine: deve limitarsi a convincere i Distretti a smettere di difendere Capitol e a rivolgere le armi contro Snow. Ma questo è un ruolo che le sta stretto. Ha visto toppe persone morire per mano di Snow e ne sta vedendo 
altrettante morire in nome della rivolta, mentre lei se ne sta con le mani in mano per poi comparire soltanto nei pass-pro, gli spot che la Coin ha commissionato per alimentare la rivolta. Dall'essere la marionetta di Snow negli Hunger Games è passata all'essere la marionetta della Coin per la rivolta.
Ma in questi anni abbiamo imparato a conoscere Katniss e sappiamo quanto sia testarda e perseverante. Ecco perché non lascia che la Coin la faccia rimanere nel Distretto 13 e in un modo o nell'altro riesce a raggiungere Capitol. Seppur nelle retrovie e con una crew pronta a riprenderla per girare i pass-pro che la segue, Katniss, insieme alla sua squadra che comprende anche Peeta e Gale, deve affrontare uno ad uno i baccelli, trappole messe a punto dagli strateghi per spettacolarizzare la morte dei ribelli per poi mandare le immagini in TV. Il percorso fino al palazzo del presidente è lungo, ma Katniss non ha intenzione di perdere di vista il suo unico obiettivo: uccidere Snow.
Ma cosa succede quando la linea che distingue il nemico dal capo della ribellione diventa sempre più sottile? Cosa fare quando chi dovrebbe portare nuove prospettive per chi ha combattuto per ribellarsi alla dittatura diventa a sua volta un despota?
Ecco, Katniss deve proprio imparare a muoversi su questa linea sottile per capire chi è il vero nemico e contro chi dovrà scagliare la freccia che cambierà la storia di Panem.

Esattamente come nel romanzo, anche nel film è palpabile la crescita di Katniss come personaggio: nonostante la Coin le offra la via più facile, quella di restare nel 13 e continuare a pubblicizzare la ribellione stando alle sue regole, la protagonista non si lascia convincere e non si lascia accecare nemmeno dall'odio che prova per Snow. È pronta a sacrificarsi per il bene di Panem, per regalare al suo popolo un futuro migliore.
Jennifer Lawrence ancora una volta ci regala una bellissima interpretazione. Ormai non riuscirei a vedere nessun'altra attrice nei panni di Katniss perché lei ha davvero saputo cogliere l'essenza di questo personaggio ed è riuscita a farlo suo.
Josh Hutcherson, dopo che il suo personaggio è stato assente per la gran parte dell'adattamento precedente, è tornato ad essere molto più presente in questo. Ottimo lavoro anche per lui, che ha dovuto vestire i panni di un Peeta prima devastato dal depistaggio e poi pronto a lottare anche contro sé stesso pur di guarire. Le sofferenze e le conseguenze delle torture che il suo personaggio ha subito a Capitol sono palpabili in ogni scena in cui è presente, traspaiono dai suoi occhi e ad ogni dialogo con Katniss è un nodo alla gola. 
Al contrario di quanto dice Gale, sia nel romanzo che nel film, credo fermamente che Katniss non abbia scelto Peeta perché è indispensabile alla sua sopravvivenza. Ha scelto Peeta perché portano entrambi le stese cicatrici, perché entrambi sanno cosa sono il dolore ed il sacrificio, perché hanno sofferto e si sono sacrificati l'uno per l'altra e credo che questo sia qualcosa di molto profondo ed intimo.
Liam Hemsworth direi che è nella media, le sue performance in questi adattamenti non mi hanno mai fatta impazzire e come sapete il personaggio di Gale mi è particolarmente indigesto. Proprio a proposito di questo personaggio devo dire però che il suo ruolo come autore del progetto della trappola di cui rimarrà vittima Prim viene sottolineata ancora meglio che nel romanzo.
Il grande interrogativo di questo adattamento riguardava l'assenza di Philip Seymour Hoffman, attore scomparso lo scorso anno e che aveva girato soltanto in parte le scene di questo adattamento. Il personaggio di Plutarch, infatti, ha un ruolo fondamentale nella parte finale del romanzo e devo ammetter che gli sceneggiatori sono riusciti a fare un lavoro molto buono in questo caso, affidando le parole dello stratega ad una lettera in cui sono tirati i fili dell'intera vicenda. Devo ammettere che anche in questo caso la parte giocata da Plutarch viene chiarita ancora meglio che nel libro.

Questo adattamento è sicuramente frutto di un lavoro svolto in maniera molto buona dal cast e dalla crew. Bellissimi la fotografia e gli effetti speciali e ancora una volta ottima la scelta delle musiche. In particolare ho trovato azzeccatissima la scelta di inserire Deep in the Meadow (la ninna nanna di Rue) nei titoli di coda, perché oltre a chiudere il cerchio che si era aperto con il primo adattamento, da canzone per una morte, diventa una canzone di vita, di speranza, dopo l'epilogo che tutti conosciamo. 
La parte finale non è esattamente uguale al romanzo, ma altrettanto emozionante. Katniss e Peeta devono fare i conti con il dolore e il vuoto che hanno lasciato tutte le vittime della ribellione, con gli incubi che non vogliono andare via e ricordano loro costantemente dei giochi e della guerra. Ma sono sopravvissuti e l'unica cosa che possono fare è andare avanti. 

Intenso, emozionante, adrenalinico. Questo adattamento chiude degnamente questa serie di film e rende giustizia al romanzo, che per la cronaca, quello che preferisco di meno nella trilogia. 
E adesso non mi rimane che crogiolarmi nel finale dolceamaro e piangere tutte le mie lacrime in un angolino.

Dirò loro che, nelle mattine brutte, mi sembra impossibile trarre piacere da qualcosa perché temo che possano portarmelo via. E che in quei momenti faccio mentalmente un elenco di ogni atto di bontà che ho visto fare. È come un gioco. Ripetitivo. Persino un po' noioso, dopo più di vent'anni. Ma esistono giochi molto peggiori a cui giocare. 

lunedì 1 dicembre 2014

Dal libro al film #11: Hunger Games - Il Canto della Rivolta (Parte I)


Cari visitatori della Tana,
ebbene sì, ce l'ho fatta! Dopo ben nove giorni dall'uscita nelle sale italiane sono riuscita ad andare a vedere Hunger Games - Il Canto della Rivolta Parte 1. 
Tra il milione di impegni settimanali e lo studio intensivo di questo periodo che mi costringe a casa per la maggior parte del tempo, sono riuscita a ritagliarmi un paio d'ore per andare al cinema e oggi sono qui per raccontarvi cosa ne penso di questo adattamento.
Ma come sempre, cominciamo dal libro!

Il libro
Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte.
La seconda volta, però, viene salvata da un gruppo di ribelli che hanno la loro base nel Distretto 13, quello che tutti credevano essere stato raso al suolo. Guidati dalla presidente Coin, i rivoltosi hanno intenzione di mettere fine alla potenza di Capitol City. Katniss avrà quindi il compito di diventare il Mockingjay, la ghiandaia imitatrice, della rivolta; dovrà esortare i ribelli, infondere sicurezza, fomentare alla ribellione, qualunque sia il costo personale. Ma le forze di Capitol hanno catturato Peeta, e allora tutto diventa più difficile. 
Katniss deve riuscire a guidare la ribellione, ma anche a salvare il ragazzo che per ben due volte è sceso con lei nell'Arena.




La mia opinione
Non ho mai recensito qui sul blog l'ultimo volume di questa trilogia, e pensavo di farlo proprio quest'anno in occasione dell'uscita del film, ma non ho avuto il tempo di fare una rilettura approfondita, quindi ho pensato di darvi la mia opinione qui, ma senza dilungarmi troppo.
Il canto della rivolta nella trilogia è stato il libro che mi è piaciuto di meno per come la storia si è evoluta, ma sicuramente è stato il più coinvolgente a livello emotivo. 
I giochi sono finiti, ma gli Hunger Games cominciano ad essere giocati per strada, con attacchi, guerriglie e bombardamenti che Capitol sta scatenando contro tutti i distretti. E' guerra aperta e non sembra esserci scampo.
Lo scenario che la Collins disegna in questo volume finale della trilogia è terribile. Si combatte una guerra in cui non si risparmia nulla, perché Capitol è intenzionata a tenersi il potere a tutti i costi. 
I personaggi e le loro personalità sono portati alle estreme conseguenze e la cosa terribile e che nessuno di loro ha scampo: tutti devono combattere, pedine di un sistema crudele  che non contempla altra soluzione.
E' un libro che si legge molto velocemente. L'ansia di sapere cosa succederà tiene il lettore incollato alle pagine e una volta arrivati alla fine, è davvero difficile da digerire, perché ci si rende conto che nessuno dei personaggi ha avuto il suo lieto fine.
Suzanne Collins con questo romanzo ha voluto lanciare un solo messaggio: la guerra è ingiusta, e lo ha fatto dando vita ad un romanzo emozionante ma allo stesso tempo terribile, di quelli che lasciano un po' il vuoto dentro.

Il film

Cominciando come sempre dai dati tecnici e di produzione,  Hunger Games - Il Canto dela Rivolta (Parte 1), è stato prodotto, come i film precedenti, dalla Lionsgate. La regia è stata affidata nuovamente a Francis Lawrence, che già aveva lavorato a Hunger Games - La ragazza di fuoco, mentre la sceneggiatura è opera di Danny Strong e Peter Craig.
Le riprese sono cominciate nel Settembre 2013 e si sono svolte in contemporanea alle riprese della seconda parte, che uscirà a Novembre 2015 e sono durate per circa sette mesi.
Oltre al cast che già conosciamo [Jennifer Lawrence , Liam Hemsworth , Josh Hutcherson  Sam Claflin, Willow Shields, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Donald Sutherland, Philip Seymour Hoffman e Jeffrey Wright] ci sono state alcune new entries, tra cui Julianne Moore nei panni di Alma Coin, Natalie Dormer in quelli di Cressida, Evan Ross in quelli di Messalla mentre Wes Chatham  ed Elden Hanson interpretano rispettivamente Castor e Pollux.
Il film in Italia è uscito il 20 Novembre, in contemporanea con gli USA.


Quando ho saputo di un adattamento diviso in due parti per Il canto della rivolta, devo ammettere che non ero molto contenta. D'altronde si tratta di un romanzo di appena 420 pagine, e con i tagli che di solito a livello di trama e considerando che molti dei capitoli soprattutto nella prima parte sono dei veri e propri viaggi mentali di Katniss, mi aspettavo che il film fosse unico, ma ormai questa divisione dei capitoli finali delle serie sta diventando un po' una moda, un'operazione commerciale per incassare il doppio al botteghino perché i fan di questa saga sono tantissimi nel mondo.

Avendo letto il libro poi sapevo già cosa mi sarei trovata davanti ma soprattutto viste le critiche negative che avevo letto in giro per il web ero partita senza troppe aspettative.
Il film a me nel complesso è piaciuto. Ho trovato ammirevole il lavoro che ha fatto Francis Lawrence con quello che la prima parte del romanzo -e di conseguenza della
sceneggiatura- metteva a sua disposizione.
Considerando la lentezza della prima parte del romanzo, in cui Katniss è impotente contro il regime serratissimo del Distretto 13, è ovvio che anche la prima parte del film scorra molto lentamente, riprendendosi poi soltanto nella parte finale (più o meno gli ultimi quaranta minuti). 
In compenso Lawrence è riuscito a porre la giusta enfasi nelle scene più emblematiche, complici le bellissime musiche e l'ottimo lavoro con gli effetti speciali in digitale che ha questo film, ma anche a porre l'accento sul cambiamento di Katniss.
Inoltre c'è da considerare che siamo in una fase della storia in cui ci si prepara ad una guerra vera e propria, ed anche questo elemento di tensione e attesa è stato messo molto in risalto.
Insomma, a chi non ha letto il libro sono sicura che questo film non piacerà molto, perché conserva poco dell'azione e dell'adrenalina dei suoi precedenti. E' invece un romanzo che apprezzeranno molto di più i lettori.

A proposito di Katniss, Jennifer Lawrence ha fatto davvero un bel lavoro. Ancora una volta i è dimostrata all'altezza di questo personaggio e ha saputo rendere le molteplici sfaccettature che lo caratterizzano. Josh Hutcherson ha avuto poco spazio in questa prima parte, ma le scene in cui compare sono state molto significative, in particolare nel finale, in cui ci regala un ritratto meraviglioso e agghiacciante di Peeta distrutto dal depistaggio.
Gale non è certo uno dei miei personaggi preferiti, e nel film, così come nel romanzo, l'ho trovato anonimo, anche se ha avuto molto più spazio in questo adattamento. Sono convinta che Liam Hemsworth potesse dare di più, ma considerate che in questo caso sono davvero troppo di parte, visto che Gale proprio non riesco a farmelo piacere.
Parlando dei nuovi ingressi nel cast, sicuramente ottima la performace di Julianne Moore, che nei panni della Coin ci sta propri bene. Con quei sorrisi di circostanza ed i suoi slogan per accontentare la popolazione del 13 rispecchia benissimo la Coin del libro.
Ho trovato buona anche la performance di Natalie Dormer, che interpreta una Cressida decisa e appassionata. Sono convinta che anche nella seconda parte dell'adattamento ci riserverà delle belle sorprese.

Paluso ancora una volta per la scelta della soundtrack, a dir poco eccezionale, che contiene dei brani bellissimi, tra cui Ladder Song e Yellow Flicker Beat di Lorde, per non dimenticare The Hanging Tree, cantata dalla stessa Jennifer Lawrence e inserita nel film proprio quando a cantarla era Katniss.

Nel complesso questo è un buon adattamento, migliore di molti altri adattamenti usciti al cinema. Se dovessi dargli un voto secondo il mio sistema di valutazione dei libri, direi che quattro riccetti li merita tutti.

Ovviamente sono curiosa di sapere se anche voi siete curiosi di vedere questo adattamento cinematografico o magari se lo avete già visto e soprattutto sono curiosa di sapere cosa ne pensate!

Intanto, come sempre, vi lascio al trailer.






lunedì 25 novembre 2013

Waiting for Catching Fire #3: Recensione di "La ragazza di fuoco" - Suzanne Collins

Cari visitatori della Tana,
come promesso arriva oggi il terzo e penultimo post dedicato a Catching Fire.
Ieri è terminata la seconda lettura di gruppo con le Belle del blog La Bella e il Cavaliere e quindi non ci sarebbe momento migliore per proporvi la mia recensione del secondo volume della saga.

La ragazza di fuoco è uscito per Mondadori nel 2010, conta 373 pagine e costa € 17,00


TRAMA
Non puoi rifiutarti di partecipare agli Hunger Games. Una volta scelto, il tuo destino è scritto. Dovrai lottare fino all'ultimo, persino uccidere per farcela. Katniss ha vinto. Ma è davvero salva? Dopo la settantaquattresima edizione degli Hunger Games, l'implacabile reality show che si svolge a Panem ogni anno, lei e Peeta sono, miracolosamente, ancora vivi. Katniss dovrebbe sentirsi sollevata, perfino felice. Dopotutto, è riuscita a tornare dalla sua famiglia e dall'amico di sempre, Gale. Invece nulla va come Katniss vorrebbe. Gale è freddo e la tiene a distanza. Peeta le volta le spalle. E in giro si mormora di una rivolta contro Capitol City, che Katniss e Peeta potrebbero avere contribuito a fomentare. La ragazza di fuoco è sconvolta: ha acceso una sommossa. Ora ha paura di non riuscire a spegnerla. E forse non vuole neppure farlo. Mentre si avvicina il momento in cui lei e Peeta dovranno passare da un distretto all'altro per il crudele Tour della Vittoria, la posta in gioco si fa sempre più alta. Se non riusciranno a dimostrare di essere perdutamente innamorati l'uno dell'altra, Katniss e Peeta rischiano di pagare con la vita...



LA MIA OPINIONE
N.B. La recensione contiene spoiler su Hunger Games.

Avevamo lasciato Katniss e Peeta sani e salvi, vincitori degli Hunger Games alla fine del primo volume della serie.
Li ritroviamo nel Distretto 12, tornati ad una vita apparentemente normale, ma ormai sconvolta per sempre da quanto accaduto durante i giochi. Sia Katniss che Peeta sono tormentati dagli incubi, e anche se vincere ha significato un grande miglioramento economico per le loro famiglie, la loro esistenza è ormai sconvolta.
A ciò si aggiunge l'ira del presidente Snow. Al capo di Stato di Panem non è piaciuto affatto che Katniss abbia tirato fuori quelle bacche alla fine dei giochi. Quel gesto è stato un gesto di ribellione, ed anche se è stato mascherato da Haymitch come dettato dall'impeto di una persona pazzamente innamorata, Snow sa benissimo cosa c'è sotto, e la nostra protagonista sa che non la passerà liscia.
E' proprio per questo che poco prima della partenza per il Tour della Vittoria che Snow fa visita a Katniss, e le intima di essere convincente nella sua recita, così brava da riuscire a convincere anche lui di essere innamorata di Peeta.
Il Tour, che toccherà tutti i distretti, non comincia quindi nel migliore dei modi. Katniss inoltre non potrebbe essere più confusa sul piano dei suoi sentimenti: sa di avere dei sentimenti, anche se non ben definiti, per Peeta, ma dall'altra parte prova qualcosa per Gale, che certo non le ha nascosto il suo amore per lei.
Il tour non comincia nel modo migliore, e prosegue sotto una tensione costante. Katniss ormai è simbolo della ribellione, la sua visita nei distretti non fa che alimentare la sete di libertà degli abitanti dei distretti.
La nostra protagonista sa di non poter fare passi falsi, ed è per questo che durante la visita finale a Capitol City, alla conclusione del Tour, Peeta le propone in diretta televisiva di sposarla. Il matrimonio degli sfortunati innamorati del Distretto 12 potrebbe placare il Presidente e così le folle dei distretti che ormai sono ad un passo dalla guerra civile, ma così non è.
Katniss però ha presto un altro problema a cui far fronte: è convinta di diventare una dei mentori per la prossima edizione degli Hunger Games, ma anche questa previsione si rivela sbagliata, perchè per la 75° edizione dei Giochi è previsto che i tributi siano sorteggiati tra i vincitori ancora in vita.
Katniss tonerà nell'arena, e stavolta sa che non potrà uscirne viva.

Dirvi che ho amato questo libro credo sia riduttivo.
La ragazza di fuoco è indubbiamente il mio libro preferito della trilogia, e i motivi sono davvero tanti.
Il primo, sicuramente, sta nel fatto che finalmente il presidente Snow fa cadere la sua maschera e si svela per quello che è: un uomo avido di potere e maniaco del controllo. Ha bisogno che tutto vada esattamente per come ha deciso, che tutti gli abitanti dei distretti si muovano come lui ha stabilito. Sa benissimo che nei distretti serpeggia il malcontento, che le persone sono ormai soffocate dal suo regime e ha bisogno di tenere tutto sotto controllo. Non per niente vuole che Katniss esegua i suoi ordini alla lettera, e la costringe a farlo minacciando di fare del male alla sua famiglia e ai suoi amici.
In questo libro, inoltre, la vita per Katniss diventa molto più complicata, non solo sul piano sentimentale, ma anche perchè sa di non poter fare alcun passo falso.
Si approfondisce molto di più la sua psicologia, il suo modo di pensare e ovviamente il suo bisogno di libertà. Katniss sa di essere ormai un simbolo della ribellione, e questa cosa la preoccupa per eventuali ritorsioni sulla sua famiglia, ma dall'altra parte capisce la sete di libertà che hanno gli abitanti dei distretti. 
Come personaggio non mi è molto simpatica, ma sicuramente ho apprezzato il fatto che sia cresciuta la sua consapevolezza.
Infatti, mentre nel primo libro della serie è solo impegnata a sopravvivere ai Giochi, adesso deve muoversi su un terreno molto più sdrucciolevole, e ne va della sua stessa vita.
Peeta è a mio parere il miglior personaggio del romanzo: anche lui lascia cadere la sua maschera e si mostra per quello che è, ed è innamorato di Katniss. Oltre ogni montatura, ogni finto matrimonio o storia pseudo romantica, lui è innamorato di lei.
Incontriamo poi altri personaggi che, seppur nuovi, lasciano comunque il segno: Finnick Odair prima di tutti, poi ovviamente Mags, Beetee e Wiress, e ultima ma non meno importante Joanna.Il personaggio secondario la cui storia viene approfondita di più è però Haymitch. Prima che i ragazzi entrino nell'arena, Katniss e Peeta scoprono come abbia fatto a vincere l'edizione alla quale ha partecipato, ed è così che si scoprono molte cose sulla sua vita e poi sulla sua attuale dipendenza da alcool.

La ragazza di fuoco ha una struttura parzialmente diversa da Hunger Games, e nonostante il fatto che a Katniss e Peeta tocchi tornare nell'arena, non si può -come invece fanno molti- parlare di due libri-fotocopia, anzi! In questo libro c'è una crescita e una presa di coscienza da parte della protagonista che passa da sopravvivere all'arena a sopravvivere nel suo mondo e poi ancora nell'arena. In questa edizione della memoria  Katniss gioca il tutto per tutto andando incontro all'ignoto ancora di più che nei rimi giochi a cui ha partecipato.
Nonostante la poca simpatia che ho per Katniss, devo ammettere che non sono mai riuscita a staccarmi dalle pagine del libro, e per me è stato difficile rileggerlo rispettando le tappe del gruppo di lettura.
La Collins ancora una volta ha dimostrato di saperci davvero fare.


Il mio voto per questo libro è cinque riccetti, ma suppongo che voi lo aveste già intuito :3

venerdì 22 novembre 2013

Waiting for Catching Fire #2: Dal libro al film - Hunger Games

Cari visitatori della Tana,
eccoci al secondo appuntamento con i post dedicati alla serie di Suzanne Collins.
Oggi come sapete Catching Fire uscirà nelle sale americane, e io davvero non sto più nella pelle!
Ma passiamo all'argomento di oggi!
Vi propongo in questo post uno speciale Dal libro al film con un focus sul primo film della saga.



IL LIBRO


Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende uomo.
QUI la mia recensione

IL FILM

Il film tratto dal primo libro della trilogia è uscito nelle sale americane nel Marzo 2012, per approdare in Italia più di un mese dopo, il 1° Maggio. 
La regia è stata affidata a Gary Ross, così come parte della sceneggiatura, e la pellicola è prodotta da Lionsgate.
L'elemento che però è stato sicuramente fondamentale nella produzione della pellicola è stata la partecipazione di Suzanne Collins oltre che ovviamente come autrice del soggetto, anche come sceneggiatrice.
L'autrice dei libri ha lavorato moltissimo anche al film, e questo è più che evidente dal risultato.
Hunger Games sicuramente è un film ben riuscito. Come accade per tutte le pellicole tratte da libri, ovviamente ci sono delle differenze e dei particolari che si perdono (come wikipedia sottolinea in un elenco abbastanza lungo) , ma quello che manca sicuramente di più è parte dei ricordi di Katniss. Il fatto che la storia, nel libro, sia raccontata dal suo PoV permette di "esplorare" anche la sua memoria, mentre ciò, per ovvi motivi, non può avvenire nel film.
Dall'altra parte però nel film abbiamo scene riprodotte in maniera più che fedele, come quella della morte di Rue, che sullo schermo è ancora più commovente di quanto non lo sia nel libro, così come la scena finale nell'arena e quella sul treno, l'ultimo dialogo tra Katniss e Peeta.
Per quanto riguarda gli attori, devo dire che dopo aver letto il libro non trovavo che Jennifer Lawrence rispecchiasse in pieno Katniss, ma con il passare del tempo mi sono dovuta ricredere.
Nonostante le evidenti differenze fisiche trovo invece Josh Hutcherson perfetto nel
ruolo di Peeta
. Quell'attore ha la cucciolagine incorporata.
Un'altra ottima scelta secondo me è stata quella di Lenny Kravitz per il ruolo di Cinna. Mai attore fu più somigliante, secondo me, al personaggio di un romanzo.
Scelta azzeccatissima anche quella di Woody Harrelson per il ruolo di Haymitch e di Elizabeth Banks nel ruolo di Effie Trinket. Entrambi hanno regalato un'ottima performance agli spettatori.
Sul fatto che Donald Sutherland sia un grandissimo attore ci sono pochi dubbi, e anche nei panni del presidente Snow non si è smentito, così come Stanley Tucci nel ruolo di Caesar Flickerman, mattatore dei programmi dedicati ai Giochi che incarna benissimo il suo corrispondente letterario.
Un cenno meritano anche sicuramente le spettacolari scenografie, che riproducono benissimo gli ambienti non solo di Panem, ma anche dell'arena.

Questa pellicola è stato un successo annunciato a livello di incassi, ma soprattutto è stato un successo per i fan della saga. Si sa che i fan hanno sempre delle alte aspettative, e a patto di non scendere eccessivamente nel particolare, questo film rispecchia esattamente la trama e lo spirito del libro.
Per me che non conoscevo i libri prima di vedere il film è stato semplice capire le dinamiche della storia, al contrario di quanto mi è capitato vedendo film tratti da altri libri.

In conclusione, se avete letto il libro, non potete perdervi il film!
O magari potreste anche cominciare ad appassionarvi a questa serie vedendo il film com'è successo a me.
Non mi resta che lasciarvi, come sempre, al trailer del film e darvi appuntamento a domani per un altro speciale appuntamento dedicato a questa trilogia!










giovedì 21 novembre 2013

Waiting for Catching Fire #1: Recensione di "Hunger Games" - Suzanne Collins

Cari visitatori della Tana,
come molti di voi sapranno, esattamente tra cinque giorni uscirà in Italia il secondo film della saga Hunger Games, La ragazza di fuoco.
Così, per tenervi compagnia nell'attesa (e anche per fangirlare un po'), ho deciso di proporvi alcuni post speciali.
Dato che non lo avevo ancora fatto, oggi recensisco Hunger Games, primo libro della trilogia.
In Italia il libro è uscito in prima edizione nel 2009 per Mondadori, conta 256 pagine e costa €17,00.


TRAMA
Quando Katniss urla "Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!" sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell'estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell'Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo, il più bravo, il più forte, ma anche quello che si conquista il pubblico, gli sponsor, l'audience. Katniss appartiene al Distretto 12, quello dei minatori, quello che gli Hunger Games li ha vinti solo due volte in 73 edizioni, e sa di aver poche possibilità di farcela. Ma si è offerta al posto di sua sorella minore e farà di tutto per tornare da lei. Da quando è nata ha lottato per vivere e lo farà anche questa volta. Nella sua squadra c'è anche Peeta, un ragazzo gentile che però non ha la stoffa per farcela. Lui è determinato a mantenere integri i propri sentimenti e dichiara davanti alle telecamere di essere innamorato di Katniss. Ma negli Hunger Games non esistono gli amici, non esistono gli affetti, non c'è spazio per l'amore. Bisogna saper scegliere e, soprattutto, per vincere bisogna saper perdere, rinunciare a tutto ciò che ti rende Uomo.

LA MIA OPINIONE
Esattamente come è successo per la serie di Harry Potter, ho scoperto questo libro grazie al film. Sarà un caso che anche questa sia diventata una delle mie serie preferite?

In un futuro imprecisato, il Nord America è diventato un territorio molto diverso da quello che conosciamo oggi. Il suo nome è Panem ed è stato diviso in dodici distretti, ciascuno basato su un'attività lavorativa specifica: la pesca, l'agricoltura, il settore tessile, quello elettronico e così via. Ai distretti fa capo Capitol City, ricchissima capitale che attinge le sue risorse da ciascuno dei distretti.
Settantaquattro anni prima dal racconto della storia di Katniss, una terribile guerra civile ha sconvolto Panem, dato che i tredici distretti si sono ribellati alla capitale. Capitol City è riuscita a tenere testa alla ribellione e da allora, per ricordare agli abitanti dei distretti la loro ribellione, non solo è stato distrutto il Distretto Tredici, ma sono stati istituiti gli Hunger Games, un reality show in cui i partecipanti combattono all'ultimo sangue, finché non ne resta in vita soltanto uno.
La storia di Katniss comincia la mattina della mietitura, cerimonia durante la quale vengono scelti i due ragazzi - un maschio e una femmina tra i 12 e i 18 anni - che ogni distretto dovrà mandare a combattere negli Hunger Games.  La protagonista abita nel Distretto 12, uno dei più poveri, in cui si estrae il carbone dalle miniere.
Scopriamo immediatamente che da quando è morto suo padre, non ha avuto affatto vita facile, dato che la responsabilità per la sopravvivenza della sua famiglia è piombata sulle sue spalle.
Il fatto che Katniss sia la voce narrante del libro ci consente di vivere a pieno non solo la storia, ma anche le sue sensazioni e le sue emozioni.
E' una ragazza forte, decisa, ha eretto intorno a sé una corazza che le per permetta di essere distaccata. Katniss ha una sola debolezza, ed è l'amore per sua sorella, ed è proprio questo amore a spingerla senza esitazione ad offrirsi volontaria quando Prim viene sorteggiata alla mietitura.
Insieme a lei, a partire per l'Arena degli Hunger Games è Peeta Mellark, il figlio del fornaio, che Katniss conosce già perché una volta le ha salvato la vita, evitandole di morire di fame.
Ma Katniss adesso ha altro a cui pensare: deve sopravvivere all'arena e tornare a casa.

Come vi ho accennato già più volte, Katniss in questo primo volume mi è piaciuta molto come protagonista: è sicuramente una ragazza forte ma insieme fragile, e che i ritrova improvvisamente a dover affrontare una lotta all'ultimo sangue. Vuole sopravvivere non per sé stessa, quanto per la sorella, per garantirle un futuro migliore, e devo dire che questo è l'aspetto della sua personalità che ho apprezzato di più.
Devo dire che vivere gli Hunger Games dal suo punto di vista è stato molto interessante, dato che le dinamiche del gioco sono illustrate benissimo, e dato che si affronta la lettura attraverso il PoV privilegiato di uno dei tributi, si capisce non solo la difficoltà di alcuni momenti nell'arena dati dalla necessità di sopravvivere, ma anche la necessità di combattere, di annientare gli altri, di scegliere tra uccidere o essere uccisi, di perdere ciò che c'è di umano in una persona per diventare qualcos'altro. Gli Hunger Games sono un gioco di pura sopravvivenza, e le scene che vediamo nell'arena sono crudeli e scioccanti, dipinte a tinte forti, tanto da restare indelebili non solo nella memoria di Katniss che le vive, ma anche in quella di chi legge.
Ho apprezzato sicuramente il personaggio di Peeta, che bellezza e attore che lo interpreta nel film a parte, è un personaggio molto diretto e sincero, di quelli che ti si intrufolano nel cuore e fai fatica a mandare via, tanto che alla fine fai pace con il te stesso lettore e capisci che in fondo non ti dispiace lasciarlo lì.
Il rapporto che ha con Katniss, visto dal suo punto di vista, è estremamente chiaro: ha una cotta per lei da anni, il pensiero di doverla uccidere lo distrugge. Dall'altro lato Katniss non ricambia questi sentimenti, ma non per questo non si sente legata a lui: Peeta le ha salvato la vita e lei si sente tremendamente in debito con lui. Semplicemente, non può ucciderlo.
Tra i personaggi che ho apprezzato di meno c'è sicuramente Gale, e non perché sia un po' il rivale in amore di Peeta, ma semplicemente perché lo trovo egoista e francamente antipatico.
Molto di più ho apprezzato Haymitch, che nonostante l'ubriacatura perenne e il sarcasmo, è un personaggio schietto e diretto, senza troppi fronzoli.

E' un romanzo molto ben costruito, gli eventi sono ben narrati e ben descritti, e tutto scorre velocemente in un susseguirsi di eventi scioccanti ed emozioni forti.
Oltre ad essere ben costruito il romanzo, è ben costruita anche l'ambientazione: il futuro imprecisato in cui è ambientato potrebbe essere lontanissimo o anche molto vicino, perché ha dei caratteri un po' fantascientifici, ma anche molto realistici. E' ben descritta anche la gerarchia del potere e il funzionamento dei distretti. A governare Panem è un dittatore, il presidente Snow, che presenta gli Hunger Games come occasione di divertimento ma in realtà da così dimostrazione del forte potere di Capitol City, che potrebbe annientare, come ha fatto con il Distretto 13, anche gli altri.
In questo sistema tutti sono delle vittime dello strapotere di Snow, non solo gli abitanti dei distretti, ma anche i personaggi più potenti. Tutti hanno il compito di mantenere l'ordine, stare al proprio posto e fare ciò che viene loro imposto.
Questi elementi sono ormai ricorrenti in tantissimi romanzi, tanto che ormai davvero non riesco più a leggere nessun romanzo distopico senza che questo mi ricordi in qualche modo Hunger Games. Suzanne Collins  riuscita non solo a scrivere un grande romanzo, ma a creare un vero e proprio trend. Con ciò non voglio dire che prima di Hunger Games non siano stati scritti altri romanzi distopici, ma semplicemente che questo ha avuto una risonanza è un successo a livello mondiale tale da determinare appunto la creazione di un trend.




Il mio voto per questo romanzo è cinque riccetti. Non poteva essere altrimenti!

Ovviamente aspetto le vostre opinioni su questo romanzo, e vi do appuntamento a domani con un altro post speciale dedicato alla serie.

Non mi resta che ringraziare le care Amaranth e Angharad per aver organizzato la lettura di gruppo dedicata ai primi due volumi della serie e avermi così ispirata a rileggerli.